Dalle ferite del sisma a Panza fiorisce una nuova agorà educativa. Il progetto trascende l’edilizia per farsi paesaggio: un sistema di terrazze verdi che reinterpreta l’antica morfologia ischitana, fondendo memoria agricola e futuro. Tra pietra lavica e tecnologie leggere prefabbricate, la scuola diventa un organismo poroso dove la natura entra nelle aule. Un’infrastruttura di speranza che non consuma suolo ma genera comunità, trasformando la fragilità insulare in un rifugio sostenibile di bellezza e resilienza, custodendo i sogni delle nuove generazioni in uno spazio di luce e armonia.

L’intervento architettonico per il nuovo plesso scolastico di Panza nasce da una lettura profonda, attenta e rispettosa della morfologia dei luoghi e della memoria collettiva. Il progetto supera radicalmente il concetto obsoleto di edificio scolastico inteso come blocco monolitico e autoreferenziale, adottando invece una strategia di disarticolazione volumetrica che dialoga in modo organico con l’orografia complessa del sito. Ispirandosi al sistema insediativo storico dell’isola d’Ischia, caratterizzato da un’architettura spontanea che si adatta alle pendenze naturali, il complesso si sviluppa attraverso una sequenza articolata di corpi di fabbrica adagiati su quote differenti. Questa scelta compositiva permette di reinterpretare in chiave contemporanea il tema ancestrale del “terrazzamento”: l’architettura non si impone con prepotenza sul paesaggio, ma ne diviene parte integrante e indissolubile. Tale approccio riduce drasticamente l’impatto visivo delle nuove volumetrie e restituisce alla natura, tramite l’uso estensivo di coperture piane trattate a verde o a ghiaia vulcanica, la quasi totalità della superficie di suolo occupata dall’edificazione, ricucendo la ferita inferta dal sisma al tessuto urbano.
I volumi sono orientati per ottimizzare l’esposizione solare e incorniciare le visuali panoramiche più suggestive verso il mare e la montagna, creando un ritmo dinamico e mai ripetitivo di pieni e vuoti. Le facciate utilizzano un abaco materico strettamente legato alla tradizione locale: l’impiego di rivestimenti in pietra lavica e intonaci a calce dalle tinte naturali radica l’opera nel contesto vulcanico, conferendo gravità e appartenenza. Al contempo, ampie superfici vetrate a tutta altezza smaterializzano i fronti principali, garantendo una permeabilità visiva totale e un dialogo ininterrotto tra gli spazi educativi interni e l’ambiente naturale circostante, trasformando il paesaggio in una presenza costante nella quotidianità scolastica.


Il fulcro nevralgico del sistema distributivo è rappresentato dall’Agorà, uno spazio centrale a doppia altezza che trascende la semplice funzione di atrio o di nodo connettivo per divenire un vero e proprio “Civic Center”. Concepita come una luminosa piazza coperta, l’Agorà è il cuore pulsante della vita sociale della scuola, uno spazio fluido e flessibile adatto a ospitare assemblee, mostre, rappresentazioni teatrali e attività aperte all’intera comunità di Panza, anche in orario extrascolastico. Da questo nucleo vitale si diramano percorsi orizzontali e verticali privi di barriere architettoniche, dove la luce naturale, che piove zenitale da grandi lucernari in copertura, scolpisce i volumi interni, orienta i flussi e definisce una gerarchia chiara degli spazi, rendendo l’orientamento intuitivo e piacevole. La scala principale, trattata come elemento scultoreo, diventa essa stessa luogo di sosta e socializzazione, rafforzando il senso di comunità.
L’organizzazione didattica abbandona definitivamente il rigido e alienante schema del corridoio tradizionale in favore dei “cluster”: unità pedagogiche semi-autonome che funzionano come piccole “scuole nella scuola”. Ogni cluster è composto da aule, laboratori e spazi interconnessi per attività informali e di gruppo. Le aule sono ambienti ampi, luminosi e straordinariamente versatili, dotati di pareti manovrabili e arredi integrati (pareti attrezzate) che permettono di riconfigurare lo spazio in pochi istanti in base alle diverse esigenze pedagogiche. Il comfort psicofisico, prioritario in fase progettuale, è garantito dall’elevato isolamento acustico, dall’uso di materiali caldi, tattili e resilienti, e dalle grandi aperture che, come quadri naturali, incorniciano porzioni di verde, stimolando la concentrazione e la serenità necessarie all’apprendimento. Il programma funzionale si completa con una serie di laboratori specialistici (informatica, arte, scienze, musica), una mensa e una biblioteca, tutti posizionati strategicamente per garantire la massima accessibilità e interazione. Il progetto del suolo è parte integrante e sostanziale dell’architettura: gli spazi esterni sono concepiti come aule a cielo aperto, prolungamento naturale della didattica. Le coperture a verde estensivo fondono l’edificio con il versante collinare, restituendo un’immagine unitaria, sobria ed elegante, capace di comunicare il valore civico di una scuola che è presidio di cultura e resilienza.




| luogo / location | Panza, Comune di Forio |
| committente / client | Comune di Forio |
| progetto / architectural design | od’a – Officina d’Architettura srl |
| prestazioni svolte / services | PFTE |
| architetti / architects | Arch. Alessandra Fasanaro + Arch. Giovanni Aurino |
| capoprogetto / design manager | Arch. Manfredi Parrella |
| strutture / structures | – |
| impianti / installations | – |
| 3d e rendering | Arch. Roberto Chen |
| gruppo di lavoro / design team | Arch. Francesca Campanile, Arch. Melissa Kouzmzayek, Arch. Chiara Lubrano |
| cantiere / construction team | |
| impresa / construction company | – |
| categorie delle opere / types of work | E08-S04-IA01-IA02-IA03-P01 |
| calendario / timetable | 2025-in corso |
| importo lavori / building project cost | 4.550.000,00 € |
| importo complessivo / budget | 6.156.180,00 € |
| sup. esterna / external area | 12.810,25 mq |
| sup. lorda totale / total project area | 1.305,30 mq |
| sup. utile / floor area | 1.752,38 mq |
| sup. coperta / indoor area | 2.169,33 mq |
| volume / volume | 8.677,32 mc |