palazzina cosenza

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L’edificio è un’opera di Luigi Cosenza risalente alla fine degli anni ’50, come documentato dalla riscoperta dei disegni originali, non completata ed alterata in maniera sostanziale negli anni subito successivi alla sua realizzazione. Dai materiali ritrovati, si è potuto anche ricostruire che il progetto della palazzina, sede della Cassa Edile, era solo il primo nucleo di un più articolato complesso, un vero e proprio polo di servizi per la formazione nel campo edile. Degli altri edifici costituenti il centro non è stato possibile recuperare i grafici di progetto, ma dalle foto del plastico sono ampiamente riconoscibili le scelte alla base dell’impianto distributivo, dell’organizzazione funzionale, nonché l’articolazione spaziale dei diversi corpi, ed è del tutto evidente il riferimento al coevo complesso industriale dell’Olivetti di Arco Felice (1951-54). A questo progetto, mai realizzato, ne fu poi, negli anni successivi, sostituito parzialmente un altro realizzato dall’architetto Arrigo Marsiglia. Il progetto di recupero e rifunzionalizzazione della palazzina ha previsto, innanzitutto, il ritorno alla volumetria originaria con il completamento della testata est che così come indicato dai disegni originari al primo piano, si appoggiava direttamente su un terrapieno rivestito in pietra che, a sua volta, con una leggera curvatura, si insinuava nell’edificio al piano terra. Sono stati inoltre liberati dalle tompagnature esterne aggiunte, gli spazi di porticato al piano terra, tipica espressione della poetica di Cosenza, rispettando la scansione tra superfici vetrate, trasparenti e setti di parete piena. Anche sul fronte posteriore è stata eliminata tutta la fascia di volume aggiunto in un secondo momento per ampliare le superfici coperte; la facciata del piano terra è ora al filo del piano superiore e quindi coerente col profilo originario. L’eliminazione dei volumi aggiunti, il recupero della configurazione originaria, l’accurato restauro degli elementi più significativi, ha reso chiara e diretta la leggibilità delle numerose soluzioni architettoniche e di finitura che caratterizzano l’opera di Cosenza: dal rivestimento dei pilastri circolari in mosaico ceramico, ai solai rastremati verso l’esterno, alla partitura della facciata nella sua scansione tra vuoti e pieni ed ancora alla fioriera al primo piano al muro in pietra del terrapieno. In conclusione, l’intervento si pone come vero e proprio restauro e reintegro delle volumetrie, e quindi delle soluzioni formali, così come concepite e progettate da Luigi Cosenza. Il progetto attuale definisce, sotto questo profilo, una originale metodologia di restauro del moderno.

con Carlo de Luca, Nicola Salzano de Luna, Carlo Pennino

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