Il 10 giugno, Palazzo Migliaresi a Pozzuoli ospiterà la presentazione degli Atti del Convegno “Pozzuoli 2050” a cura di Agostino di Lorenzo, incentrato sul nuovo Piano Urbanistico Comunale.
La presentazione del volume si inserisce nell’ambito della sessione pomeridiana del convegno, prevista per le ore 17.00 nella cornice del Rione Terra. La pubblicazione raccoglie riflessioni e proposte tecniche orientate a definire le linee di sviluppo della città, integrando le esigenze di tutela ambientale e sicurezza con la pianificazione del territorio.
Tra i contributi scientifici presenti nel testo figura l’analisi dedicata alla rigenerazione urbana a firma dell’architetto Giovanni Aurino, dello studio od’a – Officina d’Architettura. L’intervento propone un metodo di lavoro basato sul trasferimento di buone pratiche attraverso l’esame di diversi casi studio nazionali, considerati modelli metodologici applicabili alle specificità del contesto puteolano. In merito alla valorizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio storico, lo studio richiama l’esperienza dei progetti di piazza Bartolo Longo e del restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei, suggerendo un approccio integrato per aree centrali quali Piazza della Repubblica, l’Anfiteatro Flavio e lo stesso Rione Terra. Sul fronte della riqualificazione ambientale e delle linee d’acqua, gli interventi sul waterfront di Marina di Stabia e sull’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene vengono indicati come riferimenti utili per il recupero delle ex aree industriali Sofer e per la gestione del costone della Starza. Infine, l’esperienza della Italian Green Factory a Napoli viene delineata come esempio di riconversione produttiva sostenibile.
L’evento sarà trasmesso in diretta a partire dalle 17:00 sui canali social del Comune di Pozzuoli e sul profilo IG Pozzuoli 2050.
Il volume è scaricabile gratuitamente.
Mercoledì 10 giugno, l’auditorium Formedil di Napoli ospita un seminario dedicato al recupero del patrimonio edilizio moderno, focalizzato sull’integrazione tra istanze di conservazione e sicurezza nei contesti urbani, con interventi di accademici e professionisti.
L’Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) e a BeLab, ha promosso un incontro tecnico presso la sede di Formedil Napoli, in via Leonardo Bianchi. Al centro del dibattito vi sono le complesse tematiche legate alla salvaguardia e alla rifunzionalizzazione delle architetture contemporanee, un ambito che richiede un delicato equilibrio tra la tutela dell’identità storica e l’adeguamento alle attuali normative di sicurezza.
I lavori si aprono con i saluti istituzionali di Francesco De Falco, direttore di Formedil Napoli, e di Roberto Castelluccio, responsabile del BeLab. A seguire, il fulcro scientifico dell’evento si articola attraverso il contributo delle docenti Rossella Marmo, titolare di Tecnologia del Recupero Edilizio, e Veronica Vitiello, titolare di Progetto di Recupero Edilizio. Nel loro intervento congiunto, dal titolo “Le sfide del recupero del patrimonio costruito moderno: tra conservazione e sicurezza”, le docenti analizzano le metodologie operative e gli approcci teorici necessari per affrontare la vulnerabilità del costruito novecentesco.
Il punto di vista della pratica professionale è affidato all’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – Officina d’Architettura, che porta la propria esperienza sul campo nel gestire la transizione dei manufatti moderni verso nuovi cicli di vita. La giornata di studio si conclude con uno spazio dedicato alla formazione, attraverso la presentazione e la discussione dei lavori di gruppo realizzati dagli studenti universitari.
Venerdì 5 giugno, lo studio od’a – Officina d’Architettura ha ospitato un workshop formativo condotto da Valeria Fedeli, Business Development Manager di Gessi, incentrato sulle soluzioni d’arredo e sulle tecnologie eco-avanzate del marchio.
L’incontro ha offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza di Gessi, azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di rubinetteria e soluzioni di design per il bagno, la cucina e il benessere, riconosciuta per il costante impegno verso la sostenibilità e l’innovazione tecnologica.
La sessione formativa ha assunto una rilevanza concreta per l’attività corrente dello studio od’a – Officina d’Architettura. Attualmente impegnata nello sviluppo di diversi progetti e cantieri legati al settore ricettivo – che spaziano dagli studentati alle residenze sanitarie assistenziali (RSA) fino alle strutture alberghiere –, la struttura ritiene fondamentale l’approfondimento diretto dei componenti d’arredo. Poter valutare dal vivo le caratteristiche dei prodotti permette di integrare soluzioni capaci di coniugare la necessaria estetica architettonica con elevati standard di funzionalità pratica, aspetti cruciali per la gestione degli spazi a uso collettivo.
L’integrazione di questi elementi supporta la ricerca intrapresa dallo studio verso tecnologie ecologiche e avanzate, finalizzate a ottimizzare i consumi e a migliorare la durabilità dei materiali nei contesti dell’ospitalità. Il confronto con realtà produttive consolidate si inserisce nel percorso di aggiornamento tecnico necessario per rispondere alle specifiche esigenze della progettazione contemporanea.
Il 17 giugno Palazzo Gravina ospiterà il seminario sul nuovo Piano Strutturale urbanistico in attuazione del regolamento 3/2025. All’incontro parteciperà anche l’architetto Bruno Discepolo di od’a – Officina d’Architettura.
Il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’INU Campania e l’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia promuovono il ciclo di incontri tecnici “Campania: paesaggio e territorio”. Il primo appuntamento si terrà il 17 giugno alle ore 14:30 a Napoli, presso l’Aula De Fusco di Palazzo Gravina.
Al centro del dibattito vi sarà il nuovo Piano Strutturale urbanistico e la sua applicazione pratica a seguito dell’entrata in vigore del regolamento regionale 3/2025, uno strumento che ridefinisce le procedure di pianificazione e le strategie di governo del territorio. Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti degli enti promotori, i lavori approfondiranno il passaggio dalla norma alla fase operativa, analizzando l’impatto concreto della disciplina post-regolamento. Successivamente, il pomeriggio offrirà un confronto di ampio respiro per inserire la situazione campana nel panorama pianificatorio nazionale, raffrontandola con i modelli di altre regioni. A questa sessione prenderà parte anche l’architetto Bruno Discepolo dello studio od’a – Officina d’Architettura.
Prima delle riflessioni conclusive, l’incontro lascerà spazio ai contributi tecnici dei partecipanti, con l’obiettivo di fare emergere le principali criticità riscontrate dagli operatori del settore e delineare possibili soluzioni operative. L’evento rappresenta un momento di aggiornamento per il quale è stata attivata la procedura per il riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) da parte dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia.
L’ottavo incontro del ciclo Sincronie a Napoli ha esplorato la transizione verso un modello turistico esteso oltre il centro storico, analizzando la valorizzazione di aree settentrionali e orientali della città.
Si è tenuto l’ottavo appuntamento del ciclo Sincronie, curato dall’architetto Giovanni Aurino e organizzato dalla FOAN in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della città di Napoli, la Fondazione Pietà dei Turchini e De Ponte Innovazione. L’incontro, intitolato “Napoli, verso una nuova idea di turismo”, ha proposto una riflessione concreta sulla necessità di ridefinire i flussi e l’accoglienza in città, evidenziando la tendenza a estendere l’interesse culturale e ricettivo oltre i tradizionali confini del centro storico compresi tra il lungomare Caracciolo e piazza Garibaldi.
Durante la discussione sono stati esaminati progetti strategici per il territorio, come gli interventi previsti per l’Albergo dei Poveri, il complesso della Santissima e la riqualificazione del Cimitero delle Fontanelle. Proprio su quest’ultimo sito si è concentrato il contributo di Nicola Flora e Daniela Buonanno, docenti del DIARC e tutor del gruppo G124 Napoli, che hanno illustrato le prospettive di recupero per l’area della Sanità.
Il tema del decentramento e dell’impatto urbanistico è stato approfondito in una prima tavola rotonda a cui hanno preso parte Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città, e Marco di Lello, avvocato e già assessore regionale al governo del territorio e al turismo. Al dibattito ha contribuito anche Andrea Guglielmi, della Direzione Sviluppo e Manutenzione Infrastrutture di Gesac, analizzando il ruolo dei collegamenti aeroportuali nell’evoluzione della mobilità locale.
La seconda parte dell’incontro ha invece offerto una prospettiva legata alla gestione culturale e imprenditoriale della città. Massimo Napolitano, amministratore dell’Hotel Piazza Bellini, ha condiviso il punto di vista del settore ricettivo, mentre Rosita Marchese, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e l’artista Danilo Ambrosino si sono confrontati sulla capacità della produzione artistica e delle istituzioni formative di attivare nuove centralità urbane.
I lavori si sono conclusi con un momento musicale curato dal soprano Chiara Imperato e dal pianista Leandro Nicolella, che hanno proposto un breve repertorio per voce e pianoforte coerente con lo spirito di sinergia culturale promosso dall’iniziativa.
A Napoli si è discusso dei nuovi CAM 2025 e della direttiva europea EPBD4 per l’involucro edilizio. Durante l’incontro sono stati illustrati i vantaggi del calcestruzzo aerato autoclavato attraverso casi di studio locali.
Presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia si è svolto l’incontro tecnico incentrato sui nuovi CAM 2025, i principi DNSH e l’applicazione dei protocolli LCA ed EPD nel comparto dell’involucro edilizio. Al centro del dibattito vi sono state le sfide della decarbonizzazione e i criteri di sostenibilità imposti dalle recenti normative europee, con un focus sul calcestruzzo aerato autoclavato nell’ambito dei progetti finanziati dal PNRR.
L’architetto Marilena De Falco di Xella Italia ha analizzato l’impatto dei requisiti comunitari derivanti dalla direttiva EPBD4, soffermandosi sulle metodologie di analisi prestazionale e sulle novità introdotte dai Criteri Ambientali Minimi per i prossimi anni. L’intervento ha evidenziato l’importanza di una progettazione consapevole e allineata agli standard attuali.
Successivamente, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, hanno condiviso la propria esperienza professionale mostrando l’applicazione pratica di queste soluzioni sul territorio. Attraverso la presentazione della Palazzina Uffici / Headquarter del nuovo impianto produttivo Italian Green Factory a Napoli, i progettisti hanno illustrato come l’impiego del sistema costruttivo completo Xella risponda efficacemente ai parametri tecnici e ambientali richiesti dal quadro normativo contemporaneo.
Vai al progetto >
Lo studio od’a – Officina d’Architettura ha ospitato un workshop formativo sui sistemi MyDomotics, aderendo al progetto “100 STUDI IN ITALIA” per integrare tecnologie domotiche avanzate nella progettazione quotidiana e sperimentare soluzioni personalizzate.
Il 21 maggio si è svolto presso lo studio od’a – Officina d’Architettura un workshop formativo focalizzato sui sistemi MyDomotics. L’incontro riflette la costante attenzione dello studio verso l’aggiornamento e la formazione dei propri collaboratori, con l’obiettivo di integrare tecnologie innovative e funzionali nei futuri progetti architettonici.
In quest’ottica, od’a – Officina d’Architettura ha preso parte all’iniziativa nazionale denominata “100 STUDI IN ITALIA”. Il progetto prevede l’installazione gratuita dei dispositivi MyDomotics all’interno delle sedi professionali selezionate, consentendo a progettisti e designer di testare direttamente e quotidianamente le potenzialità della domotica. I sistemi installati permettono una gestione versatile e semplificata di diverse componenti degli ambienti, tra cui l’illuminazione, l’automazione delle tende, la termoregolazione e il controllo delle prese elettriche.
Oltre all’aspetto puramente tecnologico, la collaborazione offre l’opportunità di sviluppare placche personalizzabili caratterizzate da design esclusivi, concepiti dagli stessi professionisti che aderiscono al programma. L’obiettivo principale dell’iniziativa è permettere ai progettisti di non mostrare ai committenti una semplice selezione da catalogo, ma di far comprendere i reali benefici legati all’armonia tra design e automazione domestica attraverso un’esperienza d’uso concreta all’interno dello studio. L’adesione a questo progetto rappresenta per lo studio un passo concreto verso l’adozione di soluzioni abitative capaci di coniugare estetica e praticità d’uso.
Vai all'iniziativa >
Alla Chiesa di San Rocco a Chiaia, giovedì 28 maggio dalle ore 17.00, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – officina d’architettura sarà il curatore dell’ottavo incontro di “Sincronie”, la rassegna promossa dalla Fondazione Ordine Architetti Napoli (FOAN) in partnership con la Fondazione Turchini.
L’ottavo incontro, intitolato “NAPOLI verso una nuova idea di TURISMO”, vedrà il confronto tra professionisti, istituzioni e protagonisti del territorio. Al centro del tavolo strategico ci sarà la governance di un turismo sostenibile, focalizzata sulla decompressione del centro storico, la valorizzazione delle periferie e il ruolo delle infrastrutture per qualificare i flussi.
Il dibattito partirà da un’analisi lucida delle dinamiche turistiche attuali, spesso subite più che pianificate, per individuare strategie concrete di riequilibrio. Centrale sarà il tema della “decompressione” del centro storico, oggi sotto forte stress, attraverso la valorizzazione delle periferie e dell’area metropolitana, ricche di beni culturali, paesaggi e architetture ancora poco esplorate. La sfida non è solo redistribuire i flussi, ma orientarne l’ingresso su scala vasta. In questa prospettiva, le infrastrutture come l’aeroporto e la rete ferroviaria ad alta velocità diventano leve strategiche attraverso cui guidare la domanda, incidendo non solo sui volumi ma sulla qualità dei visitatori, favorendo permanenze più lunghe e una maggiore capacità di spesa.
In questo scenario, l’architettura assume un ruolo determinante, non solo come disciplina progettuale, ma come dispositivo culturale capace di leggere il territorio, interpretare le fragilità e costruire nuove narrazioni. La riscoperta di “eccellenze nascoste”, dai complessi monumentali minori ai paesaggi urbani marginali, diventa così una leva fondamentale per redistribuire i flussi turistici e attivare economie locali. La rassegna Sincronie rafforza questa visione attraverso un approccio interdisciplinare, dove il confronto tra linguaggi diversi contribuisce a generare nuove prospettive. L’incontro su Napoli e il turismo si inserisce in questo percorso come momento chiave di riflessione e proposta, con l’obiettivo di delineare il caso Napoli come un modello replicabile e innovativo.
Vai al programma completo >
È disponibile il volume “Pozzuoli 2050: verso il Piano Urbanistico Comunale”, curato dall’architetto Agostino Di Lorenzo per il Comune di Pozzuoli, che raccoglie gli atti dell’omonimo convegno tenutosi a novembre 2024.
La pubblicazione documenta il dibattito sviluppatosi nei tre giorni di incontri presso il Rione Terra e l’Auditorium del TIGEM, un appuntamento che ha visto il coinvolgimento di istituzioni, docenti universitari, tecnici e associazioni. Il confronto ha permesso di delineare le strategie di pianificazione per il futuro del territorio, affrontando nodi cruciali come la gestione dello spazio pubblico, la valorizzazione della costa e la riconversione sostenibile.
Tra i diversi contributi scientifici raccolti nel testo figura l’intervento sulla rigenerazione urbana dell’architetto Giovanni Aurino, dello studio od’a – Officina d’Architettura. Il contributo esamina una serie di casi studio nazionali che offrono metodologie applicabili al contesto puteolano. Sul tema dello spazio pubblico e del patrimonio storico, l’analisi parte dai progetti di pavimentazione e illuminazione di piazza Bartolo Longo e dal restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei, suggerendo un approccio che bilanci conservazione e fruizione contemporanea per aree come Piazza della Repubblica, il lungomare, l’Anfiteatro Flavio e lo stesso Rione Terra. In merito alla riqualificazione delle linee d’acqua, la trasformazione del waterfront di Marina di Stabia e la messa in sicurezza dell’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene vengono indicati come modelli utili per il recupero delle ex aree industriali Sofer e per la gestione del costone della Starza. Infine, l’esperienza della IGF Italian Green Factory a Napoli viene richiamata come esempio di riconversione produttiva orientata all’economia circolare e alla sostenibilità. I progetti esaminati evidenziano come il trasferimento di buone pratiche già collaudate in altri territori possa supportare la redazione del nuovo strumento urbanistico di Pozzuoli, integrando tutela ambientale, sicurezza e sviluppo.
Il volume è scaricabile gratuitamente.
Vai al volume >
Il progetto della stazione di Baia, firmato da od’a – Officina d’Architettura e Tecnosistem, ha ricevuto il Premio Templum 2026 per la sezione Regione Campania durante la cerimonia ufficiale svoltasi a Roma in Campidoglio.
Il progetto realizzato da od’a – Officina d’Architettura e Tecnosistem ha ottenuto il Premio Templum 2026 per la sezione Regione Campania. Il riconoscimento, giunto alla sua terza edizione, viene assegnato annualmente a venti progetti d’eccellenza, uno per ciascuna regione italiana, selezionati per la capacità di esprimere qualità e innovazione nell’architettura contemporanea del Paese. L’iniziativa è promossa e organizzata in collaborazione con la casa editrice RDE e vede la supervisione di un comitato d’onore presieduto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, oltre al patrocinio di diversi ministeri, tra cui quelli della Cultura, delle Infrastrutture e dell’Ambiente.
L’opera premiata è la stazione di Baia, infrastruttura della Ferrovia Cumana destinata a far parte della futura linea 7 della metropolitana regionale campana. L’intervento si focalizza sull’integrazione tra un moderno nodo di scambio per la mobilità sostenibile e il patrimonio archeologico e ambientale dei Campi Flegrei. L’architettura del complesso è stata concepita per dialogare direttamente con il territorio circostante, trasformando gli spazi di transito in un supporto per la memoria collettiva. Attraverso l’uso di riproduzioni in 3D e allestimenti dedicati, la struttura funge da collegamento funzionale e simbolico tra l’infrastruttura di trasporto e l’antico sito di Baia, offrendo ai viaggiatori un primo approccio ravvicinato alla storia del luogo e integrandosi nel contesto paesaggistico locale senza alterarne l’equilibrio.
Partner dell’evento per la stazione di Baia è Project Lighting Studio, coinvolto nell’esecuzione dell’opera.
“Il premio viene consegnato perché rappresenta un esempio di come un’infrastruttura pubblica possa trasformarsi in un’opera architettonica di forte identità. Particolarmente significativa è la capacità dell’intervento di integrare funzionalità, accessibilità e qualità urbana in armonia con il paesaggio e con il contesto storico e archeologico dei Campi Flegrei.”
Un ringraziamento va: alla committenza EAV – Ente Autonomo Volturno; a Tecnosistem per il progetto strutturale e impiantistico; alle imprese I.G. SPA e COSTRUIRE SPA; a Mario Ferrara per il report fotografico.
Vai al progetto >
Il 28 maggio l’Ordine degli Architetti di Napoli ospita un incontro formativo sull’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, analizzando i nuovi requisiti europei e i CAM 2025 attraverso casi di studio reali.
L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia organizza, giovedì 28 maggio dalle 15:00 alle 17:00 presso la propria sede in via Benedetto Brin 55/A13, un seminario incentrato sulle recenti normative in materia di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica nel settore delle costruzioni dal titolo “NUOVI CAM 2025, LCA ED EPD PER L’INVOLUCRO EDILIZIO: PNRR, PRINCIPI DNSH E SOSTENIBILITÀ DEL CALCESTRUZZO AERATO AUTOCLAVATO”. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine, il Professor Architetto Lorenzo Capobianco.
Successivamente, l’Architetto Marilena De Falco di Xella Italia approfondirà l’impatto dei requisiti europei introdotti dalla direttiva EPBD4, ponendo un accento specifico sui nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM 2025) e sulle metodologie di analisi prestazionale. Durante l’intervento verranno esaminati gli strumenti operativi a disposizione dei progettisti e dei direttori dei lavori, tra cui l’analisi del ciclo di vita (LCA) e le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), con un focus strutturato sulle verifiche del principio DNSH legate agli obiettivi del PNRR.
A seguire, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, illustreranno alcune applicazioni pratiche attraverso la presentazione di progetti realizzati sul territorio avvalendosi del sistema costruttivo completo Xella. L’incontro si concluderà con un dibattito tra i partecipanti e le considerazioni finali. La partecipazione all’evento, previa iscrizione sul portale ufficiale del CNAPPC, prevede il riconoscimento di due crediti formativi professionali per gli architetti.
Iscriviti al seminario >
Il sito di od’a – Officina d’Architettura si arricchisce della sezione Partnership: un nuovo spazio digitale dedicato ad aziende, professionisti e giovani laureati interessati a proporre tecnologie innovative o a intraprendere percorsi di collaborazione.
L’evoluzione del panorama architettonico richiede un confronto costante tra i diversi attori della filiera produttiva e progettuale. Per agevolare questo scambio, od’a – Officina d’Architettura ha implementato sul proprio sito una nuova area denominata Partnership. Si tratta di un canale diretto pensato per strutturare le relazioni con l’esterno in modo ordinato e funzionale.
Attraverso questa sezione, le aziende hanno la possibilità di presentare sistemi costruttivi o materiali all’avanguardia, mentre gli studi di architettura, i liberi professionisti e le imprese possono proporre sinergie operative su nuovi progetti. Lo studio riserva inoltre una particolare attenzione alla formazione e alla crescita professionale, mettendo a disposizione un modulo specifico per i neolaureati e i tirocinanti che desiderano candidarsi per un’esperienza lavorativa in studio.
L’obiettivo dell’iniziativa non è la semplice raccolta di contatti, ma la costruzione di una rete di competenze che rifletta l’interesse di od’a – Officina d’Architettura verso l’innovazione tecnica e la qualità progettuale. Chiunque sia interessato a condividere una proposta o il proprio percorso professionale può ora utilizzare i form dedicati, certi che ogni profilo verrà analizzato con cura in vista di possibili collaborazioni future. Questo strumento rappresenta un passo avanti nella gestione dei rapporti professionali, rendendo più accessibile e trasparente il dialogo con lo studio.
Vai alla sezione >
Il progetto della Stazione di Baia, firmato da od’a – Officina d’Architettura, è stato selezionato per la terza edizione del Premio Templum. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 20 maggio 2026 in Campidoglio.
Mercoledì 20 maggio 2026, la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma ospiterà la terza edizione del Premio Templum – Architettitaliani. L’evento, previsto dalle ore 10:00 alle ore 14:30, rappresenta un momento di confronto istituzionale e professionale dedicato alle eccellenze della progettazione contemporanea nel nostro Paese.
In questo contesto, lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa alla selezione con il progetto della Stazione di Baia, un’opera che si misura sia a livello regionale sia su scala internazionale. L’intervento si distingue per la capacità di integrare un’infrastruttura di trasporto moderna all’interno di un tessuto archeologico e paesaggistico di eccezionale valore, come quello dei Campi Flegrei.
Il Premio Templum, curato da RDE Casa Editrice e dall’Associazione Liber, si pone l’obiettivo di valorizzare i percorsi progettuali che meglio interpretano il dialogo tra innovazione tecnologica e memoria storica. La selezione del lavoro svolto per la stazione di Bacoli conferma l’attenzione dello studio verso una progettazione attenta alle specificità del territorio, dove la funzione pubblica dell’opera si coniuga con il rispetto delle preesistenze e la qualità dello spazio urbano. La partecipazione alla giornata romana segna una tappa significativa nel percorso di ricerca architettonica che od’a – Officina d’Architettura porta avanti nel settore delle infrastrutture e della riqualificazione.
Vai al progetto >
Gli studenti del corso di Recupero Edilizio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno visitato la sede Formedil di Napoli per un workshop sul campo. Guidati da docenti e professionisti, hanno analizzato le architetture moderne firmate da Cosenza e Marsiglia.
L’attività didattica del corso di Recupero Edilizio, coordinato dalle professoresse Vitiello e Marmo, ha vissuto un momento di approfondimento pratico attraverso un sopralluogo presso la sede napoletana di Formedil. L’iniziativa, che ha beneficiato del supporto dei professori Roberto Castelluccio e Luigi Stendardo, segna l’avvio operativo del workshop integrato nel percorso di studi.
Ad accompagnare gli studenti in questa analisi sul campo è stato l’architetto Giovanni Aurino, socio dello studio od’a – Officina d’Architettura, il quale ha guidato il gruppo nella lettura tecnica e storica dei manufatti. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle opere progettate da Luigi Cosenza e Arrigo Marsiglia, figure centrali per comprendere l’evoluzione dell’architettura moderna nel contesto napoletano.
L’incontro ha permesso di osservare da vicino le soluzioni costruttive e spaziali adottate dai due progettisti, offrendo ai futuri architetti l’opportunità di confrontarsi direttamente con le preesistenze. L’approccio metodologico proposto sottolinea l’importanza dell’osservazione diretta come strumento fondamentale per il progetto di recupero, trasformando il tessuto urbano in un laboratorio a cielo aperto dove le teorie studiate in aula trovano un riscontro concreto nella materia e nella storia degli edifici.
Vai al progetto >
L’architetto Giovanni Aurino partecipa alla rassegna Sincronie presso la Chiesa di San Rocco a Napoli. L’incontro esplora il legame tra trasformazione urbana e turismo sostenibile, accompagnato da contributi artistici e performance musicali dal vivo.
Il 28 maggio, la Fondazione Turchini, all’interno della cornice della Chiesa di San Rocco in Riviera di Chiaia, ospita un nuovo appuntamento della rassegna Sincronie, un ciclo di incontri che propone un dialogo interdisciplinare tra diverse forme espressive. Protagonista dell’ottava serata sarà l’architetto Giovanni Aurino.
L’intervento, previsto dalle ore 17.30 alle ore 20.30, si focalizzerà sul tema “Napoli verso una nuova idea di turismo”. La riflessione proposta mira ad analizzare come il capoluogo campano stia ridefinendo il proprio rapporto con l’accoglienza, cercando un equilibrio tra le necessarie trasformazioni urbane e la costruzione di modelli di sviluppo che siano realmente consapevoli e rispettosi del tessuto cittadino.
In linea con il format della rassegna, che integra visione progettuale e linguaggi creativi, il dibattito sarà arricchito dalla presenza dell’artista Danilo Ambrosino. L’atmosfera dell’incontro sarà ulteriormente definita dagli interventi musicali curati da Chiara Imparato e Leandro Nicolella, offrendo un’occasione di confronto pacato sulle prospettive future della città e sulla qualità dello spazio pubblico destinato ai visitatori e ai residenti.
Lunedì 11 maggio sarà online il nuovo sito web di od’a – Officina d’Architettura. Una nuova idea di comunicazione che, in occasione del venticinquennale dello studio, rinnova l’interfaccia digitale per raccontare il nostro viaggio, ampliare il dialogo con professionisti, partner e giovani talenti.
Il 2026 è un anno importante per od’a – Officina d’Architettura, venticinque anni di attività. In questo contesto, lunedì 11 maggio alle ore 14:00 sarà on line il nuovo sito web, uno strumento di lavoro aggiornato e una vetrina trasparente del percorso compiuto dallo studio dal 2001 a oggi.
Il complesso progetto di restyling del sito punta a rendere più attuale l’identità visiva dello studio senza stravolgerne i tratti distintivi, garantendo una navigazione essenziale e contenuti organizzati in maniera chiara e diretta.
La nuova home page si articola in due percorsi principali: da un lato una selezione degli ultimi lavori, che restituisce l’orientamento più recente della ricerca progettuale, dall’altro una sezione dedicata alle highlights, dove sono raccolte le ultime news, gli eventi, le mostre, le pubblicazioni, le press review e le rubriche editoriali dello studio. La catalogazione dei progetti è più chiara e rigorosa, distinguendo i lavori in opere già realizzate, cantieri in corso di esecuzione e proposte progettuali, permettendo così agli utenti una navigazione più immersiva, constatando l’intero processo creativo e realizzativo. Una sezione autonoma è ora interamente dedicata alle mostre e agli allestimenti, ambiti in cui od’a – Officina d’Architettura sperimenta linguaggi diversi e alternativi rispetto alla progettazione architettonica tradizionale.
Allo stesso modo, il portale dà ampio risalto al dialogo, alla cultura della collaborazione attraverso uno spazio strutturato per migliorare lo scambio con le aziende, le imprese e i professionisti. Questo approccio aperto si estende anche alla formazione e alla ricerca di nuovi talenti, con canali specifici rivolti a neolaureati e tirocinanti, confermando l’idea dello studio come laboratorio aperto e permanente.
Infine, l’area denominata Discover Us, oltre a presentare la struttura interna di od’a e la filosofia dello studio, introduce l’utente alle realtà internazionali di ADO e ad+, la nostra jointventure italo cinese. Si tratta di un’opportunità per osservare come la pratica professionale quotidiana si integri in network più vasti, favorendo lo scambio di competenze e visioni che superano i confini nazionali.
Web e UI/UX Designer: Umberto Di Gennaro
Full stack developer: Carmine De Santis
Coordinatore editoriale: Francesco Scuotto + Maria Chiara Piccolo (od’a – Officina d’Architettura)
Buona navigazione!
Vai al video >
La materia, intesa non come semplice componente costruttiva ma come espressione viva del territorio, diventa nel progetto per la Capitaneria di Porto di Amalfi il fondamento stesso dell’architettura.
Qui il paesaggio non è solo contesto, ma origine: la terra si trasforma, si modella, diventa argilla e poi biscotto, assumendo forma e significato. I due edifici dialogano con la tradizione attraverso un rivestimento in listelli di cotto, utilizzati al naturale o smaltati nei colori del Mediterraneo, evocando la storia e l’eccellenza della ceramica della costiera. La materia così lavorata non è mai neutra, ma racconta un sapere antico che si rinnova nel progetto contemporaneo.
CAPITANERIA DI PORTO AMALFI
project by: od’a + Ing. Giuseppe Caccavale + Studio Tecnico Ing. Gianpiero Rasulo + Dott. Gaetano Ciccarelli + FED spinoff – Future Environmental Design
La rubrica Keyword esplora i temi dell’architettura attraverso un lessico essenziale ma ricco di significati. Ogni parola chiave diventa un punto di partenza per riflessioni critiche, capace di svelare connessioni tra progetto, spazio e società. Un percorso sintetico e incisivo che trasforma il linguaggio in strumento di indagine, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’architettura contemporanea e le sue trasformazioni.
Il 29 aprile 2026, negli spazi di Palazzo Gravina a Napoli, si inaugura ARCHICAM – Architettura in Campania 1945–2025, una mostra che propone una lettura dell’architettura regionale dal secondo dopoguerra a oggi . L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coinvolgendo istituzioni, studiosi e professionisti.
L’evento inaugurale rappresenta un momento di confronto sul ruolo dell’architettura nelle trasformazioni del territorio campano, mettendo in relazione ricerca, progetto e contesto urbano. La mostra ricostruisce un percorso fatto di opere, autori e processi che hanno contribuito a definire il paesaggio contemporaneo.
All’interno di questo quadro si inserisce anche la partecipazione di od’a – Officina d’Architettura, presente con tre progetti che riflettono ambiti diversi della pratica progettuale: il tema del restauro del moderno con la Palazzina Cosenza, il progetto di rigenerazione urbana delle opere a terra del porto di Marina di Stabia e l’intervento infrastrutturale della Stazione di Baia. Tre lavori che evidenziano un approccio attento al contesto e alla continuità tra memoria e trasformazione.
ARCHICAM si propone così come un’occasione di lettura condivisa e aggiornata dell’architettura in Campania, offrendo spunti utili per interpretare il presente e orientare le prospettive future.
In occasione della Milano Design Week, Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura parteciperà all’evento WoodVibe presso Casa Tabu il 22 Aprile, un incontro esclusivo volto a esplorare la visione progettuale dei principali architetti italiani sull’uso del legno.
Il 22 aprile, nell’affascinante cornice della Milano Design Week, Casa Tabu ospiterà WoodVibe, un evento curato da Towant che promette di tracciare le nuove rotte dell’architettura sostenibile. Tra gli oltre sessanta professionisti selezionati da tutta Italia, Giovanni Aurino porterà l’esperienza di od’a – Officina d’Architettura in un dibattito incentrato sulla materia lignea come risorsa strategica per il futuro del costruire. L’iniziativa nasce con l’intento preciso di raccogliere la visione progettuale degli architetti coinvolti, analizzando come il legno venga oggi integrato nei processi creativi e tecnologici per rispondere alle sfide della modernità.
Attraverso una serie di mini – interviste mirate, l’evento indagherà l’approccio dei progettisti verso questo materiale antico eppure incredibilmente performante, capace di coniugare benessere abitativo, estetica raffinata e responsabilità ambientale. Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, questa partecipazione rappresenta un’occasione preziosa per condividere la propria filosofia lavorativa, in cui la scelta dei materiali è sempre guidata da una profonda sensibilità per la luce e per il contesto. I contributi video registrati durante la serata verranno successivamente pubblicati sui canali ufficiali, offrendo una panoramica autorevole sulle tendenze che stanno ridefinendo la qualità del design d’autore. WoodVibe si conferma così un momento di confronto intellettuale imprescindibile del Fuorisalone, mettendo in luce la centralità del legno nella visione progettuale contemporanea.
photo credits
ph Andrea Ardolino
titolo progetto SCUOLA ELEMENTARE MADONNA DEL BAGNO, Gioia Sannitica, CE
progetto di od’a – Officina d’Architettura srl + Vitruvius Engineering sas + Ing. Arnaldo Surolli
La Conferenza di Servizi approva il progetto per il collegamento tra Castellammare Centro e il Monte Solaro. L’opera, curata da od’a – Officina d’Architettura, integra mobilità meccanizzata, parcheggi e percorsi naturalistici per rigenerare il paesaggio.
Si è conclusa con esito favorevole la Conferenza di Servizi dedicata al progetto di fattibilità tecnica ed economica per il nuovo sistema di collegamento tra la stazione di Castellammare Centro e il Monte Solaro. L’intervento, promosso da EAV, rappresenta un tassello fondamentale per il rilancio della mobilità sostenibile nell’area stabiese, puntando a una ricucitura profonda tra il tessuto urbano e il contesto naturale. Il progetto è stato redatto da S.I.I.P., con lo studio od’a – Officina d’Architettura responsabile della componente architettonica. L’opera definisce un sistema articolato che comprende un ascensore inclinato, una nuova piastra urbana di accesso e un parcheggio di interscambio armonizzato con l’ambiente circostante.
Grazie alla sinergia con partner specializzati come WALD per il paesaggio e IN.CO.SE.T. per la viabilità, l’intervento riesce a integrare superfici a verde e sentieri naturalistici che connettono la città bassa al Parco Idropinico e alle vicine aree archeologiche. Le amministrazioni coinvolte hanno lodato la capacità di questa infrastruttura complessa di ridisegnare lo spazio pubblico, trasformando un’esigenza trasportistica in un’esperienza di bellezza architettonica. Con il via libera urbanistico, inizia ora la fase di sviluppo del progetto esecutivo, che porterà alla realizzazione di un sistema intermodale d’eccellenza. Per od’a – Officina d’Architettura, l’opera non è solo un collegamento meccanizzato, ma un segno architettonico capace di valorizzare l’identità territoriale campana, promuovendo un turismo responsabile e una migliore qualità della vita per l’intera comunità cittadina.
La meraviglia, intesa non come semplice stupore estetico ma come esperienza emotiva e sensoriale, diventa nel progetto di Monteruscello il principio guida della rigenerazione. Qui l’architettura non si limita a riqualificare quindici edifici e spazi pubblici, ma attiva una trasformazione profonda e condivisa.
Il quotidiano si intreccia con l’inaspettato: i residenti riscoprono luoghi che li rappresentano, mentre lo sguardo esterno coglie una nuova identità urbana. Così la periferia si trasforma in paesaggio riconoscibile, capace di generare appartenenza e orgoglio collettivo.
PROGETTO DI RIGENERAZIONE URBANA RESIDENZE ERP MONTERUSCELLO
project by: od’a + DFP engineering
La rubrica Keyword esplora i temi dell’architettura attraverso un lessico essenziale ma ricco di significati. Ogni parola chiave diventa un punto di partenza per riflessioni critiche, capace di svelare connessioni tra progetto, spazio e società. Un percorso sintetico e incisivo che trasforma il linguaggio in strumento di indagine, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’architettura contemporanea e le sue trasformazioni.
Non solo come decoro formale: la dignità è concepita come un impegno etico e civile che l’architettura assume verso il territorio. Nel progetto di rigenerazione urbana ed efficientamento energetico del Lotto 29 per Aler Milano, questa visione guida ogni scelta progettuale.
L’intervento su 22 edifici non si limita a una manutenzione tecnica, ma trasforma l’edilizia residenziale pubblica in un simbolo di riscatto sociale. Lo studio del paesaggio e del tessuto urbano, insieme al colore come elemento identificativo degli edifici, porta luce in questi luoghi fragili, di frontiera e di periferia, troppo spesso abbandonati a loro stessi. La materia di questi edifici, spesso anonimi e grigi, viene nobilitata, trasformando complessi un tempo marginali in spazi di qualità che restituiscono orgoglio e identità ai loro abitanti.
PROGETTO DI RIGENERAZIONE URBANA ED EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DEL LOTTO 29 PER ALER MILANO
project by: od’a
La rubrica Keyword esplora i temi dell’architettura attraverso un lessico essenziale ma ricco di significati. Ogni parola chiave diventa un punto di partenza per riflessioni critiche, capace di svelare connessioni tra progetto, spazio e società. Un percorso sintetico e incisivo che trasforma il linguaggio in strumento di indagine, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’architettura contemporanea e le sue trasformazioni.
Disponibile il nuovo portfolio internazionale in inglese e cinese di ODA / CAMP Lab. Una sintesi multidisciplinare che unisce restauro, tecnologie 3D e design sostenibile per valorizzare il patrimonio architettonico tra Europa e Asia.
Il nuovo portfolio internazionale di ODA / CAMP Lab segna un’importante tappa nella strategia di internazionalizzazione del gruppo, offrendo una visione d’insieme che abbraccia le sedi di Napoli, Pechino e Tianjin. Al cuore di questo progetto vi è l’unione di realtà d’eccellenza che interpretano l’architettura come un palinsesto di memorie stratificate. Tra queste spicca od’a – Officina d’Architettura, attiva dal 2001 e forte di un’esperienza che affonda le radici nel 1978, capace di gestire l’intero iter progettuale dall’urbanistica al dettaglio d’interni. L’approccio integrato prosegue con ADO e la joint venture ad+, che coordina team internazionali su scala urbana e tecnologica nel segno della sostenibilità ambientale.
Un ruolo cruciale è affidato al CAMPI Design Lab, specializzato nell’impiego di strumentazioni all’avanguardia come laser scanner 3D e fotogrammetria ad alta precisione per la documentazione scientifica del patrimonio costruito. Questa sinergia tra rilievo materico e sensibilità progettuale permette al team di operare su edifici storici e complessi monumentali con un’accuratezza geometrica assoluta, fornendo consulenze strategiche per interventi di conservazione e restauro. Grazie a una solida rete di collaborazioni con centri di ricerca europei e asiatici, ODA / CAMP Lab si conferma un laboratorio di conoscenza globale, capace di tradurre l’analisi scientifica in narrazioni contemporanee e trasformazioni consapevoli del territorio, promuovendo un’architettura che sia, prima di tutto, uno strumento di senso e bellezza per la comunità internazionale.
Sfoglia il portofolio >
Venerdì 13 marzo, a Palazzo Ruffo della Scaletta, viene presentato il volume curato da Bruno Discepolo. Un’analisi critica sulle azioni di governo del territorio, paesaggio e architettura in Campania tra il 2018 e il 2025.
Presso la sede dell’Associazione Costruttori Edili di Napoli, si terrà un importante momento di confronto dedicato alla presentazione del volume “La Campania, una regione plurale”. L’opera, curata da Bruno Discepolo, documenta in modo sistematico l’intensa attività svolta dall’Assessorato al Governo del Territorio della Regione Campania nell’ultimo settennio. Il testo si articola in quattro sezioni fondamentali dedicate all’urbanistica, al paesaggio, all’architettura e alle politiche abitative, offrendo una sintesi critica dei traguardi raggiunti e delineando le basi per una futura Agenda Territoriale regionale. L’incontro, coordinato da Emanuele Imperiali, vedrà la partecipazione di figure di rilievo come Marella Santangelo, direttrice del DiARC, e l’assessore Laura Lieto, stimolando un dialogo multidisciplinare tra istituzioni e mondo accademico.
Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, da sempre attento alle dinamiche di trasformazione urbana e alla qualità del progetto, eventi di questo tipo rappresentano tappe cruciali per comprendere l’evoluzione della governance campana. Il volume non è solo un resoconto informativo, ma una ricerca sul campo che interroga il ruolo del progetto architettonico nella costruzione di una regione più coesa e resiliente. Il dibattito, arricchito dai contributi dei presidenti di ACEN, Ordine degli Architetti e ANCE Campania, punta a trasformare la documentazione amministrativa in una visione strategica condivisa. La partecipazione dei professionisti sarà inoltre valorizzata dal riconoscimento di crediti formativi, sottolineando l’importanza della formazione continua in un settore chiave per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa al progetto “100 Studi in Italia”, reinterpretando la placca domotica come oggetto di design. Il 24 febbraio 2026, l’Ordine degli Architetti di Napoli ospiterà la presentazione dei prototipi.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura è tra i protagonisti dell’iniziativa nazionale “100 Studi in Italia”, promossa da MyDomotics® per ridefinire il canone estetico dei componenti tecnologici domestici. Il progetto ha coinvolto un network di eccellenze del design italiano con l’obiettivo di trasformare la placca domotica da mero dispositivo tecnico a elemento d’arredo iconico. La proposta firmata da od’a – Officina d’Architettura riflette appieno la filosofia dello studio attraverso un linguaggio minimalista ed elegante: una superficie nera ispirata alla purezza del vetro, animata da intagli retroilluminati che generano una luce soffusa e discreta, capace di integrarsi con armonia in contesti abitativi contemporanei.
Il culmine di questo percorso creativo sarà celebrato il 24 febbraio 2026 a Napoli, presso la sede dell’Ordine degli Architetti, con una cerimonia dedicata alla consegna dei prototipi personalizzati. L’evento rappresenterà un momento cruciale di confronto professionale, durante il quale verranno introdotte soluzioni digitali avanzate come l’App MyDomotics® Layout Assistant, pensata per supportare i progettisti nella pianificazione degli ecosistemi smart. Attraverso il dialogo tra innovazione formale e automazione, lo studio contribuisce a una nuova visione dell’abitare dove la domotica non è solo funzionale, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica dello spazio. La giornata si concluderà con sessioni di networking, sottolineando il ruolo centrale dell’architetto nel guidare l’evoluzione tecnologica verso una qualità progettuale sempre più attenta al dettaglio e all’atmosfera degli ambienti.
Vai all'iniziativa >
La leggerezza concepita non solo come assenza di peso, un delicato equilibrio tra materia e vuoto ma anche l’ approccio al progetto, leggero e agile. Nel progetto del palazzetto dello sport di Lauro, questa visione guida ogni scelta: l’uso di lamiere microforate che avvolgono il campo da gioco e gli spalti trasforma la massa in un volume vibrante ed etereo, capace di scomparire con la luce. La struttura non impatta sul contesto e sembra sfidare la forza di gravità. L’edificio si inserisce nel paesaggio su un grande pianoro, l’ex campo di calcio comunale, non scava la terra, ma vi si adagia con grazia, apparendo semplicemente appoggiato, quasi fosse sospeso.
PALAZZETTO DELLO SPORT LAURO
project by: od’a
La rubrica Keyword esplora i temi dell’architettura attraverso un lessico essenziale ma ricco di significati. Ogni parola chiave diventa un punto di partenza per riflessioni critiche, capace di svelare connessioni tra progetto, spazio e società. Un percorso sintetico e incisivo che trasforma il linguaggio in strumento di indagine, offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’architettura contemporanea e le sue trasformazioni.
La linea Cumana torna operativa tra Montesanto e Torregaveta, restituendo ai Campi Flegrei un asse di mobilità vitale. Simbolo della rinascita è la stazione di Baia, progettata da od’a – Officina d’Architettura.
La riapertura della linea Montesanto-Torregaveta segna un momento fondamentale per la mobilità dell’area occidentale di Napoli, garantendo nuovamente un collegamento ferroviario continuo e affidabile tra il centro città e il litorale flegreo. Il ripristino del servizio non rappresenta solo un ritorno alla normalità per pendolari e turisti, ma il culmine di un processo di ammodernamento infrastrutturale e tecnologico volto a incrementare la sicurezza e la sostenibilità degli spostamenti quotidiani. Protagonista indiscussa di questa nuova stagione è la Stazione di Baia, inaugurata il 6 novembre 2025 dopo un’attesa lunga oltre un quarto di secolo. Il progetto, curato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Tecnosistem Spa, trasforma una semplice fermata ferroviaria nella prima vera “stazione archeologica” del territorio, integrando perfettamente la funzione trasportistica con la narrazione storica.
Con un investimento di circa 37 milioni di euro, la struttura si estende su 3.000 metri quadrati utilizzando materiali come tufo e travertino, che richiamano l’estetica dell’antica Baiae romana. All’interno, l’allestimento curato da od’a – Officina d’Architettura ospita riproduzioni di statue romane realizzate in stampa 3D, i cui originali sono custoditi al MANN, creando un’esperienza culturale immersiva per il viaggiatore. L’opera non è ancora conclusa: una seconda fase di lavori, prevista entro il 2027, integrerà un sottopasso pedonale per collegare direttamente la stazione al lungomare. Questo nodo intermodale diventa così un elemento di valorizzazione urbana e turistica, capace di unire l’innovazione tecnologica alla memoria millenaria di uno dei siti più preziosi del Mediterraneo.
Vai al progetto >
L’avvio della Conferenza dei Servizi accelera il progetto dell’ascensore inclinato a Castellammare di Stabia. Un’opera di mobilità sostenibile che collegherà centro e collina, integrando parcheggi di scambio, percorsi meccanizzati e nuovi spazi pubblici.
È ufficialmente entrata nel vivo la Conferenza dei Servizi per la realizzazione dell’ascensore inclinato di Castellammare di Stabia, passaggio burocratico decisivo per l’apertura dei cantieri. L’opera, concepita per ricucire il tessuto urbano costiero con il sistema montuoso del Faito, punta a rivoluzionare la mobilità locale attraverso un collegamento meccanizzato tra il centro e la zona collinare. Il cuore del progetto prevede la costruzione di un parcheggio interrato di interscambio a monte, pensato per intercettare i flussi veicolari e connetterli alla stazione ferroviaria di Piazza Unità d’Italia. Per superare l’importante dislivello, l’intervento integra all’ascensore verticale un sistema di scalee e rampe pedonali, garantendo una risalita accessibile e armoniosa perfettamente inserita nel contesto paesaggistico.
L’intervento assume una valenza che supera la funzione trasportistica: le stazioni di valle e di monte diverranno infatti nuovi spazi pubblici attrezzati per la comunità. Creando un nodo intermodale strategico con la rete ferroviaria da Napoli e Sorrento, l’infrastruttura incentiverà cittadini e turisti a rinunciare all’auto per raggiungere le Antiche Terme o i sentieri montani. Oltre al decongestionamento del traffico e all’abbattimento delle emissioni, l’opera si inserisce nella visione strategica di rigenerazione urbana promossa sul territorio. Con il coordinamento dei vari enti tecnici, la conclusione dell’iter autorizzativo aprirà finalmente la strada all’affidamento dei lavori, trasformando una visione progettuale di lungo corso in una realtà tangibile per il rilancio sostenibile e turistico di Castellammare di Stabia.
In un’intervista a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino celebra i 25 anni di od’a – Officina d’Architettura, raccontando un approccio che fonde identità mediterranea, responsabilità multidisciplinare e una visione internazionale che spazia fino alla Cina.
Nel 2026, lo studio od’a – Officina d’Architettura raggiunge il prestigioso traguardo dei venticinque anni di attività, una storia iniziata nel 2001 dai fondatori Alessandra Fasanaro e Bruno Discepolo. Durante l’intervista rilasciata a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino, partner e direttore tecnico dal 2009, ha delineato l’evoluzione di una realtà che ha fatto della multidisciplinarietà il proprio punto di forza. Lo studio opera infatti come un sistema di “cluster” dove urbanistica, restauro, paesaggio e interior design dialogano costantemente intorno al progetto, considerato lo strumento principe per gestire la complessità delle sfide urbane contemporanee.
Un tema centrale del racconto è il legame viscerale con Napoli e il Mediterraneo, intesi come laboratori di stratificazione storica da cui partire per confrontarsi con il mercato globale. Questa solidità culturale ha permesso a od’a – Officina d’Architettura di esportare l’esperienza del restauro e del design italiano in Cina, attraverso partnership strategiche come ADO e ad+, focalizzate sul recupero della memoria storica in contesti ad altissima innovazione. A suggellare la filosofia dello studio è il concetto di “leggerezza” , ispirato a Calvino e Borges. Per Aurino, la leggerezza non è superficialità, ma la capacità di semplificare processi complessi e burocratici, traducendosi in scelte architettoniche agili e sostenibili che spaziano dai grandi interventi costieri ai dettagli dell’accoglienza turistica. L’intervista si chiude con un invito ai giovani architetti a perseguire con coraggio e “fame” la costruzione di un mondo migliore.
Vai all'intervista >
Il quarto volume della Biennale dello Stretto 2024 esplora le “Città del Futuro”, includendo la ricerca “Campania Sommersa” di Giovanni Aurino e Mario Ferrara: un viaggio metafisico tra le architetture idriche e sottomarine dei Campi Flegrei.
Il quarto volume del catalogo della Biennale dello Stretto 2024, curato da Alfonso Femia, Mariangela Cama e Francesca Moraci, delinea una visione multidisciplinare sulle metropoli di domani partendo dal baricentro culturale del Mediterraneo. In questo scenario di confronto tra arte e urbanistica, emerge con forza il contributo “Campania Sommersa”, frutto della collaborazione tra il fotografo Mario Ferrara e l’architetto Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura. La ricerca indaga il legame ancestrale tra l’acqua e il tufo nell’area flegrea, dove l’elemento idrico agisce come il vero scultore delle forme architettoniche.
Attraverso l’analisi di siti iconici come la Piscina Mirabilis, le Cento Camerelle e le infrastrutture eroiche della Montagna Spaccata, od’a – Officina d’Architettura propone una rilettura della città fondata su cinque atti essenziali: mobilità, spazio pubblico, abitare, baricentri e linee d’acqua. Questi pilastri, rintracciabili nelle vestigia romane di Baia e Pozzuoli, non sono interpretati come semplici rovine, ma come modelli attuali di gestione sostenibile e resilienza urbana. Lo studio di Aurino e Ferrara evidenzia come la sfida della modernità risieda proprio nella capacità di proteggere questo patrimonio “metafisico”, trasformando l’abilità tecnica del passato in un ponte verso le necessità civiche future. Il volume ribadisce così che la città del domani deve necessariamente dialogare con la propria memoria storica per ritrovare un equilibrio armonico tra infrastruttura, natura e comunità.
Vai al volume >