È stato inaugurato a Sant’Agnello il nuovo asilo nido comunale “Il Sentiero dei Piccoli”, situato nella frazione collinare dei Colli di Fontanelle. L’evento è stato riportato dalle pagine de “Il Mattino” attraverso un articolo a firma di Massimiliano D’Esposito, che ha evidenziato l’importanza del nuovo presidio educativo per la comunità locale e la partecipazione delle famiglie alla cerimonia di taglio del nastro.
La struttura nasce dalla riconversione dell’edificio che in precedenza ospitava la scuola dell’infanzia, adeguato dal punto di vista strutturale, funzionale ed energetico per accogliere 25 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. L’intervento è stato finanziato nell’ambito dei fondi PNRR dedicati ai servizi per la prima infanzia, consentendo di ottimizzare gli spazi scolastici e completare l’offerta didattica del plesso collinare.
La progettazione tecnica dell’opera è stata curata dallo studio od’a – officina d’architettura insieme all’ingegnere Arnaldo Surolli. La gestione dei servizi educativi è affidata alla cooperativa sociale Boethmèia onlus di Torre del Greco. Anche la scelta del nome è arrivata al termine di un percorso condiviso con la cittadinanza: una consultazione ha infatti visto prevalere la denominazione “Il Sentiero dei Piccoli” con oltre il 56% delle preferenze, precedendo le altre proposte dell’amministrazione comunale.
Il 7 settembre il nuovo asilo nido comunale di Sant’Agnello ha aperto le sue porte ai primi venticinque piccoli ospiti, tra lattanti e divezzi. L’inaugurazione ufficiale si è svolta giovedì 10 settembre 2026 alla presenza del Sindaco Antonino Coppola, dell’Assessore alle Politiche Sociali Maria Russo, della giunta comunale, dei rappresentanti della cooperativa Boetheia — a cui è affidata la gestione del servizio — e delle famiglie del territorio.
L’intervento è stato realizzato nell’ambito dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicati al potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia. Il progetto, che ha previsto la riconversione di una ex scuola dell’infanzia, è stato curato dallo studio od’a – officina d’architettura insieme all’ingegnere Arnaldo Surolli.
La struttura propone un’organizzazione degli spazi interni dinamica e modulabile. L’uso di pareti scorrevoli permette di configurare le stanze in base alle attività, alternando aree d’angolo più riservate ad ampi ambienti condivisi. L’ingresso principale ospita un atrio baricentrico funzionale all’accoglienza e al deposito dei passeggini, mentre le sezioni didattiche includono pedane in legno modellate per incentivare l’autonomia nei movimenti dei bambini. Il collegamento con il giardino esterno è garantito da una nuova pensilina in metacrilato e da una pavimentazione a gradonate, progettate per consentire lo svolgimento delle attività all’aperto in piena sicurezza.
In occasione della Biennale dello Stretto 2026, incentrata sul tema “Mutazioni”, lo studio od’a – officina d’architettura sarà presente nel programma degli incontri previsto per sabato 19 settembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
A partire dalle ore 15:15, all’interno della sezione intitolata “Ridare i luoghi alle persone”, si terrà un momento di approfondimento e confronto a cui prenderanno parte gli architetti Giovanni Aurino e Bruno Discepolo, insieme a Orazio Nicodemo dello studio od’a + G124.
Oltre al dibattito, i tre soci dello studio — Giovanni Aurino, Alessandra Fasanaro e Bruno Discepolo — hanno fornito un contributo all’esposizione della Biennale con il progetto “CAMPANIA PLURALE, permanenze e mutazioni lungo la linea di costa”. Il lavoro indaga la natura e l’evoluzione dei circa 500 chilometri di litorale campano, uno spazio storicamente caratterizzato da scambi culturali e stratificazioni insediative. Attraverso una selezione di interventi, la mostra intende ricostruire il dialogo tra la dimensione marittima e quella terrestre, offrendo spunti di riflessione sulle dinamiche di trasformazione dei territori e sulle esigenze delle comunità locali.
L’allestimento espositivo si avvale della collaborazione di Carlo De Luca e Orlando Di Marino, mentre il progetto grafico e l’editing sono stati curati da Francesco Scuotto e Maria Chiara Piccolo dello studio od’a – officina d’architettura.
Nell’ambito della Salerno Design Week 2026, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – officina d’architettura sarà tra i protagonisti dell’incontro Aperidesign previsto per il 17 settembre alle ore 19:30 presso lo spazio Primus, in via Adolfo Cilento 15. Durante la serata verranno presentati due prodotti di design che esplorano il rapporto tra forma, materia e ritualità del cibo.
Il primo oggetto in esposizione è Play4Eat, un food tablet di 36 per 36 centimetri realizzato in pietra acrilica naturale e inciso dal designer Manuel Di Chiara. Il progetto reinterpreta i motivi del paesaggio mediterraneo e della tradizione ceramica locale all’interno di un sistema dinamico e componibile, dotato di moduli intercambiabili che consentono di organizzare porzioni edibili o accessori per la tavola.
A questo si affianca Movimento, realizzato insieme a Valentino Palmisano, Viviana Di Blasi, Antonella Rossi e Francesco Rossini; una piatto in porcellana dalla geometria ellittica che trae ispirazione dalle descrizioni delle Città Invisibili di Italo Calvino. Pensato per l’uso quotidiano in dialogo con la ristorazione, l’oggetto sviluppa un canale fluido sagomato che guida la gestualità nell’interazione con il cibo, raccordando diverse consistenze in un disegno essenziale.
L’appuntamento costituisce un momento di confronto sul design d’oggetto e sulla manifattura contemporanea.
Il prossimo mercoledì 16 settembre 2026, alle ore 18:00, la cornice di Villa Cerillo ospiterà l’inaugurazione del nuovo Urban Center del Comune di Bacoli. La struttura si occuperà della redazione dei Piani Urbanistici Attuativi (PUA), strumenti fondamentali per indirizzare le future trasformazioni del territorio. Per lo svolgimento di tali attività, l’ufficio si avvarrà della consulenza specialistica dello studio od’a – officina d’architettura, rappresentato all’evento dall’architetto Giovanni Aurino.
L’ambito di pianificazione interesserà settori strategici del comune, inclusi i bacini dei laghi Fusaro e Miseno, le aree costiere, i poli nautici e artigianali, oltre a specifici interventi di riqualificazione del centro cittadino e di densificazione urbana nelle zone di Cappella e Cuma.
All’incontro prenderanno parte i rappresentanti delle istituzioni e degli enti partner, tra cui il Sindaco Josi Gerardo Della Ragione, l’Assessore all’Urbanistica Olga Schiano Lo Moriello, la Soprintendente SABAP Paola Ricciardi, il Direttore della Scuola Superiore Meridionale Arturo De Vivo, il Presidente dell’Ente Parco dei Campi Flegrei Vincenzo Imperatore e il Vicedirettore del DIARC UNINA Alessandro Castagnaro. Gli interventi saranno conclusi dall’Assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo.
In occasione dell’evento verrà inoltre inaugurata la mostra del concorso di idee “Le tre età della città”, dedicata al centro storico di Bacoli.
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Prende il via la terza edizione della Biennale dello Stretto, la mostra internazionale promossa dalla Fondazione Le Città del Futuro e diretta da Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji. Dal 18 al 22 settembre si svolgerà la sessione inaugurale di un percorso espositivo e culturale destinato a proseguire fino al 13 dicembre 2026, snodandosi tra varie sedi del territorio compreso tra Reggio Calabria, Campo Calabro, Villa San Giovanni, Scilla, Messina e Badolato.
L’appuntamento di quest’anno è incentrato sul tema “Mutazioni” e propone un ricco calendario di incontri, presentazioni di libri, conferenze e dibattiti legati all’architettura, al paesaggio, alla rigenerazione urbana e al design. Il programma riunisce professionisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sulle trasformazioni del territorio e sui nuovi modelli abitativi e sociali.
Tra i momenti previsti nell’intenso programma dei primi cinque giorni, la giornata di sabato 19 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria vedrà anche la partecipazione dello studio od’a – officina d’architettura. Con gli architetti Bruno Discepolo e Giovanni Aurino, lo studio prenderà parte alla tavola rotonda intitolata “Ridare i luoghi alle persone”, un confronto focalizzato sulle dinamiche di riappropriazione e valorizzazione degli spazi urbani e collettivi.
Nel quadro delle attività in programma, lo studio od’a – officina d’architettura fornirà il proprio contributo proponendo una selezione di interventi e ricerche sul litorale campano. Il contributo ripercorre l’evoluzione e le trasformazioni urbane che hanno interessato il territorio negli ultimi vent’anni, analizzando gli studi e i masterplan PIV sviluppati dal Litorale Domitio Flegreo fino al Cilento Sud, attraverso un percorso che coinvolge i 60 comuni costieri delle province di Caserta, Napoli e Salerno.
Ha aperto le porte ai primi piccoli ospiti il 7 settembre il nuovo asilo nido comunale di Sant’Agnello, pronto a ospitare venticinque bambini tra lattanti e divezzi. L’inaugurazione ufficiale è fissata per giovedì 10 settembre 2026 alle ore 16:00, con un breve momento di condivisione rivolto alla comunità locale, a cui prenderanno parte il Sindaco Antonino Coppola, l’Assessore alle Politiche Sociali Maria Russo, l’Amministrazione Comunale, le famiglie e i rappresentanti della cooperativa Boetheia, incaricata della gestione del servizio.
L’opera è stata realizzata nell’ambito dei fondi PNRR destinati al potenziamento dei servizi di educazione e cura per la prima infanzia. L’intervento ha riguardato la riconversione di una ex scuola dell’infanzia, basandosi sul progetto curato dallo studio od’a – officina d’architettura insieme all’ingegnere Arnaldo Surolli.
La proposta architettonica si sviluppa su ambienti integrati e flessibili, caratterizzati da pareti scorrevoli che consentono di modulare gli spazi didattici in base alle diverse esigenze, creando sia aree riservate che ampi spazi condivisi. L’organizzazione interna comprende un atrio baricentrico pensato per l’accoglienza e per il deposito dei passeggini, insieme ad aree gioco con pedane sagomate in legno che favoriscono l’autonomia dei bambini. Un nuovo sistema d’ingresso con pensilina leggera in metacrilato e una pavimentazione esterna con gradonate collegano con continuità le aule con il giardino, garantendo la fruizione in sicurezza degli spazi all’aperto.
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Lo studio od’a – Officina d’Architettura resterà chiuso dal 10 al 17 agosto.
Vi auguriamo una splendida estate e buone vacanze!
Il 1° luglio 2026, l’Aula Magna di Palazzo Gravina a Napoli ospiterà un seminario sulla mobilità regionale, organizzato nell’ambito della mostra “Archicam”, con la partecipazione di accademici, istituzioni ed esperti del settore.
Nell’ambito della mostra “Archicam – Architettura in Campania 1945 – 2025”, mercoledì 1° luglio 2026 si terrà l’incontro intitolato “La mobilità in Campania, Fattore di coesione e sviluppo”. L’appuntamento è fissato presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, situato a Palazzo Gravina, in via Monteoliveto 3 a Napoli.
L’evento, curato da Pasquale Belfiore, Alessandro Castagnaro e Marella Santangelo, si propone come un momento di riflessione tecnica sul ruolo che le infrastrutture di trasporto rivestono per la crescita e l’integrazione del territorio regionale. Al dibattito prenderà parte anche l’architetto Bruno Discepolo dello studio od’a – Officina d’Architettura.
Il programma dei lavori prevede i contributi di Ennio Cascetta, docente presso il Massachusetts Institute of Technology, e di Mario Calabrese, professore ordinario di costruzioni idrauliche marittime e idrologia presso l’Ateneo federiciano. Al loro fianco interverrà Umberto De Gregorio, presidente di EAV, per offrire una panoramica sullo stato dei trasporti locali. Le conclusioni saranno affidate a Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania e assessore ai Trasporti, Mobilità e Mare, che traccerà le prospettive istituzionali per lo sviluppo delle reti di collegamento regionali.
Un dialogo tra architettura, paesaggio e memoria che dà forma a una nuova idea di accoglienza. La rifunzionalizzazione dell’Hotel San Vito, un edificio degli anni Cinquanta, interpreta questa visione attraverso un intervento che rinnova la struttura e ne ridefinisce il rapporto con l’isola di Ischia. La nuova struttura che mette in sicurezza il vecchio edificio genera una nuova idea di accoglienza che si traduce in spazi aperti alla luce, grandi balconi che estendono le camere verso il paesaggio, in ambienti che favoriscono il contatto con il mare, il cielo e la vegetazione. Colori, materiali e superfici richiamano l’identità ischitana: le tonalità della pietra, la luminosità delle facciate mediterranee, la matericità delle texture naturali dialogano con la luce, trasformando ogni ambiente in un’esperienza sensoriale.
HOTEL SAN VITO
project by: od’a + IS Ingegneria
La rubrica Keyword esplora i temi dell’architettura attraverso un lessico essenziale ma ricco di significati. Ogni parola chiave diventa un punto di partenza per riflessioni critiche, capace di svelare connessioni tra progetto, spazio e società. Un percorso sintetico e incisivo che trasforma il linguaggio in strumento di indagine, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’architettura contemporanea e le sue trasformazioni.
Lunedì 22 giugno 2026, l’ACEN di Napoli ospiterà la presentazione del Master in rigenerazione edilizia coordinato dal Prof. Roberto Castelluccio, un momento di confronto tra università, istituzioni e professionisti del settore.
L’evento di presentazione si svolgerà dalle ore 17.00 alle 18.30 nella cornice di Palazzo Ruffo della Scaletta, alla Riviera di Chiaia. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti dall’intervento del coordinatore, il Professor Roberto Castelluccio, che illustrerà gli obiettivi didattici e formativi del Master.
Successivamente, una tavola rotonda approfondirà le sfide tecniche, progettuali e culturali connesse alla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, evidenziando il ruolo della formazione specialistica nel rispondere alle attuali esigenze del territorio. L’iniziativa intende proporsi come un’opportunità di confronto finalizzata a consolidare il dialogo e la rete di relazioni tra il mondo accademico, le istituzioni locali e il comparto professionale e imprenditoriale.
Con l’occasione, gli organizzatori invitano la comunità professionale a partecipare all’incontro e a favorire la diffusione dei contenuti e della brochure informativa del Master attraverso i propri canali, ringraziando per la collaborazione e il supporto manifestati a favore di questo percorso formativo.
Lo studio od’a è partner aziendale del master, e vi invita a prendere parte all’evento.
Il 10 giugno, Palazzo Migliaresi a Pozzuoli ospiterà la presentazione degli Atti del Convegno “Pozzuoli 2050” a cura di Agostino di Lorenzo, incentrato sul nuovo Piano Urbanistico Comunale.
La presentazione del volume si inserisce nell’ambito della sessione pomeridiana del convegno, prevista per le ore 17.00 nella cornice del Rione Terra. La pubblicazione raccoglie riflessioni e proposte tecniche orientate a definire le linee di sviluppo della città, integrando le esigenze di tutela ambientale e sicurezza con la pianificazione del territorio.
Tra i contributi scientifici presenti nel testo figura l’analisi dedicata alla rigenerazione urbana a firma dell’architetto Giovanni Aurino, dello studio od’a – Officina d’Architettura. L’intervento propone un metodo di lavoro basato sul trasferimento di buone pratiche attraverso l’esame di diversi casi studio nazionali, considerati modelli metodologici applicabili alle specificità del contesto puteolano. In merito alla valorizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio storico, lo studio richiama l’esperienza dei progetti di piazza Bartolo Longo e del restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei, suggerendo un approccio integrato per aree centrali quali Piazza della Repubblica, l’Anfiteatro Flavio e lo stesso Rione Terra. Sul fronte della riqualificazione ambientale e delle linee d’acqua, gli interventi sul waterfront di Marina di Stabia e sull’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene vengono indicati come riferimenti utili per il recupero delle ex aree industriali Sofer e per la gestione del costone della Starza. Infine, l’esperienza della Italian Green Factory a Napoli viene delineata come esempio di riconversione produttiva sostenibile.
L’evento sarà trasmesso in diretta a partire dalle 17:00 sui canali social del Comune di Pozzuoli e sul profilo IG Pozzuoli 2050.
Il volume è scaricabile gratuitamente.
Mercoledì 10 giugno, l’auditorium Formedil di Napoli ospita un seminario dedicato al recupero del patrimonio edilizio moderno, focalizzato sull’integrazione tra istanze di conservazione e sicurezza nei contesti urbani, con interventi di accademici e professionisti.
L’Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) e a BeLab, ha promosso un incontro tecnico presso la sede di Formedil Napoli, in via Leonardo Bianchi. Al centro del dibattito vi sono le complesse tematiche legate alla salvaguardia e alla rifunzionalizzazione delle architetture contemporanee, un ambito che richiede un delicato equilibrio tra la tutela dell’identità storica e l’adeguamento alle attuali normative di sicurezza.
I lavori si aprono con i saluti istituzionali di Francesco De Falco, direttore di Formedil Napoli, e di Roberto Castelluccio, responsabile del BeLab. A seguire, il fulcro scientifico dell’evento si articola attraverso il contributo delle docenti Rossella Marmo, titolare di Tecnologia del Recupero Edilizio, e Veronica Vitiello, titolare di Progetto di Recupero Edilizio. Nel loro intervento congiunto, dal titolo “Le sfide del recupero del patrimonio costruito moderno: tra conservazione e sicurezza”, le docenti analizzano le metodologie operative e gli approcci teorici necessari per affrontare la vulnerabilità del costruito novecentesco.
Il punto di vista della pratica professionale è affidato all’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – Officina d’Architettura, che porta la propria esperienza sul campo nel gestire la transizione dei manufatti moderni verso nuovi cicli di vita. La giornata di studio si conclude con uno spazio dedicato alla formazione, attraverso la presentazione e la discussione dei lavori di gruppo realizzati dagli studenti universitari.
Venerdì 5 giugno, lo studio od’a – Officina d’Architettura ha ospitato un workshop formativo condotto da Valeria Fedeli, Business Development Manager di Gessi, incentrato sulle soluzioni d’arredo e sulle tecnologie eco-avanzate del marchio.
L’incontro ha offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza di Gessi, azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di rubinetteria e soluzioni di design per il bagno, la cucina e il benessere, riconosciuta per il costante impegno verso la sostenibilità e l’innovazione tecnologica.
La sessione formativa ha assunto una rilevanza concreta per l’attività corrente dello studio od’a – Officina d’Architettura. Attualmente impegnata nello sviluppo di diversi progetti e cantieri legati al settore ricettivo – che spaziano dagli studentati alle residenze sanitarie assistenziali (RSA) fino alle strutture alberghiere –, la struttura ritiene fondamentale l’approfondimento diretto dei componenti d’arredo. Poter valutare dal vivo le caratteristiche dei prodotti permette di integrare soluzioni capaci di coniugare la necessaria estetica architettonica con elevati standard di funzionalità pratica, aspetti cruciali per la gestione degli spazi a uso collettivo.
L’integrazione di questi elementi supporta la ricerca intrapresa dallo studio verso tecnologie ecologiche e avanzate, finalizzate a ottimizzare i consumi e a migliorare la durabilità dei materiali nei contesti dell’ospitalità. Il confronto con realtà produttive consolidate si inserisce nel percorso di aggiornamento tecnico necessario per rispondere alle specifiche esigenze della progettazione contemporanea.
Il 17 giugno Palazzo Gravina ospiterà il seminario sul nuovo Piano Strutturale urbanistico in attuazione del regolamento 3/2025. All’incontro parteciperà anche l’architetto Bruno Discepolo di od’a – Officina d’Architettura.
Il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’INU Campania e l’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia promuovono il ciclo di incontri tecnici “Campania: paesaggio e territorio”. Il primo appuntamento si terrà il 17 giugno alle ore 14:30 a Napoli, presso l’Aula De Fusco di Palazzo Gravina.
Al centro del dibattito vi sarà il nuovo Piano Strutturale urbanistico e la sua applicazione pratica a seguito dell’entrata in vigore del regolamento regionale 3/2025, uno strumento che ridefinisce le procedure di pianificazione e le strategie di governo del territorio. Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti degli enti promotori, i lavori approfondiranno il passaggio dalla norma alla fase operativa, analizzando l’impatto concreto della disciplina post-regolamento. Successivamente, il pomeriggio offrirà un confronto di ampio respiro per inserire la situazione campana nel panorama pianificatorio nazionale, raffrontandola con i modelli di altre regioni. A questa sessione prenderà parte anche l’architetto Bruno Discepolo dello studio od’a – Officina d’Architettura.
Prima delle riflessioni conclusive, l’incontro lascerà spazio ai contributi tecnici dei partecipanti, con l’obiettivo di fare emergere le principali criticità riscontrate dagli operatori del settore e delineare possibili soluzioni operative. L’evento rappresenta un momento di aggiornamento per il quale è stata attivata la procedura per il riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) da parte dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia.
L’ottavo incontro del ciclo Sincronie a Napoli ha esplorato la transizione verso un modello turistico esteso oltre il centro storico, analizzando la valorizzazione di aree settentrionali e orientali della città.
Si è tenuto l’ottavo appuntamento del ciclo Sincronie, curato dall’architetto Giovanni Aurino e organizzato dalla FOAN in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della città di Napoli, la Fondazione Pietà dei Turchini e De Ponte Innovazione. L’incontro, intitolato “Napoli, verso una nuova idea di turismo”, ha proposto una riflessione concreta sulla necessità di ridefinire i flussi e l’accoglienza in città, evidenziando la tendenza a estendere l’interesse culturale e ricettivo oltre i tradizionali confini del centro storico compresi tra il lungomare Caracciolo e piazza Garibaldi.
Durante la discussione sono stati esaminati progetti strategici per il territorio, come gli interventi previsti per l’Albergo dei Poveri, il complesso della Santissima e la riqualificazione del Cimitero delle Fontanelle. Proprio su quest’ultimo sito si è concentrato il contributo di Nicola Flora e Daniela Buonanno, docenti del DIARC e tutor del gruppo G124 Napoli, che hanno illustrato le prospettive di recupero per l’area della Sanità.
Il tema del decentramento e dell’impatto urbanistico è stato approfondito in una prima tavola rotonda a cui hanno preso parte Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città, e Marco di Lello, avvocato e già assessore regionale al governo del territorio e al turismo. Al dibattito ha contribuito anche Andrea Guglielmi, della Direzione Sviluppo e Manutenzione Infrastrutture di Gesac, analizzando il ruolo dei collegamenti aeroportuali nell’evoluzione della mobilità locale.
La seconda parte dell’incontro ha invece offerto una prospettiva legata alla gestione culturale e imprenditoriale della città. Massimo Napolitano, amministratore dell’Hotel Piazza Bellini, ha condiviso il punto di vista del settore ricettivo, mentre Rosita Marchese, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e l’artista Danilo Ambrosino si sono confrontati sulla capacità della produzione artistica e delle istituzioni formative di attivare nuove centralità urbane.
I lavori si sono conclusi con un momento musicale curato dal soprano Chiara Imperato e dal pianista Leandro Nicolella, che hanno proposto un breve repertorio per voce e pianoforte coerente con lo spirito di sinergia culturale promosso dall’iniziativa.
A Napoli si è discusso dei nuovi CAM 2025 e della direttiva europea EPBD4 per l’involucro edilizio. Durante l’incontro sono stati illustrati i vantaggi del calcestruzzo aerato autoclavato attraverso casi di studio locali.
Presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia si è svolto l’incontro tecnico incentrato sui nuovi CAM 2025, i principi DNSH e l’applicazione dei protocolli LCA ed EPD nel comparto dell’involucro edilizio. Al centro del dibattito vi sono state le sfide della decarbonizzazione e i criteri di sostenibilità imposti dalle recenti normative europee, con un focus sul calcestruzzo aerato autoclavato nell’ambito dei progetti finanziati dal PNRR.
L’architetto Marilena De Falco di Xella Italia ha analizzato l’impatto dei requisiti comunitari derivanti dalla direttiva EPBD4, soffermandosi sulle metodologie di analisi prestazionale e sulle novità introdotte dai Criteri Ambientali Minimi per i prossimi anni. L’intervento ha evidenziato l’importanza di una progettazione consapevole e allineata agli standard attuali.
Successivamente, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, hanno condiviso la propria esperienza professionale mostrando l’applicazione pratica di queste soluzioni sul territorio. Attraverso la presentazione della Palazzina Uffici / Headquarter del nuovo impianto produttivo Italian Green Factory a Napoli, i progettisti hanno illustrato come l’impiego del sistema costruttivo completo Xella risponda efficacemente ai parametri tecnici e ambientali richiesti dal quadro normativo contemporaneo.
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Lo studio od’a – Officina d’Architettura ha ospitato un workshop formativo sui sistemi MyDomotics, aderendo al progetto “100 STUDI IN ITALIA” per integrare tecnologie domotiche avanzate nella progettazione quotidiana e sperimentare soluzioni personalizzate.
Il 21 maggio si è svolto presso lo studio od’a – Officina d’Architettura un workshop formativo focalizzato sui sistemi MyDomotics. L’incontro riflette la costante attenzione dello studio verso l’aggiornamento e la formazione dei propri collaboratori, con l’obiettivo di integrare tecnologie innovative e funzionali nei futuri progetti architettonici.
In quest’ottica, od’a – Officina d’Architettura ha preso parte all’iniziativa nazionale denominata “100 STUDI IN ITALIA”. Il progetto prevede l’installazione gratuita dei dispositivi MyDomotics all’interno delle sedi professionali selezionate, consentendo a progettisti e designer di testare direttamente e quotidianamente le potenzialità della domotica. I sistemi installati permettono una gestione versatile e semplificata di diverse componenti degli ambienti, tra cui l’illuminazione, l’automazione delle tende, la termoregolazione e il controllo delle prese elettriche.
Oltre all’aspetto puramente tecnologico, la collaborazione offre l’opportunità di sviluppare placche personalizzabili caratterizzate da design esclusivi, concepiti dagli stessi professionisti che aderiscono al programma. L’obiettivo principale dell’iniziativa è permettere ai progettisti di non mostrare ai committenti una semplice selezione da catalogo, ma di far comprendere i reali benefici legati all’armonia tra design e automazione domestica attraverso un’esperienza d’uso concreta all’interno dello studio. L’adesione a questo progetto rappresenta per lo studio un passo concreto verso l’adozione di soluzioni abitative capaci di coniugare estetica e praticità d’uso.
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Alla Chiesa di San Rocco a Chiaia, giovedì 28 maggio dalle ore 17.00, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – officina d’architettura sarà il curatore dell’ottavo incontro di “Sincronie”, la rassegna promossa dalla Fondazione Ordine Architetti Napoli (FOAN) in partnership con la Fondazione Turchini.
L’ottavo incontro, intitolato “NAPOLI verso una nuova idea di TURISMO”, vedrà il confronto tra professionisti, istituzioni e protagonisti del territorio. Al centro del tavolo strategico ci sarà la governance di un turismo sostenibile, focalizzata sulla decompressione del centro storico, la valorizzazione delle periferie e il ruolo delle infrastrutture per qualificare i flussi.
Il dibattito partirà da un’analisi lucida delle dinamiche turistiche attuali, spesso subite più che pianificate, per individuare strategie concrete di riequilibrio. Centrale sarà il tema della “decompressione” del centro storico, oggi sotto forte stress, attraverso la valorizzazione delle periferie e dell’area metropolitana, ricche di beni culturali, paesaggi e architetture ancora poco esplorate. La sfida non è solo redistribuire i flussi, ma orientarne l’ingresso su scala vasta. In questa prospettiva, le infrastrutture come l’aeroporto e la rete ferroviaria ad alta velocità diventano leve strategiche attraverso cui guidare la domanda, incidendo non solo sui volumi ma sulla qualità dei visitatori, favorendo permanenze più lunghe e una maggiore capacità di spesa.
In questo scenario, l’architettura assume un ruolo determinante, non solo come disciplina progettuale, ma come dispositivo culturale capace di leggere il territorio, interpretare le fragilità e costruire nuove narrazioni. La riscoperta di “eccellenze nascoste”, dai complessi monumentali minori ai paesaggi urbani marginali, diventa così una leva fondamentale per redistribuire i flussi turistici e attivare economie locali. La rassegna Sincronie rafforza questa visione attraverso un approccio interdisciplinare, dove il confronto tra linguaggi diversi contribuisce a generare nuove prospettive. L’incontro su Napoli e il turismo si inserisce in questo percorso come momento chiave di riflessione e proposta, con l’obiettivo di delineare il caso Napoli come un modello replicabile e innovativo.
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È disponibile il volume “Pozzuoli 2050: verso il Piano Urbanistico Comunale”, curato dall’architetto Agostino Di Lorenzo per il Comune di Pozzuoli, che raccoglie gli atti dell’omonimo convegno tenutosi a novembre 2024.
La pubblicazione documenta il dibattito sviluppatosi nei tre giorni di incontri presso il Rione Terra e l’Auditorium del TIGEM, un appuntamento che ha visto il coinvolgimento di istituzioni, docenti universitari, tecnici e associazioni. Il confronto ha permesso di delineare le strategie di pianificazione per il futuro del territorio, affrontando nodi cruciali come la gestione dello spazio pubblico, la valorizzazione della costa e la riconversione sostenibile.
Tra i diversi contributi scientifici raccolti nel testo figura l’intervento sulla rigenerazione urbana dell’architetto Giovanni Aurino, dello studio od’a – Officina d’Architettura. Il contributo esamina una serie di casi studio nazionali che offrono metodologie applicabili al contesto puteolano. Sul tema dello spazio pubblico e del patrimonio storico, l’analisi parte dai progetti di pavimentazione e illuminazione di piazza Bartolo Longo e dal restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei, suggerendo un approccio che bilanci conservazione e fruizione contemporanea per aree come Piazza della Repubblica, il lungomare, l’Anfiteatro Flavio e lo stesso Rione Terra. In merito alla riqualificazione delle linee d’acqua, la trasformazione del waterfront di Marina di Stabia e la messa in sicurezza dell’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene vengono indicati come modelli utili per il recupero delle ex aree industriali Sofer e per la gestione del costone della Starza. Infine, l’esperienza della IGF Italian Green Factory a Napoli viene richiamata come esempio di riconversione produttiva orientata all’economia circolare e alla sostenibilità. I progetti esaminati evidenziano come il trasferimento di buone pratiche già collaudate in altri territori possa supportare la redazione del nuovo strumento urbanistico di Pozzuoli, integrando tutela ambientale, sicurezza e sviluppo.
Il volume è scaricabile gratuitamente.
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Il progetto della stazione di Baia, firmato da od’a – Officina d’Architettura e Tecnosistem, ha ricevuto il Premio Templum 2026 per la sezione Regione Campania durante la cerimonia ufficiale svoltasi a Roma in Campidoglio.
Il progetto realizzato da od’a – Officina d’Architettura e Tecnosistem ha ottenuto il Premio Templum 2026 per la sezione Regione Campania. Il riconoscimento, giunto alla sua terza edizione, viene assegnato annualmente a venti progetti d’eccellenza, uno per ciascuna regione italiana, selezionati per la capacità di esprimere qualità e innovazione nell’architettura contemporanea del Paese. L’iniziativa è promossa e organizzata in collaborazione con la casa editrice RDE e vede la supervisione di un comitato d’onore presieduto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, oltre al patrocinio di diversi ministeri, tra cui quelli della Cultura, delle Infrastrutture e dell’Ambiente.
L’opera premiata è la stazione di Baia, infrastruttura della Ferrovia Cumana destinata a far parte della futura linea 7 della metropolitana regionale campana. L’intervento si focalizza sull’integrazione tra un moderno nodo di scambio per la mobilità sostenibile e il patrimonio archeologico e ambientale dei Campi Flegrei. L’architettura del complesso è stata concepita per dialogare direttamente con il territorio circostante, trasformando gli spazi di transito in un supporto per la memoria collettiva. Attraverso l’uso di riproduzioni in 3D e allestimenti dedicati, la struttura funge da collegamento funzionale e simbolico tra l’infrastruttura di trasporto e l’antico sito di Baia, offrendo ai viaggiatori un primo approccio ravvicinato alla storia del luogo e integrandosi nel contesto paesaggistico locale senza alterarne l’equilibrio.
Partner dell’evento per la stazione di Baia è Project Lighting Studio, coinvolto nell’esecuzione dell’opera.
“Il premio viene consegnato perché rappresenta un esempio di come un’infrastruttura pubblica possa trasformarsi in un’opera architettonica di forte identità. Particolarmente significativa è la capacità dell’intervento di integrare funzionalità, accessibilità e qualità urbana in armonia con il paesaggio e con il contesto storico e archeologico dei Campi Flegrei.”
Un ringraziamento va: alla committenza EAV – Ente Autonomo Volturno; a Tecnosistem per il progetto strutturale e impiantistico; alle imprese I.G. SPA e COSTRUIRE SPA; a Mario Ferrara per il report fotografico.
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Il 28 maggio l’Ordine degli Architetti di Napoli ospita un incontro formativo sull’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, analizzando i nuovi requisiti europei e i CAM 2025 attraverso casi di studio reali.
L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia organizza, giovedì 28 maggio dalle 15:00 alle 17:00 presso la propria sede in via Benedetto Brin 55/A13, un seminario incentrato sulle recenti normative in materia di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica nel settore delle costruzioni dal titolo “NUOVI CAM 2025, LCA ED EPD PER L’INVOLUCRO EDILIZIO: PNRR, PRINCIPI DNSH E SOSTENIBILITÀ DEL CALCESTRUZZO AERATO AUTOCLAVATO”. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine, il Professor Architetto Lorenzo Capobianco.
Successivamente, l’Architetto Marilena De Falco di Xella Italia approfondirà l’impatto dei requisiti europei introdotti dalla direttiva EPBD4, ponendo un accento specifico sui nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM 2025) e sulle metodologie di analisi prestazionale. Durante l’intervento verranno esaminati gli strumenti operativi a disposizione dei progettisti e dei direttori dei lavori, tra cui l’analisi del ciclo di vita (LCA) e le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), con un focus strutturato sulle verifiche del principio DNSH legate agli obiettivi del PNRR.
A seguire, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, illustreranno alcune applicazioni pratiche attraverso la presentazione di progetti realizzati sul territorio avvalendosi del sistema costruttivo completo Xella. L’incontro si concluderà con un dibattito tra i partecipanti e le considerazioni finali. La partecipazione all’evento, previa iscrizione sul portale ufficiale del CNAPPC, prevede il riconoscimento di due crediti formativi professionali per gli architetti.
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Il sito di od’a – Officina d’Architettura si arricchisce della sezione Partnership: un nuovo spazio digitale dedicato ad aziende, professionisti e giovani laureati interessati a proporre tecnologie innovative o a intraprendere percorsi di collaborazione.
L’evoluzione del panorama architettonico richiede un confronto costante tra i diversi attori della filiera produttiva e progettuale. Per agevolare questo scambio, od’a – Officina d’Architettura ha implementato sul proprio sito una nuova area denominata Partnership. Si tratta di un canale diretto pensato per strutturare le relazioni con l’esterno in modo ordinato e funzionale.
Attraverso questa sezione, le aziende hanno la possibilità di presentare sistemi costruttivi o materiali all’avanguardia, mentre gli studi di architettura, i liberi professionisti e le imprese possono proporre sinergie operative su nuovi progetti. Lo studio riserva inoltre una particolare attenzione alla formazione e alla crescita professionale, mettendo a disposizione un modulo specifico per i neolaureati e i tirocinanti che desiderano candidarsi per un’esperienza lavorativa in studio.
L’obiettivo dell’iniziativa non è la semplice raccolta di contatti, ma la costruzione di una rete di competenze che rifletta l’interesse di od’a – Officina d’Architettura verso l’innovazione tecnica e la qualità progettuale. Chiunque sia interessato a condividere una proposta o il proprio percorso professionale può ora utilizzare i form dedicati, certi che ogni profilo verrà analizzato con cura in vista di possibili collaborazioni future. Questo strumento rappresenta un passo avanti nella gestione dei rapporti professionali, rendendo più accessibile e trasparente il dialogo con lo studio.
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Il progetto della Stazione di Baia, firmato da od’a – Officina d’Architettura, è stato selezionato per la terza edizione del Premio Templum. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 20 maggio 2026 in Campidoglio.
Mercoledì 20 maggio 2026, la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma ospiterà la terza edizione del Premio Templum – Architettitaliani. L’evento, previsto dalle ore 10:00 alle ore 14:30, rappresenta un momento di confronto istituzionale e professionale dedicato alle eccellenze della progettazione contemporanea nel nostro Paese.
In questo contesto, lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa alla selezione con il progetto della Stazione di Baia, un’opera che si misura sia a livello regionale sia su scala internazionale. L’intervento si distingue per la capacità di integrare un’infrastruttura di trasporto moderna all’interno di un tessuto archeologico e paesaggistico di eccezionale valore, come quello dei Campi Flegrei.
Il Premio Templum, curato da RDE Casa Editrice e dall’Associazione Liber, si pone l’obiettivo di valorizzare i percorsi progettuali che meglio interpretano il dialogo tra innovazione tecnologica e memoria storica. La selezione del lavoro svolto per la stazione di Bacoli conferma l’attenzione dello studio verso una progettazione attenta alle specificità del territorio, dove la funzione pubblica dell’opera si coniuga con il rispetto delle preesistenze e la qualità dello spazio urbano. La partecipazione alla giornata romana segna una tappa significativa nel percorso di ricerca architettonica che od’a – Officina d’Architettura porta avanti nel settore delle infrastrutture e della riqualificazione.
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Gli studenti del corso di Recupero Edilizio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno visitato la sede Formedil di Napoli per un workshop sul campo. Guidati da docenti e professionisti, hanno analizzato le architetture moderne firmate da Cosenza e Marsiglia.
L’attività didattica del corso di Recupero Edilizio, coordinato dalle professoresse Vitiello e Marmo, ha vissuto un momento di approfondimento pratico attraverso un sopralluogo presso la sede napoletana di Formedil. L’iniziativa, che ha beneficiato del supporto dei professori Roberto Castelluccio e Luigi Stendardo, segna l’avvio operativo del workshop integrato nel percorso di studi.
Ad accompagnare gli studenti in questa analisi sul campo è stato l’architetto Giovanni Aurino, socio dello studio od’a – Officina d’Architettura, il quale ha guidato il gruppo nella lettura tecnica e storica dei manufatti. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle opere progettate da Luigi Cosenza e Arrigo Marsiglia, figure centrali per comprendere l’evoluzione dell’architettura moderna nel contesto napoletano.
L’incontro ha permesso di osservare da vicino le soluzioni costruttive e spaziali adottate dai due progettisti, offrendo ai futuri architetti l’opportunità di confrontarsi direttamente con le preesistenze. L’approccio metodologico proposto sottolinea l’importanza dell’osservazione diretta come strumento fondamentale per il progetto di recupero, trasformando il tessuto urbano in un laboratorio a cielo aperto dove le teorie studiate in aula trovano un riscontro concreto nella materia e nella storia degli edifici.
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L’architetto Giovanni Aurino partecipa alla rassegna Sincronie presso la Chiesa di San Rocco a Napoli. L’incontro esplora il legame tra trasformazione urbana e turismo sostenibile, accompagnato da contributi artistici e performance musicali dal vivo.
Il 28 maggio, la Fondazione Turchini, all’interno della cornice della Chiesa di San Rocco in Riviera di Chiaia, ospita un nuovo appuntamento della rassegna Sincronie, un ciclo di incontri che propone un dialogo interdisciplinare tra diverse forme espressive. Protagonista dell’ottava serata sarà l’architetto Giovanni Aurino.
L’intervento, previsto dalle ore 17.30 alle ore 20.30, si focalizzerà sul tema “Napoli verso una nuova idea di turismo”. La riflessione proposta mira ad analizzare come il capoluogo campano stia ridefinendo il proprio rapporto con l’accoglienza, cercando un equilibrio tra le necessarie trasformazioni urbane e la costruzione di modelli di sviluppo che siano realmente consapevoli e rispettosi del tessuto cittadino.
In linea con il format della rassegna, che integra visione progettuale e linguaggi creativi, il dibattito sarà arricchito dalla presenza dell’artista Danilo Ambrosino. L’atmosfera dell’incontro sarà ulteriormente definita dagli interventi musicali curati da Chiara Imparato e Leandro Nicolella, offrendo un’occasione di confronto pacato sulle prospettive future della città e sulla qualità dello spazio pubblico destinato ai visitatori e ai residenti.
Lunedì 11 maggio sarà online il nuovo sito web di od’a – Officina d’Architettura. Una nuova idea di comunicazione che, in occasione del venticinquennale dello studio, rinnova l’interfaccia digitale per raccontare il nostro viaggio, ampliare il dialogo con professionisti, partner e giovani talenti.
Il 2026 è un anno importante per od’a – Officina d’Architettura, venticinque anni di attività. In questo contesto, lunedì 11 maggio alle ore 14:00 sarà on line il nuovo sito web, uno strumento di lavoro aggiornato e una vetrina trasparente del percorso compiuto dallo studio dal 2001 a oggi.
Il complesso progetto di restyling del sito punta a rendere più attuale l’identità visiva dello studio senza stravolgerne i tratti distintivi, garantendo una navigazione essenziale e contenuti organizzati in maniera chiara e diretta.
La nuova home page si articola in due percorsi principali: da un lato una selezione degli ultimi lavori, che restituisce l’orientamento più recente della ricerca progettuale, dall’altro una sezione dedicata alle highlights, dove sono raccolte le ultime news, gli eventi, le mostre, le pubblicazioni, le press review e le rubriche editoriali dello studio. La catalogazione dei progetti è più chiara e rigorosa, distinguendo i lavori in opere già realizzate, cantieri in corso di esecuzione e proposte progettuali, permettendo così agli utenti una navigazione più immersiva, constatando l’intero processo creativo e realizzativo. Una sezione autonoma è ora interamente dedicata alle mostre e agli allestimenti, ambiti in cui od’a – Officina d’Architettura sperimenta linguaggi diversi e alternativi rispetto alla progettazione architettonica tradizionale.
Allo stesso modo, il portale dà ampio risalto al dialogo, alla cultura della collaborazione attraverso uno spazio strutturato per migliorare lo scambio con le aziende, le imprese e i professionisti. Questo approccio aperto si estende anche alla formazione e alla ricerca di nuovi talenti, con canali specifici rivolti a neolaureati e tirocinanti, confermando l’idea dello studio come laboratorio aperto e permanente.
Infine, l’area denominata Discover Us, oltre a presentare la struttura interna di od’a e la filosofia dello studio, introduce l’utente alle realtà internazionali di ADO e ad+, la nostra jointventure italo cinese. Si tratta di un’opportunità per osservare come la pratica professionale quotidiana si integri in network più vasti, favorendo lo scambio di competenze e visioni che superano i confini nazionali.
Web e UI/UX Designer: Umberto Di Gennaro
Full stack developer: Carmine De Santis
Coordinatore editoriale: Francesco Scuotto + Maria Chiara Piccolo (od’a – Officina d’Architettura)
Buona navigazione!
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La materia, intesa non come semplice componente costruttiva ma come espressione viva del territorio, diventa nel progetto per la Capitaneria di Porto di Amalfi il fondamento stesso dell’architettura.
Qui il paesaggio non è solo contesto, ma origine: la terra si trasforma, si modella, diventa argilla e poi biscotto, assumendo forma e significato. I due edifici dialogano con la tradizione attraverso un rivestimento in listelli di cotto, utilizzati al naturale o smaltati nei colori del Mediterraneo, evocando la storia e l’eccellenza della ceramica della costiera. La materia così lavorata non è mai neutra, ma racconta un sapere antico che si rinnova nel progetto contemporaneo.
CAPITANERIA DI PORTO AMALFI
project by: od’a + Ing. Giuseppe Caccavale + Studio Tecnico Ing. Gianpiero Rasulo + Dott. Gaetano Ciccarelli + FED spinoff – Future Environmental Design
La rubrica Keyword esplora i temi dell’architettura attraverso un lessico essenziale ma ricco di significati. Ogni parola chiave diventa un punto di partenza per riflessioni critiche, capace di svelare connessioni tra progetto, spazio e società. Un percorso sintetico e incisivo che trasforma il linguaggio in strumento di indagine, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’architettura contemporanea e le sue trasformazioni.
Il 29 aprile 2026, negli spazi di Palazzo Gravina a Napoli, si inaugura ARCHICAM – Architettura in Campania 1945–2025, una mostra che propone una lettura dell’architettura regionale dal secondo dopoguerra a oggi . L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coinvolgendo istituzioni, studiosi e professionisti.
L’evento inaugurale rappresenta un momento di confronto sul ruolo dell’architettura nelle trasformazioni del territorio campano, mettendo in relazione ricerca, progetto e contesto urbano. La mostra ricostruisce un percorso fatto di opere, autori e processi che hanno contribuito a definire il paesaggio contemporaneo.
All’interno di questo quadro si inserisce anche la partecipazione di od’a – Officina d’Architettura, presente con tre progetti che riflettono ambiti diversi della pratica progettuale: il tema del restauro del moderno con la Palazzina Cosenza, il progetto di rigenerazione urbana delle opere a terra del porto di Marina di Stabia e l’intervento infrastrutturale della Stazione di Baia. Tre lavori che evidenziano un approccio attento al contesto e alla continuità tra memoria e trasformazione.
ARCHICAM si propone così come un’occasione di lettura condivisa e aggiornata dell’architettura in Campania, offrendo spunti utili per interpretare il presente e orientare le prospettive future.
In occasione della Milano Design Week, Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura parteciperà all’evento WoodVibe presso Casa Tabu il 22 Aprile, un incontro esclusivo volto a esplorare la visione progettuale dei principali architetti italiani sull’uso del legno.
Il 22 aprile, nell’affascinante cornice della Milano Design Week, Casa Tabu ospiterà WoodVibe, un evento curato da Towant che promette di tracciare le nuove rotte dell’architettura sostenibile. Tra gli oltre sessanta professionisti selezionati da tutta Italia, Giovanni Aurino porterà l’esperienza di od’a – Officina d’Architettura in un dibattito incentrato sulla materia lignea come risorsa strategica per il futuro del costruire. L’iniziativa nasce con l’intento preciso di raccogliere la visione progettuale degli architetti coinvolti, analizzando come il legno venga oggi integrato nei processi creativi e tecnologici per rispondere alle sfide della modernità.
Attraverso una serie di mini – interviste mirate, l’evento indagherà l’approccio dei progettisti verso questo materiale antico eppure incredibilmente performante, capace di coniugare benessere abitativo, estetica raffinata e responsabilità ambientale. Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, questa partecipazione rappresenta un’occasione preziosa per condividere la propria filosofia lavorativa, in cui la scelta dei materiali è sempre guidata da una profonda sensibilità per la luce e per il contesto. I contributi video registrati durante la serata verranno successivamente pubblicati sui canali ufficiali, offrendo una panoramica autorevole sulle tendenze che stanno ridefinendo la qualità del design d’autore. WoodVibe si conferma così un momento di confronto intellettuale imprescindibile del Fuorisalone, mettendo in luce la centralità del legno nella visione progettuale contemporanea.
photo credits
ph Andrea Ardolino
titolo progetto SCUOLA ELEMENTARE MADONNA DEL BAGNO, Gioia Sannitica, CE
progetto di od’a – Officina d’Architettura srl + Vitruvius Engineering sas + Ing. Arnaldo Surolli