Il 7 settembre il nuovo asilo nido comunale di Sant’Agnello ha aperto le sue porte ai primi venticinque piccoli ospiti, tra lattanti e divezzi. L’inaugurazione ufficiale si è svolta giovedì 10 settembre 2026 alla presenza del Sindaco Antonino Coppola, dell’Assessore alle Politiche Sociali Maria Russo, della giunta comunale, dei rappresentanti della cooperativa Boetheia — a cui è affidata la gestione del servizio — e delle famiglie del territorio.

L’intervento è stato realizzato nell’ambito dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicati al potenziamento dei servizi educativi per la prima infanzia. Il progetto, che ha previsto la riconversione di una ex scuola dell’infanzia, è stato curato dallo studio od’a – officina d’architettura insieme all’ingegnere Arnaldo Surolli.

La struttura propone un’organizzazione degli spazi interni dinamica e modulabile. L’uso di pareti scorrevoli permette di configurare le stanze in base alle attività, alternando aree d’angolo più riservate ad ampi ambienti condivisi. L’ingresso principale ospita un atrio baricentrico funzionale all’accoglienza e al deposito dei passeggini, mentre le sezioni didattiche includono pedane in legno modellate per incentivare l’autonomia nei movimenti dei bambini. Il collegamento con il giardino esterno è garantito da una nuova pensilina in metacrilato e da una pavimentazione a gradonate, progettate per consentire lo svolgimento delle attività all’aperto in piena sicurezza.

In occasione della Biennale dello Stretto 2026, incentrata sul tema “Mutazioni”, lo studio od’a – officina d’architettura sarà presente nel programma degli incontri previsto per sabato 19 settembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

A partire dalle ore 15:15, all’interno della sezione intitolata “Ridare i luoghi alle persone”, si terrà un momento di approfondimento e confronto a cui prenderanno parte gli architetti Giovanni Aurino e Bruno Discepolo, insieme a Orazio Nicodemo dello studio od’a + G124.

Oltre al dibattito, i tre soci dello studio — Giovanni Aurino, Alessandra Fasanaro e Bruno Discepolo — hanno fornito un contributo all’esposizione della Biennale con il progetto “CAMPANIA PLURALE, permanenze e mutazioni lungo la linea di costa”. Il lavoro indaga la natura e l’evoluzione dei circa 500 chilometri di litorale campano, uno spazio storicamente caratterizzato da scambi culturali e stratificazioni insediative. Attraverso una selezione di interventi, la mostra intende ricostruire il dialogo tra la dimensione marittima e quella terrestre, offrendo spunti di riflessione sulle dinamiche di trasformazione dei territori e sulle esigenze delle comunità locali.

L’allestimento espositivo si avvale della collaborazione di Carlo De Luca e Orlando Di Marino, mentre il progetto grafico e l’editing sono stati curati da Francesco Scuotto e Maria Chiara Piccolo dello studio od’a – officina d’architettura.

Nell’ambito della Salerno Design Week 2026, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – officina d’architettura sarà tra i protagonisti dell’incontro Aperidesign previsto per il 17 settembre alle ore 19:30 presso lo spazio Primus, in via Adolfo Cilento 15. Durante la serata verranno presentati due prodotti di design che esplorano il rapporto tra forma, materia e ritualità del cibo.

Il primo oggetto in esposizione è Play4Eat, un food tablet di 36 per 36 centimetri realizzato in pietra acrilica naturale e inciso dal designer Manuel Di Chiara. Il progetto reinterpreta i motivi del paesaggio mediterraneo e della tradizione ceramica locale all’interno di un sistema dinamico e componibile, dotato di moduli intercambiabili che consentono di organizzare porzioni edibili o accessori per la tavola.

A questo si affianca Movimento, realizzato insieme a Valentino Palmisano, Viviana Di Blasi, Antonella Rossi e Francesco Rossini; una piatto in porcellana dalla geometria ellittica che trae ispirazione dalle descrizioni delle Città Invisibili di Italo Calvino. Pensato per l’uso quotidiano in dialogo con la ristorazione, l’oggetto sviluppa un canale fluido sagomato che guida la gestualità nell’interazione con il cibo, raccordando diverse consistenze in un disegno essenziale.

L’appuntamento costituisce un momento di confronto sul design d’oggetto e sulla manifattura contemporanea.

Il prossimo mercoledì 16 settembre 2026, alle ore 18:00, la cornice di Villa Cerillo ospiterà l’inaugurazione del nuovo Urban Center del Comune di Bacoli. La struttura si occuperà della redazione dei Piani Urbanistici Attuativi (PUA), strumenti fondamentali per indirizzare le future trasformazioni del territorio. Per lo svolgimento di tali attività, l’ufficio si avvarrà della consulenza specialistica dello studio od’a – officina d’architettura, rappresentato all’evento dall’architetto Giovanni Aurino.

L’ambito di pianificazione interesserà settori strategici del comune, inclusi i bacini dei laghi Fusaro e Miseno, le aree costiere, i poli nautici e artigianali, oltre a specifici interventi di riqualificazione del centro cittadino e di densificazione urbana nelle zone di Cappella e Cuma.

All’incontro prenderanno parte i rappresentanti delle istituzioni e degli enti partner, tra cui il Sindaco Josi Gerardo Della Ragione, l’Assessore all’Urbanistica Olga Schiano Lo Moriello, la Soprintendente SABAP Paola Ricciardi, il Direttore della Scuola Superiore Meridionale Arturo De Vivo, il Presidente dell’Ente Parco dei Campi Flegrei Vincenzo Imperatore e il Vicedirettore del DIARC UNINA Alessandro Castagnaro. Gli interventi saranno conclusi dall’Assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo.

In occasione dell’evento verrà inoltre inaugurata la mostra del concorso di idee “Le tre età della città”, dedicata al centro storico di Bacoli.

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Prende il via la terza edizione della Biennale dello Stretto, la mostra internazionale promossa dalla Fondazione Le Città del Futuro e diretta da Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji. Dal 18 al 22 settembre si svolgerà la sessione inaugurale di un percorso espositivo e culturale destinato a proseguire fino al 13 dicembre 2026, snodandosi tra varie sedi del territorio compreso tra Reggio Calabria, Campo Calabro, Villa San Giovanni, Scilla, Messina e Badolato.

L’appuntamento di quest’anno è incentrato sul tema “Mutazioni” e propone un ricco calendario di incontri, presentazioni di libri, conferenze e dibattiti legati all’architettura, al paesaggio, alla rigenerazione urbana e al design. Il programma riunisce professionisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sulle trasformazioni del territorio e sui nuovi modelli abitativi e sociali.

Tra i momenti previsti nell’intenso programma dei primi cinque giorni, la giornata di sabato 19 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria vedrà anche la partecipazione dello studio od’a – officina d’architettura. Con gli architetti Bruno Discepolo e Giovanni Aurino, lo studio prenderà parte alla tavola rotonda intitolata “Ridare i luoghi alle persone”, un confronto focalizzato sulle dinamiche di riappropriazione e valorizzazione degli spazi urbani e collettivi.

Nel quadro delle attività in programma, lo studio od’a – officina d’architettura fornirà il proprio contributo proponendo una selezione di interventi e ricerche sul litorale campano. Il contributo ripercorre l’evoluzione e le trasformazioni urbane che hanno interessato il territorio negli ultimi vent’anni, analizzando gli studi e i masterplan PIV sviluppati dal Litorale Domitio Flegreo fino al Cilento Sud, attraverso un percorso che coinvolge i 60 comuni costieri delle province di Caserta, Napoli e Salerno.

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Ha aperto le porte ai primi piccoli ospiti il 7 settembre il nuovo asilo nido comunale di Sant’Agnello, pronto a ospitare venticinque bambini tra lattanti e divezzi. L’inaugurazione ufficiale è fissata per giovedì 10 settembre 2026 alle ore 16:00, con un breve momento di condivisione rivolto alla comunità locale, a cui prenderanno parte il Sindaco Antonino Coppola, l’Assessore alle Politiche Sociali Maria Russo, l’Amministrazione Comunale, le famiglie e i rappresentanti della cooperativa Boetheia, incaricata della gestione del servizio.

L’opera è stata realizzata nell’ambito dei fondi PNRR destinati al potenziamento dei servizi di educazione e cura per la prima infanzia. L’intervento ha riguardato la riconversione di una ex scuola dell’infanzia, basandosi sul progetto curato dallo studio od’a – officina d’architettura insieme all’ingegnere Arnaldo Surolli.

La proposta architettonica si sviluppa su ambienti integrati e flessibili, caratterizzati da pareti scorrevoli che consentono di modulare gli spazi didattici in base alle diverse esigenze, creando sia aree riservate che ampi spazi condivisi. L’organizzazione interna comprende un atrio baricentrico pensato per l’accoglienza e per il deposito dei passeggini, insieme ad aree gioco con pedane sagomate in legno che favoriscono l’autonomia dei bambini. Un nuovo sistema d’ingresso con pensilina leggera in metacrilato e una pavimentazione esterna con gradonate collegano con continuità le aule con il giardino, garantendo la fruizione in sicurezza degli spazi all’aperto.

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Il 1° luglio 2026, l’Aula Magna di Palazzo Gravina a Napoli ospiterà un seminario sulla mobilità regionale, organizzato nell’ambito della mostra “Archicam”, con la partecipazione di accademici, istituzioni ed esperti del settore.

Nell’ambito della mostra “Archicam – Architettura in Campania 1945 – 2025”, mercoledì 1° luglio 2026 si terrà l’incontro intitolato “La mobilità in Campania, Fattore di coesione e sviluppo”. L’appuntamento è fissato presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, situato a Palazzo Gravina, in via Monteoliveto 3 a Napoli.

L’evento, curato da Pasquale Belfiore, Alessandro Castagnaro e Marella Santangelo, si propone come un momento di riflessione tecnica sul ruolo che le infrastrutture di trasporto rivestono per la crescita e l’integrazione del territorio regionale. Al dibattito prenderà parte anche l’architetto Bruno Discepolo dello studio od’a – Officina d’Architettura.

Il programma dei lavori prevede i contributi di Ennio Cascetta, docente presso il Massachusetts Institute of Technology, e di Mario Calabrese, professore ordinario di costruzioni idrauliche marittime e idrologia presso l’Ateneo federiciano. Al loro fianco interverrà Umberto De Gregorio, presidente di EAV, per offrire una panoramica sullo stato dei trasporti locali. Le conclusioni saranno affidate a Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania e assessore ai Trasporti, Mobilità e Mare, che traccerà le prospettive istituzionali per lo sviluppo delle reti di collegamento regionali.

Lunedì 22 giugno 2026, l’ACEN di Napoli ospiterà la presentazione del Master in rigenerazione edilizia coordinato dal Prof. Roberto Castelluccio, un momento di confronto tra università, istituzioni e professionisti del settore.

L’evento di presentazione si svolgerà dalle ore 17.00 alle 18.30 nella cornice di Palazzo Ruffo della Scaletta, alla Riviera di Chiaia. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti dall’intervento del coordinatore, il Professor Roberto Castelluccio, che illustrerà gli obiettivi didattici e formativi del Master.

Successivamente, una tavola rotonda approfondirà le sfide tecniche, progettuali e culturali connesse alla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, evidenziando il ruolo della formazione specialistica nel rispondere alle attuali esigenze del territorio. L’iniziativa intende proporsi come un’opportunità di confronto finalizzata a consolidare il dialogo e la rete di relazioni tra il mondo accademico, le istituzioni locali e il comparto professionale e imprenditoriale.

Con l’occasione, gli organizzatori invitano la comunità professionale a partecipare all’incontro e a favorire la diffusione dei contenuti e della brochure informativa del Master attraverso i propri canali, ringraziando per la collaborazione e il supporto manifestati a favore di questo percorso formativo.

Lo studio od’a è partner aziendale del master, e vi invita a prendere parte all’evento.

Il 10 giugno, Palazzo Migliaresi a Pozzuoli ospiterà la presentazione degli Atti del Convegno “Pozzuoli 2050” a cura di Agostino di Lorenzo, incentrato sul nuovo Piano Urbanistico Comunale.

La presentazione del volume si inserisce nell’ambito della sessione pomeridiana del convegno, prevista per le ore 17.00 nella cornice del Rione Terra. La pubblicazione raccoglie riflessioni e proposte tecniche orientate a definire le linee di sviluppo della città, integrando le esigenze di tutela ambientale e sicurezza con la pianificazione del territorio.

Tra i contributi scientifici presenti nel testo figura l’analisi dedicata alla rigenerazione urbana a firma dell’architetto Giovanni Aurino, dello studio od’a – Officina d’Architettura. L’intervento propone un metodo di lavoro basato sul trasferimento di buone pratiche attraverso l’esame di diversi casi studio nazionali, considerati modelli metodologici applicabili alle specificità del contesto puteolano. In merito alla valorizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio storico, lo studio richiama l’esperienza dei progetti di piazza Bartolo Longo e del restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei, suggerendo un approccio integrato per aree centrali quali Piazza della Repubblica, l’Anfiteatro Flavio e lo stesso Rione Terra. Sul fronte della riqualificazione ambientale e delle linee d’acqua, gli interventi sul waterfront di Marina di Stabia e sull’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene vengono indicati come riferimenti utili per il recupero delle ex aree industriali Sofer e per la gestione del costone della Starza. Infine, l’esperienza della Italian Green Factory a Napoli viene delineata come esempio di riconversione produttiva sostenibile.

L’evento sarà trasmesso in diretta a partire dalle 17:00 sui canali social del Comune di Pozzuoli e sul profilo IG Pozzuoli 2050.
Il volume è scaricabile gratuitamente.

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Il 17 giugno Palazzo Gravina ospiterà il seminario sul nuovo Piano Strutturale urbanistico in attuazione del regolamento 3/2025. All’incontro parteciperà anche l’architetto Bruno Discepolo di od’a – Officina d’Architettura.

Il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, l’INU Campania e l’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia promuovono il ciclo di incontri tecnici “Campania: paesaggio e territorio”. Il primo appuntamento si terrà il 17 giugno alle ore 14:30 a Napoli, presso l’Aula De Fusco di Palazzo Gravina.

Al centro del dibattito vi sarà il nuovo Piano Strutturale urbanistico e la sua applicazione pratica a seguito dell’entrata in vigore del regolamento regionale 3/2025, uno strumento che ridefinisce le procedure di pianificazione e le strategie di governo del territorio. Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti degli enti promotori, i lavori approfondiranno il passaggio dalla norma alla fase operativa, analizzando l’impatto concreto della disciplina post-regolamento. Successivamente, il pomeriggio offrirà un confronto di ampio respiro per inserire la situazione campana nel panorama pianificatorio nazionale, raffrontandola con i modelli di altre regioni. A questa sessione prenderà parte anche l’architetto Bruno Discepolo dello studio od’a – Officina d’Architettura.

Prima delle riflessioni conclusive, l’incontro lascerà spazio ai contributi tecnici dei partecipanti, con l’obiettivo di fare emergere le principali criticità riscontrate dagli operatori del settore e delineare possibili soluzioni operative. L’evento rappresenta un momento di aggiornamento per il quale è stata attivata la procedura per il riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) da parte dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia.

L’ottavo incontro del ciclo Sincronie a Napoli ha esplorato la transizione verso un modello turistico esteso oltre il centro storico, analizzando la valorizzazione di aree settentrionali e orientali della città.

Si è tenuto l’ottavo appuntamento del ciclo Sincronie,  curato dall’architetto Giovanni Aurino e organizzato dalla FOAN in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della città di Napoli,  la Fondazione Pietà dei Turchini e De Ponte Innovazione. L’incontro, intitolato “Napoli, verso una nuova idea di turismo”, ha proposto una riflessione concreta sulla necessità di ridefinire i flussi e l’accoglienza in città, evidenziando la tendenza a estendere l’interesse culturale e ricettivo oltre i tradizionali confini del centro storico compresi tra il lungomare Caracciolo e piazza Garibaldi.

Durante la discussione sono stati esaminati progetti strategici per il territorio, come gli interventi previsti per l’Albergo dei Poveri, il complesso della Santissima e la riqualificazione del Cimitero delle Fontanelle. Proprio su quest’ultimo sito si è concentrato il contributo di Nicola Flora e Daniela Buonanno, docenti del DIARC e tutor del gruppo G124 Napoli, che hanno illustrato le prospettive di recupero per l’area della Sanità.

Il tema del decentramento e dell’impatto urbanistico è stato approfondito in una prima tavola rotonda a cui hanno preso parte Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città, e Marco di Lello, avvocato e già assessore regionale al governo del territorio e al turismo. Al dibattito ha contribuito anche Andrea Guglielmi, della Direzione Sviluppo e Manutenzione Infrastrutture di Gesac, analizzando il ruolo dei collegamenti aeroportuali nell’evoluzione della mobilità locale.

La seconda parte dell’incontro ha invece offerto una prospettiva legata alla gestione culturale e imprenditoriale della città. Massimo Napolitano, amministratore dell’Hotel Piazza Bellini, ha condiviso il punto di vista del settore ricettivo, mentre Rosita Marchese, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e l’artista Danilo Ambrosino si sono confrontati sulla capacità della produzione artistica e delle istituzioni formative di attivare nuove centralità urbane.

I lavori si sono conclusi con un momento musicale curato dal soprano Chiara Imperato e dal pianista Leandro Nicolella, che hanno proposto un breve repertorio per voce e pianoforte coerente con lo spirito di sinergia culturale promosso dall’iniziativa.

A Napoli si è discusso dei nuovi CAM 2025 e della direttiva europea EPBD4 per l’involucro edilizio. Durante l’incontro sono stati illustrati i vantaggi del calcestruzzo aerato autoclavato attraverso casi di studio locali.

 Presso la sede dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia si è svolto l’incontro tecnico incentrato sui nuovi CAM 2025, i principi DNSH e l’applicazione dei protocolli LCA ed EPD nel comparto dell’involucro edilizio. Al centro del dibattito vi sono state le sfide della decarbonizzazione e i criteri di sostenibilità imposti dalle recenti normative europee, con un focus sul calcestruzzo aerato autoclavato nell’ambito dei progetti finanziati dal PNRR.

L’architetto Marilena De Falco di Xella Italia ha analizzato l’impatto dei requisiti comunitari derivanti dalla direttiva EPBD4, soffermandosi sulle metodologie di analisi prestazionale e sulle novità introdotte dai Criteri Ambientali Minimi per i prossimi anni. L’intervento ha evidenziato l’importanza di una progettazione consapevole e allineata agli standard attuali.

Successivamente, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, hanno condiviso la propria esperienza professionale mostrando l’applicazione pratica di queste soluzioni sul territorio. Attraverso la presentazione della Palazzina Uffici / Headquarter del nuovo impianto produttivo Italian Green Factory a Napoli, i progettisti hanno illustrato come l’impiego del sistema costruttivo completo Xella risponda efficacemente ai parametri tecnici e ambientali richiesti dal quadro normativo contemporaneo.

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Alla Chiesa di San Rocco a Chiaia, giovedì 28 maggio dalle ore 17.00, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – officina d’architettura sarà il curatore dell’ottavo incontro di “Sincronie”, la rassegna promossa dalla Fondazione Ordine Architetti Napoli (FOAN) in partnership con la Fondazione Turchini.

L’ottavo incontro, intitolato “NAPOLI verso una nuova idea di TURISMO”, vedrà il confronto tra professionisti, istituzioni e protagonisti del territorio. Al centro del tavolo strategico ci sarà la governance di un turismo sostenibile, focalizzata sulla decompressione del centro storico, la valorizzazione delle periferie e il ruolo delle infrastrutture per qualificare i flussi.

Il dibattito partirà da un’analisi lucida delle dinamiche turistiche attuali, spesso subite più che pianificate, per individuare strategie concrete di riequilibrio. Centrale sarà il tema della “decompressione” del centro storico, oggi sotto forte stress, attraverso la valorizzazione delle periferie e dell’area metropolitana, ricche di beni culturali, paesaggi e architetture ancora poco esplorate. La sfida non è solo redistribuire i flussi, ma orientarne l’ingresso su scala vasta. In questa prospettiva, le infrastrutture come l’aeroporto e la rete ferroviaria ad alta velocità diventano leve strategiche attraverso cui guidare la domanda, incidendo non solo sui volumi ma sulla qualità dei visitatori, favorendo permanenze più lunghe e una maggiore capacità di spesa.

In questo scenario, l’architettura assume un ruolo determinante, non solo come disciplina progettuale, ma come dispositivo culturale capace di leggere il territorio, interpretare le fragilità e costruire nuove narrazioni. La riscoperta di “eccellenze nascoste”, dai complessi monumentali minori ai paesaggi urbani marginali, diventa così una leva fondamentale per redistribuire i flussi turistici e attivare economie locali. La rassegna Sincronie rafforza questa visione attraverso un approccio interdisciplinare, dove il confronto tra linguaggi diversi contribuisce a generare nuove prospettive. L’incontro su Napoli e il turismo si inserisce in questo percorso come momento chiave di riflessione e proposta, con l’obiettivo di delineare il caso Napoli come un modello replicabile e innovativo.

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Il 28 maggio l’Ordine degli Architetti di Napoli ospita un incontro formativo sull’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, analizzando i nuovi requisiti europei e i CAM 2025 attraverso casi di studio reali.

L’Ordine degli Architetti P.P.C. di Napoli e Provincia organizza, giovedì 28 maggio dalle 15:00 alle 17:00 presso la propria sede in via Benedetto Brin 55/A13, un seminario incentrato sulle recenti normative in materia di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica nel settore delle costruzioni dal titolo “NUOVI CAM 2025, LCA ED EPD PER L’INVOLUCRO EDILIZIO: PNRR, PRINCIPI DNSH E SOSTENIBILITÀ DEL CALCESTRUZZO AERATO AUTOCLAVATO”. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Presidente dell’Ordine, il Professor Architetto Lorenzo Capobianco.

Successivamente, l’Architetto Marilena De Falco di Xella Italia approfondirà l’impatto dei requisiti europei introdotti dalla direttiva EPBD4, ponendo un accento specifico sui nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM 2025) e sulle metodologie di analisi prestazionale. Durante l’intervento verranno esaminati gli strumenti operativi a disposizione dei progettisti e dei direttori dei lavori, tra cui l’analisi del ciclo di vita (LCA) e le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), con un focus strutturato sulle verifiche del principio DNSH legate agli obiettivi del PNRR.

A seguire, gli architetti Giovanni Aurino e Marianna Auriemma, dello studio od’a – Officina d’Architettura, illustreranno alcune applicazioni pratiche attraverso la presentazione di progetti realizzati sul territorio avvalendosi del sistema costruttivo completo Xella. L’incontro si concluderà con un dibattito tra i partecipanti e le considerazioni finali. La partecipazione all’evento, previa iscrizione sul portale ufficiale del CNAPPC, prevede il riconoscimento di due crediti formativi professionali per gli architetti.

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Gli studenti del corso di Recupero Edilizio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno visitato la sede Formedil di Napoli per un workshop sul campo. Guidati da docenti e professionisti, hanno analizzato le architetture moderne firmate da Cosenza e Marsiglia.

L’attività didattica del corso di Recupero Edilizio, coordinato dalle professoresse Vitiello e Marmo, ha vissuto un momento di approfondimento pratico attraverso un sopralluogo presso la sede napoletana di Formedil. L’iniziativa, che ha beneficiato del supporto dei professori Roberto Castelluccio e Luigi Stendardo, segna l’avvio operativo del workshop integrato nel percorso di studi.

Ad accompagnare gli studenti in questa analisi sul campo è stato l’architetto Giovanni Aurino, socio dello studio od’a – Officina d’Architettura, il quale ha guidato il gruppo nella lettura tecnica e storica dei manufatti. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle opere progettate da Luigi Cosenza e Arrigo Marsiglia, figure centrali per comprendere l’evoluzione dell’architettura moderna nel contesto napoletano.

L’incontro ha permesso di osservare da vicino le soluzioni costruttive e spaziali adottate dai due progettisti, offrendo ai futuri architetti l’opportunità di confrontarsi direttamente con le preesistenze. L’approccio metodologico proposto sottolinea l’importanza dell’osservazione diretta come strumento fondamentale per il progetto di recupero, trasformando il tessuto urbano in un laboratorio a cielo aperto dove le teorie studiate in aula trovano un riscontro concreto nella materia e nella storia degli edifici.

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L’architetto Giovanni Aurino partecipa alla rassegna Sincronie presso la Chiesa di San Rocco a Napoli. L’incontro esplora il legame tra trasformazione urbana e turismo sostenibile, accompagnato da contributi artistici e performance musicali dal vivo.

Il 28 maggio, la Fondazione Turchini, all’interno della cornice della Chiesa di San Rocco in Riviera di Chiaia, ospita un nuovo appuntamento della rassegna Sincronie, un ciclo di incontri che propone un dialogo interdisciplinare tra diverse forme espressive. Protagonista dell’ottava serata sarà l’architetto Giovanni Aurino.

L’intervento, previsto dalle ore 17.30 alle ore 20.30, si focalizzerà sul tema “Napoli verso una nuova idea di turismo”. La riflessione proposta mira ad analizzare come il capoluogo campano stia ridefinendo il proprio rapporto con l’accoglienza, cercando un equilibrio tra le necessarie trasformazioni urbane e la costruzione di modelli di sviluppo che siano realmente consapevoli e rispettosi del tessuto cittadino.

In linea con il format della rassegna, che integra visione progettuale e linguaggi creativi, il dibattito sarà arricchito dalla presenza dell’artista Danilo Ambrosino. L’atmosfera dell’incontro sarà ulteriormente definita dagli interventi musicali curati da Chiara Imparato e Leandro Nicolella, offrendo un’occasione di confronto pacato sulle prospettive future della città e sulla qualità dello spazio pubblico destinato ai visitatori e ai residenti.

Il 29 aprile 2026, negli spazi di Palazzo Gravina a Napoli, si inaugura ARCHICAM – Architettura in Campania 1945–2025, una mostra che propone una lettura dell’architettura regionale dal secondo dopoguerra a oggi . L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coinvolgendo istituzioni, studiosi e professionisti.

L’evento inaugurale rappresenta un momento di confronto sul ruolo dell’architettura nelle trasformazioni del territorio campano, mettendo in relazione ricerca, progetto e contesto urbano. La mostra ricostruisce un percorso fatto di opere, autori e processi che hanno contribuito a definire il paesaggio contemporaneo.

All’interno di questo quadro si inserisce anche la partecipazione di od’a – Officina d’Architettura, presente con tre progetti che riflettono ambiti diversi della pratica progettuale: il tema del restauro del moderno con la Palazzina Cosenza, il progetto di rigenerazione urbana delle opere a terra del porto di Marina di Stabia e l’intervento infrastrutturale della Stazione di Baia. Tre lavori che evidenziano un approccio attento al contesto e alla continuità tra memoria e trasformazione.

ARCHICAM si propone così come un’occasione di lettura condivisa e aggiornata dell’architettura in Campania, offrendo spunti utili per interpretare il presente e orientare le prospettive future.

In occasione della Milano Design Week, Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura parteciperà all’evento WoodVibe presso Casa Tabu il 22 Aprile, un incontro esclusivo volto a esplorare la visione progettuale dei principali architetti italiani sull’uso del legno.

Il 22 aprile, nell’affascinante cornice della Milano Design Week, Casa Tabu ospiterà WoodVibe, un evento curato da Towant che promette di tracciare le nuove rotte dell’architettura sostenibile. Tra gli oltre sessanta professionisti selezionati da tutta Italia, Giovanni Aurino porterà l’esperienza di od’a – Officina d’Architettura in un dibattito incentrato sulla materia lignea come risorsa strategica per il futuro del costruire. L’iniziativa nasce con l’intento preciso di raccogliere la visione progettuale degli architetti coinvolti, analizzando come il legno venga oggi integrato nei processi creativi e tecnologici per rispondere alle sfide della modernità.

Attraverso una serie di mini – interviste mirate, l’evento indagherà l’approccio dei progettisti verso questo materiale antico eppure incredibilmente performante, capace di coniugare benessere abitativo, estetica raffinata e responsabilità ambientale. Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, questa partecipazione rappresenta un’occasione preziosa per condividere la propria filosofia lavorativa, in cui la scelta dei materiali è sempre guidata da una profonda sensibilità per la luce e per il contesto. I contributi video registrati durante la serata verranno successivamente pubblicati sui canali ufficiali, offrendo una panoramica autorevole sulle tendenze che stanno ridefinendo la qualità del design d’autore. WoodVibe si conferma così un momento di confronto intellettuale imprescindibile del Fuorisalone, mettendo in luce la centralità del legno nella visione progettuale contemporanea.

 

photo credits
ph Andrea Ardolino
titolo progetto SCUOLA ELEMENTARE MADONNA DEL BAGNO, Gioia Sannitica, CE
progetto di od’a – Officina d’Architettura srl + Vitruvius Engineering sas + Ing. Arnaldo Surolli

Venerdì 13 marzo, a Palazzo Ruffo della Scaletta, viene presentato il volume curato da Bruno Discepolo. Un’analisi critica sulle azioni di governo del territorio, paesaggio e architettura in Campania tra il 2018 e il 2025.

Presso la sede dell’Associazione Costruttori Edili di Napoli, si terrà un importante momento di confronto dedicato alla presentazione del volume “La Campania, una regione plurale”. L’opera, curata da Bruno Discepolo, documenta in modo sistematico l’intensa attività svolta dall’Assessorato al Governo del Territorio della Regione Campania nell’ultimo settennio. Il testo si articola in quattro sezioni fondamentali dedicate all’urbanistica, al paesaggio, all’architettura e alle politiche abitative, offrendo una sintesi critica dei traguardi raggiunti e delineando le basi per una futura Agenda Territoriale regionale. L’incontro, coordinato da Emanuele Imperiali, vedrà la partecipazione di figure di rilievo come Marella Santangelo, direttrice del DiARC, e l’assessore Laura Lieto, stimolando un dialogo multidisciplinare tra istituzioni e mondo accademico.

Per lo studio od’a – Officina d’Architettura, da sempre attento alle dinamiche di trasformazione urbana e alla qualità del progetto, eventi di questo tipo rappresentano tappe cruciali per comprendere l’evoluzione della governance campana. Il volume non è solo un resoconto informativo, ma una ricerca sul campo che interroga il ruolo del progetto architettonico nella costruzione di una regione più coesa e resiliente. Il dibattito, arricchito dai contributi dei presidenti di ACEN, Ordine degli Architetti e ANCE Campania, punta a trasformare la documentazione amministrativa in una visione strategica condivisa. La partecipazione dei professionisti sarà inoltre valorizzata dal riconoscimento di crediti formativi, sottolineando l’importanza della formazione continua in un settore chiave per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno.

Lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa al progetto “100 Studi in Italia”, reinterpretando la placca domotica come oggetto di design. Il 24 febbraio 2026, l’Ordine degli Architetti di Napoli ospiterà la presentazione dei prototipi.

Lo studio od’a – Officina d’Architettura è tra i protagonisti dell’iniziativa nazionale “100 Studi in Italia”, promossa da MyDomotics® per ridefinire il canone estetico dei componenti tecnologici domestici. Il progetto ha coinvolto un network di eccellenze del design italiano con l’obiettivo di trasformare la placca domotica da mero dispositivo tecnico a elemento d’arredo iconico. La proposta firmata da od’a – Officina d’Architettura riflette appieno la filosofia dello studio attraverso un linguaggio minimalista ed elegante: una superficie nera ispirata alla purezza del vetro, animata da intagli retroilluminati che generano una luce soffusa e discreta, capace di integrarsi con armonia in contesti abitativi contemporanei.

Il culmine di questo percorso creativo sarà celebrato il 24 febbraio 2026 a Napoli, presso la sede dell’Ordine degli Architetti, con una cerimonia dedicata alla consegna dei prototipi personalizzati. L’evento rappresenterà un momento cruciale di confronto professionale, durante il quale verranno introdotte soluzioni digitali avanzate come l’App MyDomotics® Layout Assistant, pensata per supportare i progettisti nella pianificazione degli ecosistemi smart. Attraverso il dialogo tra innovazione formale e automazione, lo studio contribuisce a una nuova visione dell’abitare dove la domotica non è solo funzionale, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica dello spazio. La giornata si concluderà con sessioni di networking, sottolineando il ruolo centrale dell’architetto nel guidare l’evoluzione tecnologica verso una qualità progettuale sempre più attenta al dettaglio e all’atmosfera degli ambienti.

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L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, ha partecipato al convegno di TuttoHotel presso la Mostra d’Oltremare, discutendo il futuro del turismo nel Mezzogiorno tra identità mediterranea, rigenerazione costiera e responsabilità progettuale.

Lo scorso martedì 13 gennaio, la Sala Convegni della Mostra d’Oltremare ha ospitato il dibattito “Il ruolo dell’architettura tra sostenibilità e ospitalità”, un evento cruciale per analizzare le trasformazioni del settore turistico nel Sud Italia. L’intervento di Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, ha posto l’accento sulla necessità di considerare Napoli e il Mediterraneo non come semplici destinazioni geografiche, ma come matrici culturali profonde fatte di memoria e appartenenza. Secondo l’architetto, la progettazione contemporanea deve rifuggire da interventi estranei al contesto, preferendo un approccio guidato da responsabilità e generosità che rafforzi il legame tra luoghi e comunità.

In questa ottica, l’architettura diventa il principale dispositivo per governare i flussi turistici, trasformandoli in una risorsa strutturale piuttosto che in una criticità urbana. Aurino ha illustrato questa visione attraverso i progetti strategici che od’a – Officina d’Architettura sta sviluppando lungo la linea di costa, intesi come infrastrutture moderne capaci di coniugare innovazione tecnologica e rispetto del paesaggio. Questi interventi dimostrano come l’accoglienza responsabile possa tradursi in spazi che non sono meramente funzionali, ma veri e propri strumenti culturali. Il futuro del turismo in Campania e in tutto il Mezzogiorno risiede dunque nella capacità di interpretare i bisogni attuali attraverso linguaggi coerenti con l’identità dei territori, dove il dialogo progettuale funge da ponte tra la salvaguardia del patrimonio storico e la costruzione di nuove, equilibrate relazioni tra uomo e ambiente.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla Mostra d’Oltremare per discutere il futuro del turismo sostenibile nel Sud Italia. Un confronto tra professionisti su rigenerazione, identità e innovazione nel settore ricettivo.

Martedì 13 gennaio, presso la Sala Convegni del Padiglione 5 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, si terrà l’incontro “Il ruolo dell’architettura tra sostenibilità e ospitalità”. L’evento, organizzato da TuttoHotel e curato da Architettura Open House, vedrà la partecipazione dell’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, insieme ad altri autorevoli esponenti del panorama progettuale contemporaneo come Salvatore Cozzolino e Beniamino Di Fusco. Introdotto dal consigliere Aniello Tirelli, il dibattito si focalizzerà sulle nuove traiettorie del turismo in Campania e nel Mezzogiorno, analizzando come l’architettura possa farsi promotrice di modelli di accoglienza sempre più integrati e rispettosi dell’ambiente.

Per od’a – Officina d’Architettura, l’appuntamento rappresenta un’occasione strategica per ribadire l’importanza della qualità spaziale e della rigenerazione del patrimonio esistente come leve per uno sviluppo economico e sociale consapevole. Gli studi coinvolti, uniti da una visione che coniuga estetica e funzionalità, esploreranno le sfide dell’ospitalità moderna, dove l’identità del territorio e l’innovazione tecnologica diventano i pilastri per un’offerta turistica competitiva a livello internazionale. Iniziative come questa, sostenute dalla rete di Architettura Open House, sono fondamentali per sensibilizzare il settore verso una progettualità che non sia solo edilizia, ma una vera e propria risorsa culturale capace di trasformare il volto delle nostre città e dei nostri paesaggi costieri, valorizzando il Sud Italia come eccellenza globale nel design dell’accoglienza.

Mercoledì 3 dicembre, od’a – Officina d’Architettura svela il progetto di rigenerazione dell’antico complesso di Gesù delle Monache. L’evento Open House celebra la trasformazione di un sito storico nella nuova sede dell’Accademia di Belle Arti.

Mercoledì 3 dicembre, dalle ore 10:00 alle 12:00, lo studio od’a – Officina d’Architettura aprirà eccezionalmente le porte dell’antico complesso di Gesù delle Monache a Napoli. L’iniziativa, inserita nel prestigioso programma di Architettura Open House e giunta all’ottava edizione con il sostegno della Regione Campania, offre un’opportunità unica per esplorare spazi monumentali finora sottratti alla fruizione pubblica. Questo luogo straordinario, intriso di memoria e stratificazioni artistiche, è attualmente al centro di un ambizioso intervento di rigenerazione architettonica destinato a ospitare la nuova sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (ABANA).

Il progetto curato da od’a – Officina d’Architettura mira a trasformare il complesso in un polo culturale d’avanguardia, capace di coniugare il rigore del restauro conservativo con le necessità funzionali di una moderna istituzione didattica. Durante l’evento, organizzato in stretta sinergia con l’Accademia, professionisti, studenti e cittadini potranno approfondire la visione urbanistica che sottende il recupero del sito, inteso come motore di rinascita per l’intero centro antico. L’incontro non si limiterà alla descrizione tecnica delle opere, ma diventerà un momento di riflessione collettiva sul ruolo dell’architettura come strumento di ricucitura sociale e identitaria. Restituire Gesù delle Monache alla comunità significa infatti riattivare un legame profondo tra la materia storica e il fermento creativo contemporaneo, confermando l’impegno dello studio nel promuovere una bellezza che sia, al tempo stesso, memoria viva e futuro condiviso per il territorio napoletano.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa il 1° dicembre alla Stazione Marittima di Salerno all’incontro “L’intelligenza della ceramica”. Un dibattito sul valore della materia come motore di rigenerazione urbana e culturale.

Domenica 1° dicembre, presso la suggestiva cornice della Stazione Marittima di Salerno, l’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – Officina d’Architettura interverrà all’evento “L’intelligenza della ceramica”. L’incontro, promosso dall’Atelier(s) Alfonso Femia con il supporto di Casalgrande Padana, si configura come un momento di riflessione profonda sulla materia intesa non solo come componente edilizia, ma come vera risorsa identitaria e culturale. Il dibattito si snoderà attraverso due direttrici principali, esplorando il diritto alla materia come fondamento del progetto e il valore del territorio come orizzonte per uno sviluppo futuro resiliente e consapevole.

Al centro della serata ci sarà la presentazione del volume omonimo edito da Marsilio Arte, curato da Alfonso Femia e segnalato da prestigiose testate di settore come Elle Decor. Il libro raccoglie una pluralità di sguardi sul ruolo della ceramica nell’architettura contemporanea, indagando la connessione tra innovazione tecnologica e sensibilità materica. Per od’a – Officina d’Architettura, il confronto rappresenta un’occasione preziosa per ribadire come la scelta dei materiali debba rispondere a una narrazione coerente del paesaggio urbano. Attraverso il dialogo tra professionisti, istituzioni e aziende, l’iniziativa patrocinata dall’Ordine degli Architetti di Salerno mira a ridefinire la ceramica come strumento di bellezza e sostenibilità, capace di trasformare il costruito in un racconto tangibile di qualità e innovazione al servizio della comunità e della storia dei luoghi.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla rassegna “Sincronie” della Fondazione FOAN. Il suo intervento esplorerà il tema di Napoli come attrattore turistico attraverso un dialogo tra architettura, musica e arte.

Il prossimo 28 maggio, la Chiesa di San Rocco alla Riviera di Chiaia ospiterà un nuovo appuntamento di “Sincronie”, la rassegna culturale promossa dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Napoli che mira a creare una sequenza armonica tra diverse discipline creative. L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, sarà protagonista di un incontro focalizzato su “Napoli attrattore turistico”, una riflessione profonda sulla capacità della città di trasformare il proprio immenso patrimonio in un volano di sviluppo contemporaneo. Per lo studio, questo tema rappresenta una sfida progettuale centrale: far sì che l’innovazione architettonica e la creatività territoriale diventino strumenti capaci di coniugare l’accoglienza dei flussi internazionali con la tutela dell’identità locale.

La serata seguirà il format consolidato della rassegna, che intreccia linguaggi differenti per offrire una prospettiva multipla sul progetto. Il programma si aprirà con un concerto di musica classica in collaborazione con la Fondazione Pietà dei Turchini, per proseguire con il convegno tecnico-narrativo e concludersi con la presentazione di un artista il cui lavoro visivo o performativo dialogherà con le tesi urbanistiche emerse. Partecipando a questo ciclo di dodici appuntamenti, od’a – Officina d’Architettura ribadisce l’importanza di un approccio trasversale alla progettazione, dove l’architettura non è mai un atto isolato ma un accordo armonico tra suoni, visioni e bisogni della comunità. L’evento sarà accessibile sia in presenza sia in diretta streaming, confermando la volontà di FOAN di rendere il dibattito sulla bellezza della città un’esperienza inclusiva e condivisa.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa al ciclo di seminari internazionali SPArTaCHus presso il DiARC. Un confronto multidisciplinare su sostenibilità e rigenerazione delle zone costiere e degli habitat città-porto.

Il 30 ottobre e il 6 novembre 2025, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli ospiterà la “SPArTaCHus Seminar Series 2025 on City-Port Habitats”, un prestigioso ciclo di incontri dedicato alle dinamiche di trasformazione dei territori costieri. L’iniziativa mira a esplorare il delicato equilibrio tra le infrastrutture portuali e il tessuto urbano, intesi come scenari cruciali per l’innovazione ambientale e sociale. Tra gli esperti chiamati a nutrire il dibattito figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che contribuirà alla discussione portando l’esperienza progettuale dello studio nel campo della rigenerazione urbana e del rapporto con la materia storica dei luoghi.

Il programma vanta la partecipazione di accademici di rilievo mondiale, come Carola Hein della Delft University of Technology, Francesc Muñoz della Universitat Autònoma de Barcelona e Francesco Musco della IUAV di Venezia. Gli incontri, coordinati da un comitato scientifico d’eccellenza, si articoleranno tra le aule di via Forno Vecchio e la suggestiva Aula Magna di Palazzo Gravina. Per od’a – Officina d’Architettura, la presenza a questo seminario rappresenta un’importante occasione di confronto sulle strategie di pianificazione resiliente e sulla necessità di ripensare il porto non solo come snodo logistico, ma come habitat vitale e integrato. Attraverso il dialogo tra accademia, istituzioni e professionisti, la serie SPArTaCHus ambisce a definire nuovi modelli di sviluppo per le città di mare, capaci di coniugare le istanze della transizione ecologica con la valorizzazione dell’identità paesaggistica del Mediterraneo.

Giovedì 6 novembre 2025 apre la Stazione di Baia, progetto di od’a – Officina d’Architettura che fonde mobilità e storia. L’infrastruttura celebra il patrimonio romano con allestimenti artistici e innovative riproduzioni in 3D.

L’inaugurazione della Stazione di Baia segna una svolta storica per la linea Cumana e per l’intero territorio flegreo, concretizzando un investimento complessivo di 51 milioni di euro. Il progetto architettonico, curato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Tecnosistem Spa, si ispira ai grandi modelli internazionali di stazioni-museo, trasformando un nodo di trasporto in un dispositivo narrativo unico. L’identità del luogo emerge prepotentemente attraverso scelte materiche e formali che richiamano l’antico splendore romano: le pareti in mattoni di cotto tipici dell’epoca e il sistema di illuminazione circolare, esplicito omaggio ai lucernari del Tempio di Mercurio, avvolgono il viaggiatore in un’atmosfera senza tempo.

Il percorso sensoriale è arricchito da pannelli fotografici retroilluminati che documentano l’evoluzione di Baia, ma il vero cuore pulsante dell’allestimento è rappresentato dalle statue riprodotte fedelmente tramite stampa 3D. Queste opere, i cui originali sono custoditi al MANN e sono reduci dal successo all’Expo di Osaka 2025, tornano simbolicamente nel loro contesto d’origine per accogliere i pendolari appena scesi dal treno. Mentre la prima fase dei lavori si conclude oggi, l’orizzonte si sposta già al 2026 per l’avvio del secondo lotto, che prevede il collegamento diretto con il lungomare e la vecchia stazione. Per od’a – Officina d’Architettura, la Stazione di Baia non è solo un traguardo ingegneristico, ma una sfida vinta nel campo della rigenerazione, dove la tecnologia moderna si pone al servizio della memoria collettiva per restituire dignità e bellezza a uno dei siti archeologici più rilevanti al mondo.

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Giovedì 23 ottobre 2025 inaugura il cantiere del “MDS Common Space De Filippo”. Lo studio od’a – Officina d’Architettura curerà la direzione lavori per trasformare l’ex convento in un innovativo condominio solidale.

Giovedì 23 ottobre 2025, alle ore 16:00, la comunità di Massa di Somma celebrerà la posa della prima pietra del progetto “MDS Common Space De Filippo” in via Santa I. L’intervento, di grande rilevanza sociale e architettonica, vede lo studio od’a – Officina d’Architettura impegnato nel delicato ruolo di Direzione Lavori. Finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dei Programmi di Rigenerazione Urbana 2023 per un importo complessivo di oltre due milioni di euro, il progetto mira alla trasformazione dell’ex Convento locale in un moderno condominio solidale. La fase esecutiva è affidata, tramite appalto integrato, allo studio Abhinc e all’impresa Bo Mar S.r.l., che coordineranno l’evoluzione di un cantiere destinato a ridefinire il concetto di abitare collettivo nel territorio vesuviano.

L’opera prevede la realizzazione di quindici unità abitative integrate da ampie superfici comuni destinate a laboratori, attività culturali e spazi di convivialità. L’obiettivo primario di od’a – Officina d’Architettura sarà garantire che il recupero dell’edificio storico avvenga nel pieno rispetto delle preesistenze e del contesto locale, coniugando la tutela del patrimonio con le nuove esigenze di inclusione sociale. Attraverso questa riconversione, l’antico convento smetterà di essere un volume inattivo per trasformarsi in un centro comunitario dinamico, capace di generare nuove relazioni umane e di offrire risposte concrete al bisogno di spazi per la solidarietà urbana. L’inaugurazione segna dunque l’inizio di una metamorfosi che restituisce dignità alla memoria del luogo, proiettandola verso un futuro di bellezza e partecipazione pubblica.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla sesta edizione di Mediterranei Invisibili. Un viaggio di esplorazione nella Valle del Torbido per riscoprire borghi, siti archeologici e il dialogo tra arte e paesaggio.

Dall’11 al 13 ottobre 2025, l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, prenderà parte alla nuova edizione di Mediterranei Invisibili, il progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso da 500×100 società benefit. L’iniziativa, giunta al suo sesto appuntamento con il sostegno della Fondazione Le città del futuro, si conferma come un’esperienza di esplorazione profonda dedicata alle aree marginali e spesso dimenticate del bacino mediterraneo. Quest’anno il viaggio si concentrerà sulla suggestiva Valle del Torbido, un territorio incastonato tra le Serre e l’Aspromonte, dove la stratificazione storica incontra la potenza di una natura incontaminata.

Il percorso si snoderà attraverso luoghi di straordinario valore come i Calanchi Bianchi di Palizzi Marina e il borgo fantasma di Pentedattilo, toccando importanti siti archeologici quali la Villa Romana di Casignana e il Parco di Locri. Attraverso il coinvolgimento di professionisti e ricercatori, od’a – Officina d’Architettura contribuirà a una riflessione collettiva sul ruolo dell’architettura come strumento di valorizzazione delle identità locali. Il viaggio attraverserà centri dell’entroterra ionico come Gioiosa Ionica e Mammola, per concludersi presso il MuSaBa, il Parco Museo fondato da Nik Spatari. Qui, l’incontro tra arte contemporanea e radici millenarie diventerà il simbolo di una progettualità responsabile, capace di trasformare le fragilità del territorio in nuove opportunità di sviluppo sostenibile, riportando al centro del dibattito nazionale la bellezza complessa dei territori calabresi e la loro inesauribile forza narrativa.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa all’evento “Abitare il limite” presso la Mostra d’Oltremare di Napoli. Un laboratorio corale per riflettere sulla rigenerazione urbana tra sostenibilità, restauro e natura.

Il 16 ottobre, la Sala Italia della Mostra d’Oltremare di Napoli ospiterà l’evento “Abitare il limite”, un’importante iniziativa dedicata al dialogo interdisciplinare sulla città contemporanea. Tra i protagonisti del confronto figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che prenderà parte a una giornata strutturata in tavoli tematici aperti al contributo di cittadini, studenti e imprese. L’obiettivo dell’incontro è delineare percorsi di co-progettazione capaci di affrontare le sfide della rifunzionalizzazione degli spazi monumentali e del rapporto tra tessuto costruito e ambiente naturale.

Il dibattito, moderato da Michele Pasca di Magliano di Zaha Hadid Architects, si articolerà su quattro direttrici fondamentali: l’efficientamento energetico del patrimonio tutelato, il consolidamento sismico, l’integrazione tra architettura e natura e la trasformazione della Mostra d’Oltremare in un polo urbano inclusivo. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo laboratorio rappresenta l’opportunità di condividere una visione progettuale che intende il “limite” non come una barriera, ma come una soglia di scambio creativo. Accanto alla componente tecnica, l’evento vedrà l’intervento di artisti chiamati a interpretare graficamente le suggestioni emerse, trasformando le idee in modelli replicabili. Grazie al coinvolgimento delle massime cariche istituzionali e accademiche, la giornata si configura come un momento di sintesi necessario per promuovere una cultura del progetto responsabile, dove la conservazione del passato diviene motore per una sostenibilità urbana consapevole e orientata al futuro della comunità.

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