Il 10 giugno, Palazzo Migliaresi a Pozzuoli ospiterà la presentazione degli Atti del Convegno “Pozzuoli 2050” a cura di Agostino di Lorenzo, incentrato sul nuovo Piano Urbanistico Comunale.
La presentazione del volume si inserisce nell’ambito della sessione pomeridiana del convegno, prevista per le ore 17.00 nella cornice del Rione Terra. La pubblicazione raccoglie riflessioni e proposte tecniche orientate a definire le linee di sviluppo della città, integrando le esigenze di tutela ambientale e sicurezza con la pianificazione del territorio.
Tra i contributi scientifici presenti nel testo figura l’analisi dedicata alla rigenerazione urbana a firma dell’architetto Giovanni Aurino, dello studio od’a – Officina d’Architettura. L’intervento propone un metodo di lavoro basato sul trasferimento di buone pratiche attraverso l’esame di diversi casi studio nazionali, considerati modelli metodologici applicabili alle specificità del contesto puteolano. In merito alla valorizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio storico, lo studio richiama l’esperienza dei progetti di piazza Bartolo Longo e del restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei, suggerendo un approccio integrato per aree centrali quali Piazza della Repubblica, l’Anfiteatro Flavio e lo stesso Rione Terra. Sul fronte della riqualificazione ambientale e delle linee d’acqua, gli interventi sul waterfront di Marina di Stabia e sull’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene vengono indicati come riferimenti utili per il recupero delle ex aree industriali Sofer e per la gestione del costone della Starza. Infine, l’esperienza della Italian Green Factory a Napoli viene delineata come esempio di riconversione produttiva sostenibile.
L’evento sarà trasmesso in diretta a partire dalle 17:00 sui canali social del Comune di Pozzuoli e sul profilo IG Pozzuoli 2050.
Il volume è scaricabile gratuitamente.
Il 17 giugno Palazzo Gravina ospiterà il seminario sul nuovo Piano Strutturale urbanistico in attuazione del regolamento 3/2025. All’incontro parteciperà anche l’architetto Bruno Discepolo di od’a – Officina d’Architettura.
Il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’INU Campania e l’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia promuovono il ciclo di incontri tecnici “Campania: paesaggio e territorio”. Il primo appuntamento si terrà il 17 giugno alle ore 14:30 a Napoli, presso l’Aula De Fusco di Palazzo Gravina.
Al centro del dibattito vi sarà il nuovo Piano Strutturale urbanistico e la sua applicazione pratica a seguito dell’entrata in vigore del regolamento regionale 3/2025, uno strumento che ridefinisce le procedure di pianificazione e le strategie di governo del territorio. Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti degli enti promotori, i lavori approfondiranno il passaggio dalla norma alla fase operativa, analizzando l’impatto concreto della disciplina post-regolamento. Successivamente, il pomeriggio offrirà un confronto di ampio respiro per inserire la situazione campana nel panorama pianificatorio nazionale, raffrontandola con i modelli di altre regioni. A questa sessione prenderà parte anche l’architetto Bruno Discepolo dello studio od’a – Officina d’Architettura.
Prima delle riflessioni conclusive, l’incontro lascerà spazio ai contributi tecnici dei partecipanti, con l’obiettivo di fare emergere le principali criticità riscontrate dagli operatori del settore e delineare possibili soluzioni operative. L’evento rappresenta un momento di aggiornamento per il quale è stata attivata la procedura per il riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) da parte dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia.
L’ottavo incontro del ciclo Sincronie a Napoli ha esplorato la transizione verso un modello turistico esteso oltre il centro storico, analizzando la valorizzazione di aree settentrionali e orientali della città.
Si è tenuto l’ottavo appuntamento del ciclo Sincronie, curato dall’architetto Giovanni Aurino e organizzato dalla FOAN in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della città di Napoli, la Fondazione Pietà dei Turchini e De Ponte Innovazione. L’incontro, intitolato “Napoli, verso una nuova idea di turismo”, ha proposto una riflessione concreta sulla necessità di ridefinire i flussi e l’accoglienza in città, evidenziando la tendenza a estendere l’interesse culturale e ricettivo oltre i tradizionali confini del centro storico compresi tra il lungomare Caracciolo e piazza Garibaldi.
Durante la discussione sono stati esaminati progetti strategici per il territorio, come gli interventi previsti per l’Albergo dei Poveri, il complesso della Santissima e la riqualificazione del Cimitero delle Fontanelle. Proprio su quest’ultimo sito si è concentrato il contributo di Nicola Flora e Daniela Buonanno, docenti del DIARC e tutor del gruppo G124 Napoli, che hanno illustrato le prospettive di recupero per l’area della Sanità.
Il tema del decentramento e dell’impatto urbanistico è stato approfondito in una prima tavola rotonda a cui hanno preso parte Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città, e Marco di Lello, avvocato e già assessore regionale al governo del territorio e al turismo. Al dibattito ha contribuito anche Andrea Guglielmi, della Direzione Sviluppo e Manutenzione Infrastrutture di Gesac, analizzando il ruolo dei collegamenti aeroportuali nell’evoluzione della mobilità locale.
La seconda parte dell’incontro ha invece offerto una prospettiva legata alla gestione culturale e imprenditoriale della città. Massimo Napolitano, amministratore dell’Hotel Piazza Bellini, ha condiviso il punto di vista del settore ricettivo, mentre Rosita Marchese, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e l’artista Danilo Ambrosino si sono confrontati sulla capacità della produzione artistica e delle istituzioni formative di attivare nuove centralità urbane.
I lavori si sono conclusi con un momento musicale curato dal soprano Chiara Imperato e dal pianista Leandro Nicolella, che hanno proposto un breve repertorio per voce e pianoforte coerente con lo spirito di sinergia culturale promosso dall’iniziativa.
A Napoli si è discusso dei nuovi CAM 2025 e della direttiva europea EPBD4 per l’involucro edilizio. Durante l’incontro sono stati illustrati i vantaggi del calcestruzzo aerato autoclavato attraverso casi di studio locali.
Presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia si è svolto l’incontro tecnico incentrato sui nuovi CAM 2025, i principi DNSH e l’applicazione dei protocolli LCA ed EPD nel comparto dell’involucro edilizio. Al centro del dibattito vi sono state le sfide della decarbonizzazione e i criteri di sostenibilità imposti dalle recenti normative europee, con un focus sul calcestruzzo aerato autoclavato nell’ambito dei progetti finanziati dal PNRR.
L’architetto Marilena De Falco di Xella Italia ha analizzato l’impatto dei requisiti comunitari derivanti dalla direttiva EPBD4, soffermandosi sulle metodologie di analisi prestazionale e sulle novità introdotte dai Criteri Ambientali Minimi per i prossimi anni. L’intervento ha evidenziato l’importanza di una progettazione consapevole e allineata agli standard attuali.
Successivamente, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, hanno condiviso la propria esperienza professionale mostrando l’applicazione pratica di queste soluzioni sul territorio. Attraverso la presentazione della Palazzina Uffici / Headquarter del nuovo impianto produttivo Italian Green Factory a Napoli, i progettisti hanno illustrato come l’impiego del sistema costruttivo completo Xella risponda efficacemente ai parametri tecnici e ambientali richiesti dal quadro normativo contemporaneo.
Vai al progetto >
Alla Chiesa di San Rocco a Chiaia, giovedì 28 maggio dalle ore 17.00, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – officina d’architettura sarà il curatore dell’ottavo incontro di “Sincronie”, la rassegna promossa dalla Fondazione Ordine Architetti Napoli (FOAN) in partnership con la Fondazione Turchini.
L’ottavo incontro, intitolato “NAPOLI verso una nuova idea di TURISMO”, vedrà il confronto tra professionisti, istituzioni e protagonisti del territorio. Al centro del tavolo strategico ci sarà la governance di un turismo sostenibile, focalizzata sulla decompressione del centro storico, la valorizzazione delle periferie e il ruolo delle infrastrutture per qualificare i flussi.
Il dibattito partirà da un’analisi lucida delle dinamiche turistiche attuali, spesso subite più che pianificate, per individuare strategie concrete di riequilibrio. Centrale sarà il tema della “decompressione” del centro storico, oggi sotto forte stress, attraverso la valorizzazione delle periferie e dell’area metropolitana, ricche di beni culturali, paesaggi e architetture ancora poco esplorate. La sfida non è solo redistribuire i flussi, ma orientarne l’ingresso su scala vasta. In questa prospettiva, le infrastrutture come l’aeroporto e la rete ferroviaria ad alta velocità diventano leve strategiche attraverso cui guidare la domanda, incidendo non solo sui volumi ma sulla qualità dei visitatori, favorendo permanenze più lunghe e una maggiore capacità di spesa.
In questo scenario, l’architettura assume un ruolo determinante, non solo come disciplina progettuale, ma come dispositivo culturale capace di leggere il territorio, interpretare le fragilità e costruire nuove narrazioni. La riscoperta di “eccellenze nascoste”, dai complessi monumentali minori ai paesaggi urbani marginali, diventa così una leva fondamentale per redistribuire i flussi turistici e attivare economie locali. La rassegna Sincronie rafforza questa visione attraverso un approccio interdisciplinare, dove il confronto tra linguaggi diversi contribuisce a generare nuove prospettive. L’incontro su Napoli e il turismo si inserisce in questo percorso come momento chiave di riflessione e proposta, con l’obiettivo di delineare il caso Napoli come un modello replicabile e innovativo.
Vai al programma completo >
Il 28 maggio l’Ordine degli Architetti di Napoli ospita un incontro formativo sull’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, analizzando i nuovi requisiti europei e i CAM 2025 attraverso casi di studio reali.
L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia organizza, giovedì 28 maggio dalle 15:00 alle 17:00 presso la propria sede in via Benedetto Brin 55/A13, un seminario incentrato sulle recenti normative in materia di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica nel settore delle costruzioni dal titolo “NUOVI CAM 2025, LCA ED EPD PER L’INVOLUCRO EDILIZIO: PNRR, PRINCIPI DNSH E SOSTENIBILITÀ DEL CALCESTRUZZO AERATO AUTOCLAVATO”. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine, il Professor Architetto Lorenzo Capobianco.
Successivamente, l’Architetto Marilena De Falco di Xella Italia approfondirà l’impatto dei requisiti europei introdotti dalla direttiva EPBD4, ponendo un accento specifico sui nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM 2025) e sulle metodologie di analisi prestazionale. Durante l’intervento verranno esaminati gli strumenti operativi a disposizione dei progettisti e dei direttori dei lavori, tra cui l’analisi del ciclo di vita (LCA) e le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), con un focus strutturato sulle verifiche del principio DNSH legate agli obiettivi del PNRR.
A seguire, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, illustreranno alcune applicazioni pratiche attraverso la presentazione di progetti realizzati sul territorio avvalendosi del sistema costruttivo completo Xella. L’incontro si concluderà con un dibattito tra i partecipanti e le considerazioni finali. La partecipazione all’evento, previa iscrizione sul portale ufficiale del CNAPPC, prevede il riconoscimento di due crediti formativi professionali per gli architetti.
Iscriviti al seminario >
Gli studenti del corso di Recupero Edilizio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno visitato la sede Formedil di Napoli per un workshop sul campo. Guidati da docenti e professionisti, hanno analizzato le architetture moderne firmate da Cosenza e Marsiglia.
L’attività didattica del corso di Recupero Edilizio, coordinato dalle professoresse Vitiello e Marmo, ha vissuto un momento di approfondimento pratico attraverso un sopralluogo presso la sede napoletana di Formedil. L’iniziativa, che ha beneficiato del supporto dei professori Roberto Castelluccio e Luigi Stendardo, segna l’avvio operativo del workshop integrato nel percorso di studi.
Ad accompagnare gli studenti in questa analisi sul campo è stato l’architetto Giovanni Aurino, socio dello studio od’a – Officina d’Architettura, il quale ha guidato il gruppo nella lettura tecnica e storica dei manufatti. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle opere progettate da Luigi Cosenza e Arrigo Marsiglia, figure centrali per comprendere l’evoluzione dell’architettura moderna nel contesto napoletano.
L’incontro ha permesso di osservare da vicino le soluzioni costruttive e spaziali adottate dai due progettisti, offrendo ai futuri architetti l’opportunità di confrontarsi direttamente con le preesistenze. L’approccio metodologico proposto sottolinea l’importanza dell’osservazione diretta come strumento fondamentale per il progetto di recupero, trasformando il tessuto urbano in un laboratorio a cielo aperto dove le teorie studiate in aula trovano un riscontro concreto nella materia e nella storia degli edifici.
Vai al progetto >
L’architetto Giovanni Aurino partecipa alla rassegna Sincronie presso la Chiesa di San Rocco a Napoli. L’incontro esplora il legame tra trasformazione urbana e turismo sostenibile, accompagnato da contributi artistici e performance musicali dal vivo.
Il 28 maggio, la Fondazione Turchini, all’interno della cornice della Chiesa di San Rocco in Riviera di Chiaia, ospita un nuovo appuntamento della rassegna Sincronie, un ciclo di incontri che propone un dialogo interdisciplinare tra diverse forme espressive. Protagonista dell’ottava serata sarà l’architetto Giovanni Aurino.
L’intervento, previsto dalle ore 17.30 alle ore 20.30, si focalizzerà sul tema “Napoli verso una nuova idea di turismo”. La riflessione proposta mira ad analizzare come il capoluogo campano stia ridefinendo il proprio rapporto con l’accoglienza, cercando un equilibrio tra le necessarie trasformazioni urbane e la costruzione di modelli di sviluppo che siano realmente consapevoli e rispettosi del tessuto cittadino.
In linea con il format della rassegna, che integra visione progettuale e linguaggi creativi, il dibattito sarà arricchito dalla presenza dell’artista Danilo Ambrosino. L’atmosfera dell’incontro sarà ulteriormente definita dagli interventi musicali curati da Chiara Imparato e Leandro Nicolella, offrendo un’occasione di confronto pacato sulle prospettive future della città e sulla qualità dello spazio pubblico destinato ai visitatori e ai residenti.
Il 29 aprile 2026, negli spazi di Palazzo Gravina a Napoli, si inaugura ARCHICAM – Architettura in Campania 1945–2025, una mostra che propone una lettura dell’architettura regionale dal secondo dopoguerra a oggi . L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coinvolgendo istituzioni, studiosi e professionisti.
L’evento inaugurale rappresenta un momento di confronto sul ruolo dell’architettura nelle trasformazioni del territorio campano, mettendo in relazione ricerca, progetto e contesto urbano. La mostra ricostruisce un percorso fatto di opere, autori e processi che hanno contribuito a definire il paesaggio contemporaneo.
All’interno di questo quadro si inserisce anche la partecipazione di od’a – Officina d’Architettura, presente con tre progetti che riflettono ambiti diversi della pratica progettuale: il tema del restauro del moderno con la Palazzina Cosenza, il progetto di rigenerazione urbana delle opere a terra del porto di Marina di Stabia e l’intervento infrastrutturale della Stazione di Baia. Tre lavori che evidenziano un approccio attento al contesto e alla continuità tra memoria e trasformazione.
ARCHICAM si propone così come un’occasione di lettura condivisa e aggiornata dell’architettura in Campania, offrendo spunti utili per interpretare il presente e orientare le prospettive future.
In occasione della Milano Design Week, Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura parteciperà all’evento WoodVibe presso Casa Tabu il 22 Aprile, un incontro esclusivo volto a esplorare la visione progettuale dei principali architetti italiani sull’uso del legno.
Il 22 aprile, nell’affascinante cornice della Milano Design Week, Casa Tabu ospiterà WoodVibe, un evento curato da Towant che promette di tracciare le nuove rotte dell’architettura sostenibile. Tra gli oltre sessanta professionisti selezionati da tutta Italia, Giovanni Aurino porterà l’esperienza di od’a – Officina d’Architettura in un dibattito incentrato sulla materia lignea come risorsa strategica per il futuro del costruire. L’iniziativa nasce con l’intento preciso di raccogliere la visione progettuale degli architetti coinvolti, analizzando come il legno venga oggi integrato nei processi creativi e tecnologici per rispondere alle sfide della modernità.
Attraverso una serie di mini – interviste mirate, l’evento indagherà l’approccio dei progettisti verso questo materiale antico eppure incredibilmente performante, capace di coniugare benessere abitativo, estetica raffinata e responsabilità ambientale. Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, questa partecipazione rappresenta un’occasione preziosa per condividere la propria filosofia lavorativa, in cui la scelta dei materiali è sempre guidata da una profonda sensibilità per la luce e per il contesto. I contributi video registrati durante la serata verranno successivamente pubblicati sui canali ufficiali, offrendo una panoramica autorevole sulle tendenze che stanno ridefinendo la qualità del design d’autore. WoodVibe si conferma così un momento di confronto intellettuale imprescindibile del Fuorisalone, mettendo in luce la centralità del legno nella visione progettuale contemporanea.
photo credits
ph Andrea Ardolino
titolo progetto SCUOLA ELEMENTARE MADONNA DEL BAGNO, Gioia Sannitica, CE
progetto di od’a – Officina d’Architettura srl + Vitruvius Engineering sas + Ing. Arnaldo Surolli
Venerdì 13 marzo, a Palazzo Ruffo della Scaletta, viene presentato il volume curato da Bruno Discepolo. Un’analisi critica sulle azioni di governo del territorio, paesaggio e architettura in Campania tra il 2018 e il 2025.
Presso la sede dell’Associazione Costruttori Edili di Napoli, si terrà un importante momento di confronto dedicato alla presentazione del volume “La Campania, una regione plurale”. L’opera, curata da Bruno Discepolo, documenta in modo sistematico l’intensa attività svolta dall’Assessorato al Governo del Territorio della Regione Campania nell’ultimo settennio. Il testo si articola in quattro sezioni fondamentali dedicate all’urbanistica, al paesaggio, all’architettura e alle politiche abitative, offrendo una sintesi critica dei traguardi raggiunti e delineando le basi per una futura Agenda Territoriale regionale. L’incontro, coordinato da Emanuele Imperiali, vedrà la partecipazione di figure di rilievo come Marella Santangelo, direttrice del DiARC, e l’assessore Laura Lieto, stimolando un dialogo multidisciplinare tra istituzioni e mondo accademico.
Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, da sempre attento alle dinamiche di trasformazione urbana e alla qualità del progetto, eventi di questo tipo rappresentano tappe cruciali per comprendere l’evoluzione della governance campana. Il volume non è solo un resoconto informativo, ma una ricerca sul campo che interroga il ruolo del progetto architettonico nella costruzione di una regione più coesa e resiliente. Il dibattito, arricchito dai contributi dei presidenti di ACEN, Ordine degli Architetti e ANCE Campania, punta a trasformare la documentazione amministrativa in una visione strategica condivisa. La partecipazione dei professionisti sarà inoltre valorizzata dal riconoscimento di crediti formativi, sottolineando l’importanza della formazione continua in un settore chiave per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa al progetto “100 Studi in Italia”, reinterpretando la placca domotica come oggetto di design. Il 24 febbraio 2026, l’Ordine degli Architetti di Napoli ospiterà la presentazione dei prototipi.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura è tra i protagonisti dell’iniziativa nazionale “100 Studi in Italia”, promossa da MyDomotics® per ridefinire il canone estetico dei componenti tecnologici domestici. Il progetto ha coinvolto un network di eccellenze del design italiano con l’obiettivo di trasformare la placca domotica da mero dispositivo tecnico a elemento d’arredo iconico. La proposta firmata da od’a – Officina d’Architettura riflette appieno la filosofia dello studio attraverso un linguaggio minimalista ed elegante: una superficie nera ispirata alla purezza del vetro, animata da intagli retroilluminati che generano una luce soffusa e discreta, capace di integrarsi con armonia in contesti abitativi contemporanei.
Il culmine di questo percorso creativo sarà celebrato il 24 febbraio 2026 a Napoli, presso la sede dell’Ordine degli Architetti, con una cerimonia dedicata alla consegna dei prototipi personalizzati. L’evento rappresenterà un momento cruciale di confronto professionale, durante il quale verranno introdotte soluzioni digitali avanzate come l’App MyDomotics® Layout Assistant, pensata per supportare i progettisti nella pianificazione degli ecosistemi smart. Attraverso il dialogo tra innovazione formale e automazione, lo studio contribuisce a una nuova visione dell’abitare dove la domotica non è solo funzionale, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica dello spazio. La giornata si concluderà con sessioni di networking, sottolineando il ruolo centrale dell’architetto nel guidare l’evoluzione tecnologica verso una qualità progettuale sempre più attenta al dettaglio e all’atmosfera degli ambienti.
Vai all'iniziativa >
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, ha partecipato al convegno di TuttoHotel presso la Mostra d’Oltremare, discutendo il futuro del turismo nel Mezzogiorno tra identità mediterranea, rigenerazione costiera e responsabilità progettuale.
Lo scorso martedì 13 gennaio, la Sala Convegni della Mostra d’Oltremare ha ospitato il dibattito “Il ruolo dell’architettura tra sostenibilità e ospitalità”, un evento cruciale per analizzare le trasformazioni del settore turistico nel Sud Italia. L’intervento di Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, ha posto l’accento sulla necessità di considerare Napoli e il Mediterraneo non come semplici destinazioni geografiche, ma come matrici culturali profonde fatte di memoria e appartenenza. Secondo l’architetto, la progettazione contemporanea deve rifuggire da interventi estranei al contesto, preferendo un approccio guidato da responsabilità e generosità che rafforzi il legame tra luoghi e comunità.
In questa ottica, l’architettura diventa il principale dispositivo per governare i flussi turistici, trasformandoli in una risorsa strutturale piuttosto che in una criticità urbana. Aurino ha illustrato questa visione attraverso i progetti strategici che od’a – Officina d’Architettura sta sviluppando lungo la linea di costa, intesi come infrastrutture moderne capaci di coniugare innovazione tecnologica e rispetto del paesaggio. Questi interventi dimostrano come l’accoglienza responsabile possa tradursi in spazi che non sono meramente funzionali, ma veri e propri strumenti culturali. Il futuro del turismo in Campania e in tutto il Mezzogiorno risiede dunque nella capacità di interpretare i bisogni attuali attraverso linguaggi coerenti con l’identità dei territori, dove il dialogo progettuale funge da ponte tra la salvaguardia del patrimonio storico e la costruzione di nuove, equilibrate relazioni tra uomo e ambiente.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla Mostra d’Oltremare per discutere il futuro del turismo sostenibile nel Sud Italia. Un confronto tra professionisti su rigenerazione, identità e innovazione nel settore ricettivo.
Martedì 13 gennaio, presso la Sala Convegni del Padiglione 5 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, si terrà l’incontro “Il ruolo dell’architettura tra sostenibilità e ospitalità”. L’evento, organizzato da TuttoHotel e curato da Architettura Open House, vedrà la partecipazione dell’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, insieme ad altri autorevoli esponenti del panorama progettuale contemporaneo come Salvatore Cozzolino e Beniamino Di Fusco. Introdotto dal consigliere Aniello Tirelli, il dibattito si focalizzerà sulle nuove traiettorie del turismo in Campania e nel Mezzogiorno, analizzando come l’architettura possa farsi promotrice di modelli di accoglienza sempre più integrati e rispettosi dell’ambiente.
Per od’a – Officina d’Architettura, l’appuntamento rappresenta un’occasione strategica per ribadire l’importanza della qualità spaziale e della rigenerazione del patrimonio esistente come leve per uno sviluppo economico e sociale consapevole. Gli studi coinvolti, uniti da una visione che coniuga estetica e funzionalità, esploreranno le sfide dell’ospitalità moderna, dove l’identità del territorio e l’innovazione tecnologica diventano i pilastri per un’offerta turistica competitiva a livello internazionale. Iniziative come questa, sostenute dalla rete di Architettura Open House, sono fondamentali per sensibilizzare il settore verso una progettualità che non sia solo edilizia, ma una vera e propria risorsa culturale capace di trasformare il volto delle nostre città e dei nostri paesaggi costieri, valorizzando il Sud Italia come eccellenza globale nel design dell’accoglienza.
Mercoledì 3 dicembre, od’a – Officina d’Architettura svela il progetto di rigenerazione dell’antico complesso di Gesù delle Monache. L’evento Open House celebra la trasformazione di un sito storico nella nuova sede dell’Accademia di Belle Arti.
Mercoledì 3 dicembre, dalle ore 10:00 alle 12:00, lo studio od’a – Officina d’Architettura aprirà eccezionalmente le porte dell’antico complesso di Gesù delle Monache a Napoli. L’iniziativa, inserita nel prestigioso programma di Architettura Open House e giunta all’ottava edizione con il sostegno della Regione Campania, offre un’opportunità unica per esplorare spazi monumentali finora sottratti alla fruizione pubblica. Questo luogo straordinario, intriso di memoria e stratificazioni artistiche, è attualmente al centro di un ambizioso intervento di rigenerazione architettonica destinato a ospitare la nuova sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (ABANA).
Il progetto curato da od’a – Officina d’Architettura mira a trasformare il complesso in un polo culturale d’avanguardia, capace di coniugare il rigore del restauro conservativo con le necessità funzionali di una moderna istituzione didattica. Durante l’evento, organizzato in stretta sinergia con l’Accademia, professionisti, studenti e cittadini potranno approfondire la visione urbanistica che sottende il recupero del sito, inteso come motore di rinascita per l’intero centro antico. L’incontro non si limiterà alla descrizione tecnica delle opere, ma diventerà un momento di riflessione collettiva sul ruolo dell’architettura come strumento di ricucitura sociale e identitaria. Restituire Gesù delle Monache alla comunità significa infatti riattivare un legame profondo tra la materia storica e il fermento creativo contemporaneo, confermando l’impegno dello studio nel promuovere una bellezza che sia, al tempo stesso, memoria viva e futuro condiviso per il territorio napoletano.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa il 1° dicembre alla Stazione Marittima di Salerno all’incontro “L’intelligenza della ceramica”. Un dibattito sul valore della materia come motore di rigenerazione urbana e culturale.
Domenica 1° dicembre, presso la suggestiva cornice della Stazione Marittima di Salerno, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – Officina d’Architettura interverrà all’evento “L’intelligenza della ceramica”. L’incontro, promosso dall’Atelier(s) Alfonso Femia con il supporto di Casalgrande Padana, si configura come un momento di riflessione profonda sulla materia intesa non solo come componente edilizia, ma come vera risorsa identitaria e culturale. Il dibattito si snoderà attraverso due direttrici principali, esplorando il diritto alla materia come fondamento del progetto e il valore del territorio come orizzonte per uno sviluppo futuro resiliente e consapevole.
Al centro della serata ci sarà la presentazione del volume omonimo edito da Marsilio Arte, curato da Alfonso Femia e segnalato da prestigiose testate di settore come Elle Decor. Il libro raccoglie una pluralità di sguardi sul ruolo della ceramica nell’architettura contemporanea, indagando la connessione tra innovazione tecnologica e sensibilità materica. Per od’a – Officina d’Architettura, il confronto rappresenta un’occasione preziosa per ribadire come la scelta dei materiali debba rispondere a una narrazione coerente del paesaggio urbano. Attraverso il dialogo tra professionisti, istituzioni e aziende, l’iniziativa patrocinata dall’Ordine degli Architetti di Salerno mira a ridefinire la ceramica come strumento di bellezza e sostenibilità, capace di trasformare il costruito in un racconto tangibile di qualità e innovazione al servizio della comunità e della storia dei luoghi.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla rassegna “Sincronie” della Fondazione FOAN. Il suo intervento esplorerà il tema di Napoli come attrattore turistico attraverso un dialogo tra architettura, musica e arte.
Il prossimo 28 maggio, la Chiesa di San Rocco alla Riviera di Chiaia ospiterà un nuovo appuntamento di “Sincronie”, la rassegna culturale promossa dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Napoli che mira a creare una sequenza armonica tra diverse discipline creative. L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, sarà protagonista di un incontro focalizzato su “Napoli attrattore turistico”, una riflessione profonda sulla capacità della città di trasformare il proprio immenso patrimonio in un volano di sviluppo contemporaneo. Per lo studio, questo tema rappresenta una sfida progettuale centrale: far sì che l’innovazione architettonica e la creatività territoriale diventino strumenti capaci di coniugare l’accoglienza dei flussi internazionali con la tutela dell’identità locale.
La serata seguirà il format consolidato della rassegna, che intreccia linguaggi differenti per offrire una prospettiva multipla sul progetto. Il programma si aprirà con un concerto di musica classica in collaborazione con la Fondazione Pietà dei Turchini, per proseguire con il convegno tecnico-narrativo e concludersi con la presentazione di un artista il cui lavoro visivo o performativo dialogherà con le tesi urbanistiche emerse. Partecipando a questo ciclo di dodici appuntamenti, od’a – Officina d’Architettura ribadisce l’importanza di un approccio trasversale alla progettazione, dove l’architettura non è mai un atto isolato ma un accordo armonico tra suoni, visioni e bisogni della comunità. L’evento sarà accessibile sia in presenza sia in diretta streaming, confermando la volontà di FOAN di rendere il dibattito sulla bellezza della città un’esperienza inclusiva e condivisa.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa al ciclo di seminari internazionali SPArTaCHus presso il DiARC. Un confronto multidisciplinare su sostenibilità e rigenerazione delle zone costiere e degli habitat città-porto.
Il 30 ottobre e il 6 novembre 2025, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli ospiterà la “SPArTaCHus Seminar Series 2025 on City-Port Habitats”, un prestigioso ciclo di incontri dedicato alle dinamiche di trasformazione dei territori costieri. L’iniziativa mira a esplorare il delicato equilibrio tra le infrastrutture portuali e il tessuto urbano, intesi come scenari cruciali per l’innovazione ambientale e sociale. Tra gli esperti chiamati a nutrire il dibattito figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che contribuirà alla discussione portando l’esperienza progettuale dello studio nel campo della rigenerazione urbana e del rapporto con la materia storica dei luoghi.
Il programma vanta la partecipazione di accademici di rilievo mondiale, come Carola Hein della Delft University of Technology, Francesc Muñoz della Universitat Autònoma de Barcelona e Francesco Musco della IUAV di Venezia. Gli incontri, coordinati da un comitato scientifico d’eccellenza, si articoleranno tra le aule di via Forno Vecchio e la suggestiva Aula Magna di Palazzo Gravina. Per od’a – Officina d’Architettura, la presenza a questo seminario rappresenta un’importante occasione di confronto sulle strategie di pianificazione resiliente e sulla necessità di ripensare il porto non solo come snodo logistico, ma come habitat vitale e integrato. Attraverso il dialogo tra accademia, istituzioni e professionisti, la serie SPArTaCHus ambisce a definire nuovi modelli di sviluppo per le città di mare, capaci di coniugare le istanze della transizione ecologica con la valorizzazione dell’identità paesaggistica del Mediterraneo.
Giovedì 6 novembre 2025 apre la Stazione di Baia, progetto di od’a – Officina d’Architettura che fonde mobilità e storia. L’infrastruttura celebra il patrimonio romano con allestimenti artistici e innovative riproduzioni in 3D.
L’inaugurazione della Stazione di Baia segna una svolta storica per la linea Cumana e per l’intero territorio flegreo, concretizzando un investimento complessivo di 51 milioni di euro. Il progetto architettonico, curato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Tecnosistem Spa, si ispira ai grandi modelli internazionali di stazioni-museo, trasformando un nodo di trasporto in un dispositivo narrativo unico. L’identità del luogo emerge prepotentemente attraverso scelte materiche e formali che richiamano l’antico splendore romano: le pareti in mattoni di cotto tipici dell’epoca e il sistema di illuminazione circolare, esplicito omaggio ai lucernari del Tempio di Mercurio, avvolgono il viaggiatore in un’atmosfera senza tempo.
Il percorso sensoriale è arricchito da pannelli fotografici retroilluminati che documentano l’evoluzione di Baia, ma il vero cuore pulsante dell’allestimento è rappresentato dalle statue riprodotte fedelmente tramite stampa 3D. Queste opere, i cui originali sono custoditi al MANN e sono reduci dal successo all’Expo di Osaka 2025, tornano simbolicamente nel loro contesto d’origine per accogliere i pendolari appena scesi dal treno. Mentre la prima fase dei lavori si conclude oggi, l’orizzonte si sposta già al 2026 per l’avvio del secondo lotto, che prevede il collegamento diretto con il lungomare e la vecchia stazione. Per od’a – Officina d’Architettura, la Stazione di Baia non è solo un traguardo ingegneristico, ma una sfida vinta nel campo della rigenerazione, dove la tecnologia moderna si pone al servizio della memoria collettiva per restituire dignità e bellezza a uno dei siti archeologici più rilevanti al mondo.
Vai al progetto >
Giovedì 23 ottobre 2025 inaugura il cantiere del “MDS Common Space De Filippo”. Lo studio od’a – Officina d’Architettura curerà la direzione lavori per trasformare l’ex convento in un innovativo condominio solidale.
Giovedì 23 ottobre 2025, alle ore 16:00, la comunità di Massa di Somma celebrerà la posa della prima pietra del progetto “MDS Common Space De Filippo” in via Santa I. L’intervento, di grande rilevanza sociale e architettonica, vede lo studio od’a – Officina d’Architettura impegnato nel delicato ruolo di Direzione Lavori. Finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dei Programmi di Rigenerazione Urbana 2023 per un importo complessivo di oltre due milioni di euro, il progetto mira alla trasformazione dell’ex Convento locale in un moderno condominio solidale. La fase esecutiva è affidata, tramite appalto integrato, allo studio Abhinc e all’impresa Bo Mar S.r.l., che coordineranno l’evoluzione di un cantiere destinato a ridefinire il concetto di abitare collettivo nel territorio vesuviano.
L’opera prevede la realizzazione di quindici unità abitative integrate da ampie superfici comuni destinate a laboratori, attività culturali e spazi di convivialità. L’obiettivo primario di od’a – Officina d’Architettura sarà garantire che il recupero dell’edificio storico avvenga nel pieno rispetto delle preesistenze e del contesto locale, coniugando la tutela del patrimonio con le nuove esigenze di inclusione sociale. Attraverso questa riconversione, l’antico convento smetterà di essere un volume inattivo per trasformarsi in un centro comunitario dinamico, capace di generare nuove relazioni umane e di offrire risposte concrete al bisogno di spazi per la solidarietà urbana. L’inaugurazione segna dunque l’inizio di una metamorfosi che restituisce dignità alla memoria del luogo, proiettandola verso un futuro di bellezza e partecipazione pubblica.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla sesta edizione di Mediterranei Invisibili. Un viaggio di esplorazione nella Valle del Torbido per riscoprire borghi, siti archeologici e il dialogo tra arte e paesaggio.
Dall’11 al 13 ottobre 2025, l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, prenderà parte alla nuova edizione di Mediterranei Invisibili, il progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso da 500×100 società benefit. L’iniziativa, giunta al suo sesto appuntamento con il sostegno della Fondazione Le città del futuro, si conferma come un’esperienza di esplorazione profonda dedicata alle aree marginali e spesso dimenticate del bacino mediterraneo. Quest’anno il viaggio si concentrerà sulla suggestiva Valle del Torbido, un territorio incastonato tra le Serre e l’Aspromonte, dove la stratificazione storica incontra la potenza di una natura incontaminata.
Il percorso si snoderà attraverso luoghi di straordinario valore come i Calanchi Bianchi di Palizzi Marina e il borgo fantasma di Pentedattilo, toccando importanti siti archeologici quali la Villa Romana di Casignana e il Parco di Locri. Attraverso il coinvolgimento di professionisti e ricercatori, od’a – Officina d’Architettura contribuirà a una riflessione collettiva sul ruolo dell’architettura come strumento di valorizzazione delle identità locali. Il viaggio attraverserà centri dell’entroterra ionico come Gioiosa Ionica e Mammola, per concludersi presso il MuSaBa, il Parco Museo fondato da Nik Spatari. Qui, l’incontro tra arte contemporanea e radici millenarie diventerà il simbolo di una progettualità responsabile, capace di trasformare le fragilità del territorio in nuove opportunità di sviluppo sostenibile, riportando al centro del dibattito nazionale la bellezza complessa dei territori calabresi e la loro inesauribile forza narrativa.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa all’evento “Abitare il limite” presso la Mostra d’Oltremare di Napoli. Un laboratorio corale per riflettere sulla rigenerazione urbana tra sostenibilità, restauro e natura.
Il 16 ottobre, la Sala Italia della Mostra d’Oltremare di Napoli ospiterà l’evento “Abitare il limite”, un’importante iniziativa dedicata al dialogo interdisciplinare sulla città contemporanea. Tra i protagonisti del confronto figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che prenderà parte a una giornata strutturata in tavoli tematici aperti al contributo di cittadini, studenti e imprese. L’obiettivo dell’incontro è delineare percorsi di co-progettazione capaci di affrontare le sfide della rifunzionalizzazione degli spazi monumentali e del rapporto tra tessuto costruito e ambiente naturale.
Il dibattito, moderato da Michele Pasca di Magliano di Zaha Hadid Architects, si articolerà su quattro direttrici fondamentali: l’efficientamento energetico del patrimonio tutelato, il consolidamento sismico, l’integrazione tra architettura e natura e la trasformazione della Mostra d’Oltremare in un polo urbano inclusivo. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo laboratorio rappresenta l’opportunità di condividere una visione progettuale che intende il “limite” non come una barriera, ma come una soglia di scambio creativo. Accanto alla componente tecnica, l’evento vedrà l’intervento di artisti chiamati a interpretare graficamente le suggestioni emerse, trasformando le idee in modelli replicabili. Grazie al coinvolgimento delle massime cariche istituzionali e accademiche, la giornata si configura come un momento di sintesi necessario per promuovere una cultura del progetto responsabile, dove la conservazione del passato diviene motore per una sostenibilità urbana consapevole e orientata al futuro della comunità.
Si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza dell’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene. L’intervento, curato da od’a – Officina d’Architettura, restituisce alla collettività un simbolo storico attraverso una mostra multimediale permanente.
L’ambizioso progetto di recupero dell’ex carcere borbonico sull’isola di Santo Stefano ha segnato una tappa fondamentale con il completamento degli interventi di messa in sicurezza e il consolidamento delle strutture storiche. L’operazione, curata da od’a – Officina d’Architettura insieme a Vitruvius Engineering Sas, ha permesso di salvare dal degrado uno dei più significativi esempi di architettura panottica settecentesca, attivo fino al 1965. Grazie a un investimento di oltre 7 milioni di euro nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo, il complesso è stato trasformato in un laboratorio vivo di memoria e formazione. Parallelamente al restauro architettonico, che ha visto protagoniste le imprese Minerva e Hera Restauri, è stata inaugurata la mostra multimediale permanente “Le Sfide di Santo Stefano”.
Curata da Sabina Minutillo Turtur, l’esposizione si snoda attraverso diciannove ambienti della stecca ottocentesca, offrendo un percorso immersivo tra installazioni, proiezioni e una preziosa camera delle meraviglie. Il racconto intreccia la dura realtà della vita carceraria con la natura selvaggia dell’isola, proiettando il sito verso il suo futuro ruolo di Scuola di Alta Formazione europea. Sotto la guida del Commissario Straordinario Giovanni Maria Macioce e in collaborazione con Invitalia, questo intervento non rappresenta soltanto un restauro materico, ma una vera rinascita civile. Quello che un tempo era un luogo di isolamento e sofferenza diventa oggi un ponte culturale tra passato e futuro, confermando l’impegno di od’a – Officina d’Architettura nella tutela di un patrimonio unico, ora pronto a formare nuove generazioni sui valori della democrazia e dei diritti umani.
ph Lara Gallina + Dario Biello
Si è conclusa la VII edizione di Open House Napoli, dove od’a – Officina d’Architettura ha presentato quattro progetti chiave tra restauro filologico e rigenerazione industriale, trasformando i cantieri in spazi di partecipazione collettiva.
La VII edizione di Open House Napoli si è conclusa confermandosi come un appuntamento imprescindibile per chi desidera esplorare le trasformazioni silenziose e le eccellenze architettoniche della città. Lo studio od’a – Officina d’Architettura è stato tra i protagonisti della manifestazione, aprendo al pubblico le porte di quattro interventi emblematici che spaziano dal recupero della memoria storica alla visione tecnologica del futuro. Il percorso ha toccato la Stazione di Baia, porta d’accesso al mito flegreo, la Palazzina Cosenza, capolavoro del moderno, e il monumentale Palazzo Ruffo della Scaletta.
Il cuore pulsante della partecipazione dello studio è stato però il cantiere dell’Italian Green Factory in via Argine, sorto nell’ex stabilimento Whirlpool come simbolo del riscatto di Napoli Est. In questa sede è stata allestita l’esposizione “Connection with the East Side”, un racconto per immagini che ha documentato le fasi di demolizione e ricostruzione del sito. I visitatori hanno potuto approfondire il progetto attraverso riproduzioni tridimensionali stampate in 3D, partecipando a momenti di dibattito sul destino delle periferie orientali. Per od’a – Officina d’Architettura, l’evento non è stato solo una mostra tecnica, ma un esperimento di urbanistica partecipata. Trasformando un luogo di lavoro in uno spazio di visione e confronto, lo studio ha dimostrato come l’architettura possa farsi linguaggio comune, capace di generare comunità e di guidare con responsabilità la rigenerazione urbana e sociale del territorio napoletano.
ph Luigi Piscopo + od’a – Officina d’Architettura + Andrea Ardolino
Vai al video >
Lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa alla VII edizione di Open House Napoli con quattro progetti emblematici. Un percorso tra restauro del moderno, rigenerazione industriale e nuove infrastrutture per scoprire l’anima trasformativa della città.
Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025, Napoli celebra l’architettura con la VII edizione di Open House, offrendo ai cittadini l’opportunità di esplorare luoghi d’eccellenza solitamente inaccessibili. Lo studio od’a – Officina d’Architettura si rende protagonista della rassegna con quattro interventi che spaziano dalla scala urbana al dettaglio filologico. Tra questi spicca l’Italian Green Factory nell’ex area Whirlpool, dove la storica palazzina uffici rinasce come hub dell’innovazione sostenibile, trasformando un landmark industriale in un centro di ricerca all’avanguardia. Sul fronte infrastrutturale, il progetto per la Stazione di Baia ridefinisce il concetto di mobilità, trasformando un’opera incompiuta in un museo narrativo che accoglie il viaggiatore tra reperti e suggestivi lucernari.
La sensibilità di od’a – Officina d’Architettura verso la stratificazione storica emerge con forza nel restauro di Palazzo Ruffo della Scaletta e del suo giardino storico sulla Riviera di Chiaia, un intervento che recupera l’eleganza dell’architettura meridionale riconnettendola alla vita collettiva. Il viaggio si completa con l’omaggio al moderno della Palazzina Cosenza, dove un attento restauro ha riportato alla luce il rigore progettuale degli anni Cinquanta, liberando l’opera di Luigi Cosenza dalle alterazioni del tempo. Questi appuntamenti, alcuni a ingresso libero e altri su prenotazione tramite la piattaforma ufficiale del festival, rappresentano una testimonianza tangibile di come la pratica architettonica possa agire con responsabilità e generosità sul territorio, ricucendo i legami tra la memoria dei grandi maestri e le nuove visioni di futuro urbano.
In occasione di Open House Napoli 2025, lo studio od’a – Officina d’Architettura presenta l’esposizione “Connection with the East Side”. Un percorso narrativo tra le trasformazioni industriali e le nuove prospettive di rigenerazione urbana.
Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025, nell’ambito della VII edizione di Open House Napoli, lo studio od’a – Officina d’Architettura apre eccezionalmente le porte del cantiere della nuova fabbrica Italian Green Factory, situata nell’ex stabilimento Whirlpool di via Argine. L’iniziativa, intitolata “Connection with the East Side”, trasforma un luogo di metamorfosi produttiva in uno spazio di riflessione collettiva sulla rinascita di Napoli Est. Questa porzione di città, storicamente segnata da una forte identità industriale, viene oggi riletta attraverso la lente del progetto come un laboratorio vivo di sperimentazione architettonica, culturale e sociale.
L’esposizione allestita da od’a – Officina d’Architettura intende abbattere il confine tra lo spazio tecnico del cantiere e la comunità, utilizzando il linguaggio del design per ricucire il legame tra la memoria collettiva e il futuro della produzione sostenibile del gruppo Tea Tek. In questa visione, le aree marginali non sono più percepite come periferie inerti, ma come soglie di possibilità e orizzonti propulsori di una nuova urbanità. Guardare a Napoli Est significa riconoscere un centro poroso capace di generare cura e ricostruzione identitaria, dove l’architettura funge da ponte tra le ferite del passato e un immaginario urbano rinnovato. Invitando i visitatori nel cuore della trasformazione, lo studio sottolinea come la rigenerazione di grandi complessi industriali sia la chiave per restituire senso e visione all’intera città, trasformando il margine in un centro strategico di innovazione e bellezza.
Vai all'evento >
La nuova stazione di Baia, progettata da od’a – Officina d’Architettura, integra trasporti e cultura ospitando riproduzioni 3D di statue antiche. Un progetto d’avanguardia che approda all’Expo di Osaka prima di tornare definitivamente nel cuore dei Campi Flegrei.
La nuova stazione di Baia si pone come un unicum nel panorama infrastrutturale italiano, trasformando un nodo di mobilità in un museo diffuso che celebra l’identità flegrea. Sotto la direzione artistica dello studio od’a – Officina d’Architettura, il progetto ha visto la collaborazione tra EAV, il MANN e il DIARC della Federico II per dare vita a un allestimento immersivo. Il cuore dell’intervento è la riproduzione in scala reale, tramite scansioni e stampe 3D ad alta precisione, di capolavori scultorei come i Dioscuri, l’Afrodite Sosandra e i busti imperiali rinvenuti nel sito. Queste opere, rifinite manualmente per emulare la matericità del marmo, non sono semplici decorazioni, ma simboli di un “Palatium” ritrovato che dialoga con i viaggiatori contemporanei.
L’intera architettura, curata da od’a – Officina d’Architettura, evoca la memoria dei luoghi attraverso texture e materiali che richiamano l’antica Baiae, arricchiti da pannelli retroilluminati narrativi. L’alto valore tecnologico e culturale dell’opera ha garantito alle sculture una vetrina internazionale d’eccezione: le statue sono infatti protagoniste all’Expo di Osaka 2025, all’interno del Padiglione Italia, come ambasciatrici del legame tra archeologia e vulcani. Al termine dell’esposizione universale, le opere torneranno nella stazione, loro sede permanente, suggellando il successo di una visione dove l’innovazione digitale serve a restituire centralità al patrimonio storico. Questo intervento dimostra come il trasporto pubblico possa trasformarsi in un potente strumento di conoscenza, capace di stimolare il senso di appartenenza e rendere il passato una risorsa viva per il territorio.
La serata Archichef Night a Palazzo Caracciolo ha visto l’architetto Giovanni Aurino trionfare con il piatto “Tramonto Mediterraneo”, un’opera gastronomica che traduce la filosofia progettuale di od’a – Officina d’Architettura in sapori autentici.
Il 10 giugno scorso, la storica cornice di Palazzo Caracciolo a Napoli ha ospitato l’edizione partenopea di Archichef Night, l’originale format ideato da TOWANT che sfida i protagonisti del design contemporaneo a confrontarsi con l’arte culinaria. Cinque tra i più influenti studi della scena locale si sono alternati ai fornelli, trasformando la cucina in un laboratorio di sperimentazione estetica e narrativa. Tra i partecipanti, l’architetto Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura ha presentato la portata “Tramonto Mediterraneo”, una creazione che ha saputo conquistare il pubblico presente per la sua capacità di sintetizzare forma e sostanza.
Il piatto è stato concepito come un vero e proprio manifesto architettonico, utilizzando ingredienti semplici ma carichi di significato come alici, patate e pomodorini. Per od’a – Officina d’Architettura, le alici simboleggiano la bellezza della collettività, evocando un banco che danza compatto nel mare, mentre la frittura richiama una memoria storica che si evolve senza cedere alla nostalgia. L’armonia tra la sapidità del pesce e la sobrietà della crema di patate riflette la dedizione dello studio verso un’architettura che sappia raccontare storie, valorizzando le radici mediterranee attraverso un linguaggio moderno e consapevole. L’evento, sostenuto da partner d’eccellenza nel settore del design come Ceramica Sant’Agostino e Dornbracht, ha ribadito come la creatività non conosca confini disciplinari, celebrando un’idea di progetto capace di nutrire, contemporaneamente, l’occhio, l’intelletto e il palato.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura debutta a Open Studi Aperti, l’iniziativa del CNAPPC per celebrare la cultura architettonica. Venerdì 13, la sede di Piazza Municipio ospiterà un incontro sul ruolo sociale del progetto.
Venerdì 13, lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa per la prima volta a Open Studi Aperti, la manifestazione nazionale promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. L’iniziativa trasforma gli studi professionali in spazi pubblici di confronto, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini al mondo dell’architettura e sottolinearne l’indispensabile funzione sociale e culturale. Dalle ore 12:00 alle 15:00, i nuovi spazi di Piazza Municipio a Napoli diventeranno il palcoscenico di un racconto corale sul “fare bene”, inteso come missione etica e professionale.
Per od’a – Officina d’Architettura, questa apertura rappresenta un’occasione preziosa per condividere un’idea di architettura radicata nel Mezzogiorno, ma capace di parlare un linguaggio universale. Essere architetti al Sud oggi significa agire con responsabilità, coraggio e generosità, trasformando ogni sfida progettuale in un’opportunità di crescita per la comunità e il territorio. Durante l’incontro, i partecipanti potranno scoprire da vicino il “viaggio” creativo dello studio, esplorando come il progetto possa diventare un potente strumento di dialogo e una visione condivisa per il futuro delle nostre città. L’evento invita a riflettere sulla bellezza e sulla qualità dello spazio vissuto, confermando l’impegno dello studio nel promuovere un’architettura che non sia solo costruzione, ma una forma alta di responsabilità civile e innovazione.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla Archichef Night di Napoli. Presso Palazzo Caracciolo, presenterà “Tramonto Mediterraneo”, un piatto manifesto che fonde sapori tradizionali e filosofia progettuale contemporanea.
Martedì 10 giugno, la splendida cornice di Palazzo Caracciolo a Napoli ospiterà l’edizione partenopea di Archichef Night, l’innovativo format ideato dall’agenzia TOWANT che trasforma celebri progettisti in chef per una notte. L’evento rappresenta un esperimento sensoriale unico in cui l’architettura abbandona i materiali da costruzione per esprimersi attraverso il linguaggio dei sapori. Cinque tra i più influenti studi della città si sfideranno ai fornelli per raccontare la propria identità creativa attraverso una portata specifica, sottoponendo il risultato al giudizio del pubblico presente in sala.
L’architetto Giovanni Aurino rappresenterà lo studio od’a – Officina d’Architettura proponendo una creazione dal titolo fortemente evocativo: “Tramonto Mediterraneo”. Questo piatto non è una semplice proposta gastronomica, ma un vero e proprio manifesto della visione professionale dello studio. Utilizzando ingredienti essenziali della tradizione come alici, patate e pomodorini, Aurino mette in scena una metafora dell’abitare e del progettare collettivo. Le alici, fritte secondo il costume napoletano, simboleggiano la forza della comunità che si muove all’unisono nel mare, mentre la base di crema di patate e pomodorini radica la composizione nella cultura contadina e mediterranea. Per od’a – Officina d’Architettura, l’equilibrio tra la sostanza della materia e il racconto della memoria è fondamentale: ogni intervento, sia esso un edificio o una pietanza, deve essere intriso di una storia capace di evolvere nel tempo nel pieno rispetto delle proprie radici.
Vai all'evento >