Mercoledì 10 giugno, l’auditorium Formedil di Napoli ospita un seminario dedicato al recupero del patrimonio edilizio moderno, focalizzato sull’integrazione tra istanze di conservazione e sicurezza nei contesti urbani, con interventi di accademici e professionisti.
L’Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) e a BeLab, ha promosso un incontro tecnico presso la sede di Formedil Napoli, in via Leonardo Bianchi. Al centro del dibattito vi sono le complesse tematiche legate alla salvaguardia e alla rifunzionalizzazione delle architetture contemporanee, un ambito che richiede un delicato equilibrio tra la tutela dell’identità storica e l’adeguamento alle attuali normative di sicurezza.
I lavori si aprono con i saluti istituzionali di Francesco De Falco, direttore di Formedil Napoli, e di Roberto Castelluccio, responsabile del BeLab. A seguire, il fulcro scientifico dell’evento si articola attraverso il contributo delle docenti Rossella Marmo, titolare di Tecnologia del Recupero Edilizio, e Veronica Vitiello, titolare di Progetto di Recupero Edilizio. Nel loro intervento congiunto, dal titolo “Le sfide del recupero del patrimonio costruito moderno: tra conservazione e sicurezza”, le docenti analizzano le metodologie operative e gli approcci teorici necessari per affrontare la vulnerabilità del costruito novecentesco.
Il punto di vista della pratica professionale è affidato all’architetto Giovanni Aurino dello studio od’a – Officina d’Architettura, che porta la propria esperienza sul campo nel gestire la transizione dei manufatti moderni verso nuovi cicli di vita. La giornata di studio si conclude con uno spazio dedicato alla formazione, attraverso la presentazione e la discussione dei lavori di gruppo realizzati dagli studenti universitari.
Venerdì 5 giugno, lo studio od’a – Officina d’Architettura ha ospitato un workshop formativo condotto da Valeria Fedeli, Business Development Manager di Gessi, incentrato sulle soluzioni d’arredo e sulle tecnologie eco-avanzate del marchio.
L’incontro ha offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza di Gessi, azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di rubinetteria e soluzioni di design per il bagno, la cucina e il benessere, riconosciuta per il costante impegno verso la sostenibilità e l’innovazione tecnologica.
La sessione formativa ha assunto una rilevanza concreta per l’attività corrente dello studio od’a – Officina d’Architettura. Attualmente impegnata nello sviluppo di diversi progetti e cantieri legati al settore ricettivo – che spaziano dagli studentati alle residenze sanitarie assistenziali (RSA) fino alle strutture alberghiere –, la struttura ritiene fondamentale l’approfondimento diretto dei componenti d’arredo. Poter valutare dal vivo le caratteristiche dei prodotti permette di integrare soluzioni capaci di coniugare la necessaria estetica architettonica con elevati standard di funzionalità pratica, aspetti cruciali per la gestione degli spazi a uso collettivo.
L’integrazione di questi elementi supporta la ricerca intrapresa dallo studio verso tecnologie ecologiche e avanzate, finalizzate a ottimizzare i consumi e a migliorare la durabilità dei materiali nei contesti dell’ospitalità. Il confronto con realtà produttive consolidate si inserisce nel percorso di aggiornamento tecnico necessario per rispondere alle specifiche esigenze della progettazione contemporanea.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura ha ospitato un workshop formativo sui sistemi MyDomotics, aderendo al progetto “100 STUDI IN ITALIA” per integrare tecnologie domotiche avanzate nella progettazione quotidiana e sperimentare soluzioni personalizzate.
Il 21 maggio si è svolto presso lo studio od’a – Officina d’Architettura un workshop formativo focalizzato sui sistemi MyDomotics. L’incontro riflette la costante attenzione dello studio verso l’aggiornamento e la formazione dei propri collaboratori, con l’obiettivo di integrare tecnologie innovative e funzionali nei futuri progetti architettonici.
In quest’ottica, od’a – Officina d’Architettura ha preso parte all’iniziativa nazionale denominata “100 STUDI IN ITALIA”. Il progetto prevede l’installazione gratuita dei dispositivi MyDomotics all’interno delle sedi professionali selezionate, consentendo a progettisti e designer di testare direttamente e quotidianamente le potenzialità della domotica. I sistemi installati permettono una gestione versatile e semplificata di diverse componenti degli ambienti, tra cui l’illuminazione, l’automazione delle tende, la termoregolazione e il controllo delle prese elettriche.
Oltre all’aspetto puramente tecnologico, la collaborazione offre l’opportunità di sviluppare placche personalizzabili caratterizzate da design esclusivi, concepiti dagli stessi professionisti che aderiscono al programma. L’obiettivo principale dell’iniziativa è permettere ai progettisti di non mostrare ai committenti una semplice selezione da catalogo, ma di far comprendere i reali benefici legati all’armonia tra design e automazione domestica attraverso un’esperienza d’uso concreta all’interno dello studio. L’adesione a questo progetto rappresenta per lo studio un passo concreto verso l’adozione di soluzioni abitative capaci di coniugare estetica e praticità d’uso.
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Il progetto della stazione di Baia, firmato da od’a – Officina d’Architettura e Tecnosistem, ha ricevuto il Premio Templum 2026 per la sezione Regione Campania durante la cerimonia ufficiale svoltasi a Roma in Campidoglio.
Il progetto realizzato da od’a – Officina d’Architettura e Tecnosistem ha ottenuto il Premio Templum 2026 per la sezione Regione Campania. Il riconoscimento, giunto alla sua terza edizione, viene assegnato annualmente a venti progetti d’eccellenza, uno per ciascuna regione italiana, selezionati per la capacità di esprimere qualità e innovazione nell’architettura contemporanea del Paese. L’iniziativa è promossa e organizzata in collaborazione con la casa editrice RDE e vede la supervisione di un comitato d’onore presieduto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, oltre al patrocinio di diversi ministeri, tra cui quelli della Cultura, delle Infrastrutture e dell’Ambiente.
L’opera premiata è la stazione di Baia, infrastruttura della Ferrovia Cumana destinata a far parte della futura linea 7 della metropolitana regionale campana. L’intervento si focalizza sull’integrazione tra un moderno nodo di scambio per la mobilità sostenibile e il patrimonio archeologico e ambientale dei Campi Flegrei. L’architettura del complesso è stata concepita per dialogare direttamente con il territorio circostante, trasformando gli spazi di transito in un supporto per la memoria collettiva. Attraverso l’uso di riproduzioni in 3D e allestimenti dedicati, la struttura funge da collegamento funzionale e simbolico tra l’infrastruttura di trasporto e l’antico sito di Baia, offrendo ai viaggiatori un primo approccio ravvicinato alla storia del luogo e integrandosi nel contesto paesaggistico locale senza alterarne l’equilibrio.
Partner dell’evento per la stazione di Baia è Project Lighting Studio, coinvolto nell’esecuzione dell’opera.
“Il premio viene consegnato perché rappresenta un esempio di come un’infrastruttura pubblica possa trasformarsi in un’opera architettonica di forte identità. Particolarmente significativa è la capacità dell’intervento di integrare funzionalità, accessibilità e qualità urbana in armonia con il paesaggio e con il contesto storico e archeologico dei Campi Flegrei.”
Un ringraziamento va: alla committenza EAV – Ente Autonomo Volturno; a Tecnosistem per il progetto strutturale e impiantistico; alle imprese I.G. SPA e COSTRUIRE SPA; a Mario Ferrara per il report fotografico.
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Il sito di od’a – Officina d’Architettura si arricchisce della sezione Partnership: un nuovo spazio digitale dedicato ad aziende, professionisti e giovani laureati interessati a proporre tecnologie innovative o a intraprendere percorsi di collaborazione.
L’evoluzione del panorama architettonico richiede un confronto costante tra i diversi attori della filiera produttiva e progettuale. Per agevolare questo scambio, od’a – Officina d’Architettura ha implementato sul proprio sito una nuova area denominata Partnership. Si tratta di un canale diretto pensato per strutturare le relazioni con l’esterno in modo ordinato e funzionale.
Attraverso questa sezione, le aziende hanno la possibilità di presentare sistemi costruttivi o materiali all’avanguardia, mentre gli studi di architettura, i liberi professionisti e le imprese possono proporre sinergie operative su nuovi progetti. Lo studio riserva inoltre una particolare attenzione alla formazione e alla crescita professionale, mettendo a disposizione un modulo specifico per i neolaureati e i tirocinanti che desiderano candidarsi per un’esperienza lavorativa in studio.
L’obiettivo dell’iniziativa non è la semplice raccolta di contatti, ma la costruzione di una rete di competenze che rifletta l’interesse di od’a – Officina d’Architettura verso l’innovazione tecnica e la qualità progettuale. Chiunque sia interessato a condividere una proposta o il proprio percorso professionale può ora utilizzare i form dedicati, certi che ogni profilo verrà analizzato con cura in vista di possibili collaborazioni future. Questo strumento rappresenta un passo avanti nella gestione dei rapporti professionali, rendendo più accessibile e trasparente il dialogo con lo studio.
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Il progetto della Stazione di Baia, firmato da od’a – Officina d’Architettura, è stato selezionato per la terza edizione del Premio Templum. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 20 maggio 2026 in Campidoglio.
Mercoledì 20 maggio 2026, la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma ospiterà la terza edizione del Premio Templum – Architettitaliani. L’evento, previsto dalle ore 10:00 alle ore 14:30, rappresenta un momento di confronto istituzionale e professionale dedicato alle eccellenze della progettazione contemporanea nel nostro Paese.
In questo contesto, lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa alla selezione con il progetto della Stazione di Baia, un’opera che si misura sia a livello regionale sia su scala internazionale. L’intervento si distingue per la capacità di integrare un’infrastruttura di trasporto moderna all’interno di un tessuto archeologico e paesaggistico di eccezionale valore, come quello dei Campi Flegrei.
Il Premio Templum, curato da RDE Casa Editrice e dall’Associazione Liber, si pone l’obiettivo di valorizzare i percorsi progettuali che meglio interpretano il dialogo tra innovazione tecnologica e memoria storica. La selezione del lavoro svolto per la stazione di Bacoli conferma l’attenzione dello studio verso una progettazione attenta alle specificità del territorio, dove la funzione pubblica dell’opera si coniuga con il rispetto delle preesistenze e la qualità dello spazio urbano. La partecipazione alla giornata romana segna una tappa significativa nel percorso di ricerca architettonica che od’a – Officina d’Architettura porta avanti nel settore delle infrastrutture e della riqualificazione.
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Lunedì 11 maggio sarà online il nuovo sito web di od’a – Officina d’Architettura. Una nuova idea di comunicazione che, in occasione del venticinquennale dello studio, rinnova l’interfaccia digitale per raccontare il nostro viaggio, ampliare il dialogo con professionisti, partner e giovani talenti.
Il 2026 è un anno importante per od’a – Officina d’Architettura, venticinque anni di attività. In questo contesto, lunedì 11 maggio alle ore 14:00 sarà on line il nuovo sito web, uno strumento di lavoro aggiornato e una vetrina trasparente del percorso compiuto dallo studio dal 2001 a oggi.
Il complesso progetto di restyling del sito punta a rendere più attuale l’identità visiva dello studio senza stravolgerne i tratti distintivi, garantendo una navigazione essenziale e contenuti organizzati in maniera chiara e diretta.
La nuova home page si articola in due percorsi principali: da un lato una selezione degli ultimi lavori, che restituisce l’orientamento più recente della ricerca progettuale, dall’altro una sezione dedicata alle highlights, dove sono raccolte le ultime news, gli eventi, le mostre, le pubblicazioni, le press review e le rubriche editoriali dello studio. La catalogazione dei progetti è più chiara e rigorosa, distinguendo i lavori in opere già realizzate, cantieri in corso di esecuzione e proposte progettuali, permettendo così agli utenti una navigazione più immersiva, constatando l’intero processo creativo e realizzativo. Una sezione autonoma è ora interamente dedicata alle mostre e agli allestimenti, ambiti in cui od’a – Officina d’Architettura sperimenta linguaggi diversi e alternativi rispetto alla progettazione architettonica tradizionale.
Allo stesso modo, il portale dà ampio risalto al dialogo, alla cultura della collaborazione attraverso uno spazio strutturato per migliorare lo scambio con le aziende, le imprese e i professionisti. Questo approccio aperto si estende anche alla formazione e alla ricerca di nuovi talenti, con canali specifici rivolti a neolaureati e tirocinanti, confermando l’idea dello studio come laboratorio aperto e permanente.
Infine, l’area denominata Discover Us, oltre a presentare la struttura interna di od’a e la filosofia dello studio, introduce l’utente alle realtà internazionali di ADO e ad+, la nostra jointventure italo cinese. Si tratta di un’opportunità per osservare come la pratica professionale quotidiana si integri in network più vasti, favorendo lo scambio di competenze e visioni che superano i confini nazionali.
Web e UI/UX Designer: Umberto Di Gennaro
Full stack developer: Carmine De Santis
Coordinatore editoriale: Francesco Scuotto + Maria Chiara Piccolo (od’a – Officina d’Architettura)
Buona navigazione!
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La Conferenza di Servizi approva il progetto per il collegamento tra Castellammare Centro e il Monte Solaro. L’opera, curata da od’a – Officina d’Architettura, integra mobilità meccanizzata, parcheggi e percorsi naturalistici per rigenerare il paesaggio.
Si è conclusa con esito favorevole la Conferenza di Servizi dedicata al progetto di fattibilità tecnica ed economica per il nuovo sistema di collegamento tra la stazione di Castellammare Centro e il Monte Solaro. L’intervento, promosso da EAV, rappresenta un tassello fondamentale per il rilancio della mobilità sostenibile nell’area stabiese, puntando a una ricucitura profonda tra il tessuto urbano e il contesto naturale. Il progetto è stato redatto da S.I.I.P., con lo studio od’a – Officina d’Architettura responsabile della componente architettonica. L’opera definisce un sistema articolato che comprende un ascensore inclinato, una nuova piastra urbana di accesso e un parcheggio di interscambio armonizzato con l’ambiente circostante.
Grazie alla sinergia con partner specializzati come WALD per il paesaggio e IN.CO.SE.T. per la viabilità, l’intervento riesce a integrare superfici a verde e sentieri naturalistici che connettono la città bassa al Parco Idropinico e alle vicine aree archeologiche. Le amministrazioni coinvolte hanno lodato la capacità di questa infrastruttura complessa di ridisegnare lo spazio pubblico, trasformando un’esigenza trasportistica in un’esperienza di bellezza architettonica. Con il via libera urbanistico, inizia ora la fase di sviluppo del progetto esecutivo, che porterà alla realizzazione di un sistema intermodale d’eccellenza. Per od’a – Officina d’Architettura, l’opera non è solo un collegamento meccanizzato, ma un segno architettonico capace di valorizzare l’identità territoriale campana, promuovendo un turismo responsabile e una migliore qualità della vita per l’intera comunità cittadina.
Disponibile il nuovo portfolio internazionale in inglese e cinese di ODA / CAMP Lab. Una sintesi multidisciplinare che unisce restauro, tecnologie 3D e design sostenibile per valorizzare il patrimonio architettonico tra Europa e Asia.
Il nuovo portfolio internazionale di ODA / CAMP Lab segna un’importante tappa nella strategia di internazionalizzazione del gruppo, offrendo una visione d’insieme che abbraccia le sedi di Napoli, Pechino e Tianjin. Al cuore di questo progetto vi è l’unione di realtà d’eccellenza che interpretano l’architettura come un palinsesto di memorie stratificate. Tra queste spicca od’a – Officina d’Architettura, attiva dal 2001 e forte di un’esperienza che affonda le radici nel 1978, capace di gestire l’intero iter progettuale dall’urbanistica al dettaglio d’interni. L’approccio integrato prosegue con ADO e la joint venture ad+, che coordina team internazionali su scala urbana e tecnologica nel segno della sostenibilità ambientale.
Un ruolo cruciale è affidato al CAMPI Design Lab, specializzato nell’impiego di strumentazioni all’avanguardia come laser scanner 3D e fotogrammetria ad alta precisione per la documentazione scientifica del patrimonio costruito. Questa sinergia tra rilievo materico e sensibilità progettuale permette al team di operare su edifici storici e complessi monumentali con un’accuratezza geometrica assoluta, fornendo consulenze strategiche per interventi di conservazione e restauro. Grazie a una solida rete di collaborazioni con centri di ricerca europei e asiatici, ODA / CAMP Lab si conferma un laboratorio di conoscenza globale, capace di tradurre l’analisi scientifica in narrazioni contemporanee e trasformazioni consapevoli del territorio, promuovendo un’architettura che sia, prima di tutto, uno strumento di senso e bellezza per la comunità internazionale.
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La linea Cumana torna operativa tra Montesanto e Torregaveta, restituendo ai Campi Flegrei un asse di mobilità vitale. Simbolo della rinascita è la stazione di Baia, progettata da od’a – Officina d’Architettura.
La riapertura della linea Montesanto-Torregaveta segna un momento fondamentale per la mobilità dell’area occidentale di Napoli, garantendo nuovamente un collegamento ferroviario continuo e affidabile tra il centro città e il litorale flegreo. Il ripristino del servizio non rappresenta solo un ritorno alla normalità per pendolari e turisti, ma il culmine di un processo di ammodernamento infrastrutturale e tecnologico volto a incrementare la sicurezza e la sostenibilità degli spostamenti quotidiani. Protagonista indiscussa di questa nuova stagione è la Stazione di Baia, inaugurata il 6 novembre 2025 dopo un’attesa lunga oltre un quarto di secolo. Il progetto, curato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Tecnosistem Spa, trasforma una semplice fermata ferroviaria nella prima vera “stazione archeologica” del territorio, integrando perfettamente la funzione trasportistica con la narrazione storica.
Con un investimento di circa 37 milioni di euro, la struttura si estende su 3.000 metri quadrati utilizzando materiali come tufo e travertino, che richiamano l’estetica dell’antica Baiae romana. All’interno, l’allestimento curato da od’a – Officina d’Architettura ospita riproduzioni di statue romane realizzate in stampa 3D, i cui originali sono custoditi al MANN, creando un’esperienza culturale immersiva per il viaggiatore. L’opera non è ancora conclusa: una seconda fase di lavori, prevista entro il 2027, integrerà un sottopasso pedonale per collegare direttamente la stazione al lungomare. Questo nodo intermodale diventa così un elemento di valorizzazione urbana e turistica, capace di unire l’innovazione tecnologica alla memoria millenaria di uno dei siti più preziosi del Mediterraneo.
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L’avvio della Conferenza dei Servizi accelera il progetto dell’ascensore inclinato a Castellammare di Stabia. Un’opera di mobilità sostenibile che collegherà centro e collina, integrando parcheggi di scambio, percorsi meccanizzati e nuovi spazi pubblici.
È ufficialmente entrata nel vivo la Conferenza dei Servizi per la realizzazione dell’ascensore inclinato di Castellammare di Stabia, passaggio burocratico decisivo per l’apertura dei cantieri. L’opera, concepita per ricucire il tessuto urbano costiero con il sistema montuoso del Faito, punta a rivoluzionare la mobilità locale attraverso un collegamento meccanizzato tra il centro e la zona collinare. Il cuore del progetto prevede la costruzione di un parcheggio interrato di interscambio a monte, pensato per intercettare i flussi veicolari e connetterli alla stazione ferroviaria di Piazza Unità d’Italia. Per superare l’importante dislivello, l’intervento integra all’ascensore verticale un sistema di scalee e rampe pedonali, garantendo una risalita accessibile e armoniosa perfettamente inserita nel contesto paesaggistico.
L’intervento assume una valenza che supera la funzione trasportistica: le stazioni di valle e di monte diverranno infatti nuovi spazi pubblici attrezzati per la comunità. Creando un nodo intermodale strategico con la rete ferroviaria da Napoli e Sorrento, l’infrastruttura incentiverà cittadini e turisti a rinunciare all’auto per raggiungere le Antiche Terme o i sentieri montani. Oltre al decongestionamento del traffico e all’abbattimento delle emissioni, l’opera si inserisce nella visione strategica di rigenerazione urbana promossa sul territorio. Con il coordinamento dei vari enti tecnici, la conclusione dell’iter autorizzativo aprirà finalmente la strada all’affidamento dei lavori, trasformando una visione progettuale di lungo corso in una realtà tangibile per il rilancio sostenibile e turistico di Castellammare di Stabia.
In un’intervista a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino celebra i 25 anni di od’a – Officina d’Architettura, raccontando un approccio che fonde identità mediterranea, responsabilità multidisciplinare e una visione internazionale che spazia fino alla Cina.
Nel 2026, lo studio od’a – Officina d’Architettura raggiunge il prestigioso traguardo dei venticinque anni di attività, una storia iniziata nel 2001 dai fondatori Alessandra Fasanaro e Bruno Discepolo. Durante l’intervista rilasciata a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino, partner e direttore tecnico dal 2009, ha delineato l’evoluzione di una realtà che ha fatto della multidisciplinarietà il proprio punto di forza. Lo studio opera infatti come un sistema di “cluster” dove urbanistica, restauro, paesaggio e interior design dialogano costantemente intorno al progetto, considerato lo strumento principe per gestire la complessità delle sfide urbane contemporanee.
Un tema centrale del racconto è il legame viscerale con Napoli e il Mediterraneo, intesi come laboratori di stratificazione storica da cui partire per confrontarsi con il mercato globale. Questa solidità culturale ha permesso a od’a – Officina d’Architettura di esportare l’esperienza del restauro e del design italiano in Cina, attraverso partnership strategiche come ADO e ad+, focalizzate sul recupero della memoria storica in contesti ad altissima innovazione. A suggellare la filosofia dello studio è il concetto di “leggerezza” , ispirato a Calvino e Borges. Per Aurino, la leggerezza non è superficialità, ma la capacità di semplificare processi complessi e burocratici, traducendosi in scelte architettoniche agili e sostenibili che spaziano dai grandi interventi costieri ai dettagli dell’accoglienza turistica. L’intervista si chiude con un invito ai giovani architetti a perseguire con coraggio e “fame” la costruzione di un mondo migliore.
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Lo studio od’a – Officina d’Architettura celebra venticinque anni di attività nel 2026. Un traguardo che onora un percorso fatto di responsabilità, innovazione e condivisione, rivolto con gratitudine a partner, collaboratori e futuri professionisti.
Il 2026 non rappresenta per noi un semplice cambio di calendario, ma segna una tappa fondamentale nella nostra storia: il venticinquesimo anniversario della fondazione di od’a – Officina d’Architettura. Questo importante traguardo celebra un lungo viaggio professionale costruito giorno dopo giorno con instancabile entusiasmo, generosità e una profonda consapevolezza del ruolo civile dell’architettura. In questo quarto di secolo, la nostra attività è stata guidata dalla volontà di trasformare le idee in azioni concrete, cercando sempre una sintesi tra visione creativa e responsabilità verso il territorio.
In occasione di questo anniversario speciale, desideriamo rivolgere un augurio di felice anno nuovo a tutti coloro che hanno reso possibile il nostro percorso. Il nostro pensiero va ai colleghi, ai partner strategici, ai fornitori e alle imprese che con competenza hanno dato forma ai nostri progetti, ma anche alle aziende che hanno creduto nella nostra filosofia. Un ringraziamento particolare è dedicato ai numerosi giovani studenti che, attraverso il loro percorso di formazione presso la nostra struttura, hanno arricchito lo studio con nuova energia e prospettive inedite. Che il 2026 sia per tutti un anno di rinnovato fermento, capace di portare nuove sfide progettuali e traguardi ambiziosi da costruire insieme, continuando a guardare al futuro con la stessa passione che ci ha mossi sin dal primo giorno. Buon 2026 da tutto il team di od’a – Officina d’Architettura.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura è tra i protagonisti di “Semi di rigenerazione”, il volume di ANCE Campania che celebra la riqualificazione urbana sostenibile. Cinque interventi emblematici dello studio testimoniano la rinascita del territorio campano.
Venerdì 5 dicembre 2025 è stato presentato “Semi di rigenerazione”, un’opera editoriale promossa da ANCE Campania che raccoglie le migliori pratiche di trasformazione urbana della regione. Lo studio od’a – Officina d’Architettura è presente con cinque progetti che interpretano il concetto di “seme” come motore di dignità e bellezza per spazi precedentemente abbandonati. Tra questi spicca l’Italian Green Factory a Napoli Est, dove l’ex Whirlpool rinasce come polo tecnologico avvolto da una pelle vegetale, e il recupero dell’ex SMOM a Pozzuoli, trasformato in struttura turistica d’eccellenza rispettosa dell’orografia vulcanica.
A Bagnoli, lo studio firma il restauro delle Ex Terme Tricarico, destinate a diventare uno studentato che ricuce il quartiere con il mare, mentre a Castellammare di Stabia il Waterfront di Marina di Stabia funge da cerniera tra aree ex industriali e porto turistico. La selezione si chiude con il Parco Commerciale a Rotondi, dove l’architettura industriale viene nobilitata da involucri trasparenti e poetici. Come sottolineato dai vertici di ANCE, Federica Brancaccio e Luigi Della Gatta, questi interventi di od’a – Officina d’Architettura dimostrano come sia possibile abbandonare il consumo di suolo a favore di una rigenerazione che risponda alle esigenze abitative e sociali moderne. Il volume, curato da Laterale Studio, non è solo una raccolta tecnica, ma un manifesto politico e culturale che chiede riforme strutturali per far fiorire stabilmente questi semi di innovazione urbana in tutta la Campania.
L’antico complesso di Gesù delle Monache apre eccezionalmente al pubblico per Architettura Open House Napoli. Lo studio od’a – Officina d’Architettura presenta il progetto di rigenerazione che trasformerà il sito cinquecentesco nella nuova sede dell’ABANA.
In occasione dell’ottava edizione di Architettura Open House, l’ex Convento di Gesù delle Monache è tornato al centro del dibattito culturale napoletano come protagonista di un ambizioso piano di rifunzionalizzazione. L’iniziativa, promossa dall’associazione Brillart con il sostegno della Regione Campania, ha permesso alla cittadinanza di varcare le soglie di un complesso monumentale del Cinquecento, solitamente sottratto alla vista, per scoprire in anteprima il progetto di fattibilità tecnico-economica della nuova sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il piano di recupero, curato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Vitruvius Engineering Sas, lo Studio Tecnico Ing. G. Cacciapuoti e il geologo G. Falzarano, si fonda su uno studio scientifico d’eccellenza elaborato dai dipartimenti DiArc, DICEA, DiST e DII dell’Università Federico II.
L’evento ha trasformato le sale cariche di storia e arte in un laboratorio di visione urbana, mostrando come la rigenerazione di grandi volumi storici possa rispondere alle esigenze contemporanee della formazione artistica. Per od’a – Officina d’Architettura, l’intervento rappresenta una sfida di sintesi tra conservazione della memoria e innovazione architettonica, volta a restituire al quartiere un polo creativo di rilievo internazionale. Grazie alla sinergia con l’Accademia di Belle Arti, l’apertura straordinaria del cantiere ha ribadito il ruolo sociale dell’architettura: un dispositivo capace di riattivare identità sopite e trasformare un patrimonio silente nel cuore pulsante della futura Napoli dei saperi.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, valuterà i progetti internazionali per la riqualificazione del distretto sportivo di Codroipo. Un concorso volto a creare un campus urbano sostenibile, inclusivo e multidisciplinare.
L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato nominato membro della giuria internazionale per “The Sport District”, il concorso promosso da Terraviva Competitions per rivoluzionare l’area sportiva di Codroipo, in provincia di Udine. Insieme a un panel di esperti provenienti da istituzioni e studi di rilievo globale, come Openfabric e l’Universidad de Lima, Aurino sarà chiamato a selezionare proposte capaci di trasformare gli impianti esistenti in un campus moderno e integrato. La sfida progettuale non riguarda solo l’eccellenza atletica, ma mira alla creazione di un vero polo di coesione sociale dove sport, tempo libero e natura convivano armoniosamente.
Il masterplan richiesto dovrà valorizzare elementi paesaggistici cruciali come la Roggia San Odorico e il parco “Durigat”, connettendoli a nuove funzioni pubbliche tramite percorsi pedonali e ciclabili. Punto focale dell’intervento sarà una nuova palestra polifunzionale da oltre 350 posti, concepita come uno spazio flessibile per discipline indoor ed eventi culturali. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questa commissione rappresenta un’importante occasione per promuovere una visione di architettura pubblica vitale, capace di rigenerare l’identità del territorio friulano attraverso la sostenibilità e l’innovazione. Con un montepremi di 12.000 euro, la competizione attirerà talenti da tutto il mondo, i cui esiti saranno svelati il 30 marzo 2026, definendo un nuovo standard per il rapporto tra benessere comunitario e spazio urbano contemporaneo.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura ha partecipato alla prima edizione di Hyper Regionalism, presentando il progetto di rigenerazione degli Ex Mulini Marzioli, un intervento corale che ridefinisce il rapporto tra archeologia industriale e territorio.
La prima edizione di Hyper Regionalism si è confermata come un palcoscenico d’eccezione per il dibattito sull’architettura e sui paesaggi del Sud Italia, riunendo settanta progettisti di fama internazionale per discutere il futuro delle aree urbane. In questo contesto di alto profilo, arricchito dalla presenza di figure iconiche come Massimiliano Fuksas, lo studio od’a – Officina d’Architettura ha presentato il piano di recupero per gli Ex Mulini Meridionali Marzioli di Torre del Greco. L’intervento rappresenta un caso emblematico di rigenerazione, dove la memoria produttiva del primo Novecento viene rifunzionalizzata attraverso un’articolata suddivisione in lotti operativi.
Nello specifico, od’a – Officina d’Architettura, in collaborazione con Vitruvius Engineering, ha curato il lotto relativo al restauro della storica ciminiera, la sistemazione dei piazzali esterni e la realizzazione di una passerella di collegamento. Parallelamente, lo sviluppo di ulteriori comparti, affidati a DFP Engineering Srl, prevede l’integrazione di un’altra passerella, della torre velica e di un incubatore d’imprese. L’iniziativa ha offerto una piattaforma preziosa per dimostrare come il dialogo tra professionisti e la condivisione di progetti innovativi possano trasformare siti industriali dismessi in motori di identità culturale e sociale. Grazie a questo approccio multidisciplinare, il complesso dei Mulini Marzioli si candida a diventare un simbolo del “regionalismo iper-contemporaneo”, dove la tutela del patrimonio industriale si fonde con nuove funzioni urbane, contribuendo attivamente al dibattito globale sulla sostenibilità e sul riscatto dei territori mediterranei.
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L’inaugurazione di Piazza Bartolo Longo segna la rinascita del cuore di Pompei. Il progetto di od’a – Officina d’Architettura ripristina gli assi storici, amplia il sagrato e rimuove le barriere architettoniche per una fruizione universale.
Lunedì 10 febbraio 2025 è stata ufficialmente inaugurata Piazza Bartolo Longo a Pompei, un intervento di riqualificazione strategica nato dalla collaborazione tra Gamma Ingegneria, od’a – Officina d’Architettura, Project Lighting Studio e l’ingegner Ernesto Savignano. Il progetto ha trasformato radicalmente il cuore della città mariana, ponendo l’accento sulla necessità di ampliare lo spazio destinato ai fedeli durante le celebrazioni presso il Santuario della Beata Vergine del Rosario. Attraverso una variante al piano originario, l’opera restituisce leggibilità alla memoria urbana, evidenziando il tracciato dell’antica Via Nazionale e l’impianto originario di Palazzo de Fusco, rafforzando al contempo i cannocchiali prospettici tra la via Sacra, il Campanile e la Casa del Pellegrino.
L’intervento si distingue per l’uso di materiali nobili come la pietra lavica lavorata artigianalmente, utilizzata sia per le pavimentazioni che per i nuovi arredi fissi. Tra le innovazioni principali spiccano la fontana a raso, dotata di un sistema di illuminazione autonomo per suggestivi giochi notturni, e il ridisegno delle aiuole, pensato per integrare nuove alberature pur aumentando la superficie del sagrato. Un aspetto fondamentale del lavoro di od’a – Officina d’Architettura è stato il totale abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo la piena accessibilità a un luogo simbolo di devozione e incontro. Questa riconfigurazione non solo celebra la bellezza monumentale di Pompei, ma stabilisce un nuovo equilibrio tra la solennità del luogo sacro e la vivacità della dimensione urbana contemporanea.
ph Regione Campania
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa al workshop di progettazione a San Leucio per definire il nuovo ingresso del Campo Laudato Si’, trasformando l’ex area Macrico in uno spazio di connessione urbana.
Sabato 29 marzo, la prestigiosa cornice di Officina Vanvitelli a San Leucio ospiterà il workshop di avvio alla progettazione per l’XI edizione del Premio Convivialità Urbana. L’evento rappresenta un momento cruciale di confronto per il concorso di idee che punta alla riqualificazione di Piazza IV Novembre a Caserta, destinata a diventare la porta d’accesso principale al Campo Laudato Si’. Tra i protagonisti della giornata figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che interverrà nella tavola rotonda mattutina insieme a illustri accademici e professionisti del settore.
Il programma della giornata, trasmessa anche in diretta streaming, prevede una sessione iniziale di saluti istituzionali seguita da un intenso dibattito tecnico dove i giurati esprimeranno le proprie visioni sulla rigenerazione dell’ex area Macrico. Nel pomeriggio, i lavori proseguiranno con un “question time” dedicato all’approfondimento dei vincoli urbanistici e storici del sito, per concludersi con un brainstorming collettivo volto a raccogliere spunti progettuali innovativi. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo workshop sottolinea l’importanza di un approccio corale e multidisciplinare alla progettazione. L’obiettivo è trasformare un’area militare dismessa in un baricentro sociale e ambientale, capace di ricucire il rapporto tra il centro abitato di Caserta e il vasto patrimonio verde del nuovo parco diocesano, garantendo una sintesi perfetta tra memoria storica e fruizione contemporanea.
L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, farà parte della giuria per l’XI edizione del Premio Convivialità Urbana. Il concorso mira a trasformare Piazza IV Novembre nel nuovo portale d’accesso al Campo Laudato si’.
L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato nominato membro della commissione giudicatrice per l’undicesima edizione del Premio Convivialità Urbana, un concorso di idee che esplora metodologie progettuali innovative per la riqualificazione degli spazi pubblici. Il lancio ufficiale dell’iniziativa avverrà il 24 febbraio 2025 presso l’Ordine degli Architetti di Caserta, ponendo al centro del dibattito il futuro di Piazza IV Novembre. Questa storica area, situata all’estremità di Corso Trieste, rappresenta lo snodo strategico di connessione tra la Reggia di Caserta e il nascente Campo Laudato si’, un immenso polmone verde di 32 ettari sorto sull’antico Campo di Marte borbonico.
L’obiettivo della competizione è ripensare la piazza, originariamente concepita da Nicola Pagliara, affinché diventi il principale ingresso pedonale al parco, integrandosi con il masterplan firmato dallo studio Alvisi Kirimoto. I progettisti sono chiamati a definire un nuovo punto di dialogo tra la città e la natura, superando lo stato di abbandono dell’area e valorizzandone l’importanza storica e ambientale. Insieme a figure di rilievo come Tiziana Maffei, direttrice della Reggia, e Massimiliano Rendina, assessore all’urbanistica, Aurino valuterà le proposte che meglio sapranno interpretare il tema della socialità e del decoro urbano. Il concorso mette in palio un montepremi complessivo di 10.000 euro e si concluderà a novembre con una pubblicazione dedicata, che testimonierà l’impegno di od’a – Officina d’Architettura e degli altri giurati nel promuovere una visione architettonica sostenibile e inclusiva per il territorio casertano.
ph Mario Ferrara
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L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla giuria internazionale del concorso Terraviva “Eliava Bazaar”. L’obiettivo è riqualificare lo storico mercato georgiano, preservandone l’identità socioculturale e il legame con la comunità locale.
L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato chiamato a far parte della prestigiosa giuria internazionale per la competizione “Eliava Bazaar”, indetta da Terraviva Competition. Il concorso affronta una delle sfide urbanistiche più sentite di Tbilisi, in Georgia: la riqualificazione del celebre mercato Eliava. Insieme a esperti provenienti da studi di fama mondiale come WORKac di New York e Gensler di Los Angeles, Aurino valuterà proposte capaci di bilanciare innovazione e conservazione. Il mercato non è infatti un semplice polo commerciale, ma un labirinto pulsante di storie e resilienza collettiva, oggi minacciato dall’ipotesi di un trasferimento che ne cancellerebbe l’anima storica.
La missione di od’a – Officina d’Architettura in questa sede è contribuire alla ricerca di soluzioni che proteggano la posizione attuale di Eliava, intesa come pilastro dell’identità culturale cittadina. Il dibattito architettonico si sposta dunque oltre i parametri economici, focalizzandosi sulla capacità del progetto di trasformare uno spazio di sussistenza in un moderno scenario urbano, senza tradire le generazioni che lo hanno abitato. La competizione, che prevede un montepremi complessivo di oltre settemila euro ripartito tra vincitori e menzioni d’oro, culminerà con l’annuncio dei progetti trionfatori il prossimo 24 febbraio 2025. Per lo studio, questa partecipazione rappresenta un’ulteriore conferma della propria vocazione internazionale e della sensibilità verso la rigenerazione di contesti urbani complessi e stratificati.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura progetta l’accessibilità universale per i ventisei siti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, integrando soluzioni fisiche e strumenti digitali per garantire un’esperienza culturale inclusiva e coinvolgente.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura sta portando avanti una trasformazione cruciale per i ventisei siti che compongono il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ponendo l’accessibilità al centro della strategia di valorizzazione. L’obiettivo primario è promuovere una fruizione democratica e inclusiva del patrimonio culturale, superando i limiti fisici e sensoriali che spesso caratterizzano le aree archeologiche complesse. Sul piano strutturale, l’intervento prevede la creazione di percorsi privi di barriere architettoniche e l’installazione di strutture adeguate per accogliere visitatori con disabilità motorie, garantendo la piena mobilità tra le vestigia romane.
Oltre all’abbattimento degli ostacoli fisici, od’a – Officina d’Architettura sta sviluppando il concetto di accessibilità ampliata attraverso l’impiego di tecnologie d’avanguardia. L’integrazione di strumenti digitali, come applicazioni multilingue e percorsi in realtà aumentata, permette di arricchire l’esperienza conoscitiva per ogni tipologia di pubblico, con un’attenzione particolare alle disabilità sensoriali. Queste misure non si limitano a una semplice messa a norma, ma puntano a trasformare il Parco in un organismo vivo e parlante. Rendere il patrimonio fruibile a un pubblico più vasto significa garantire un’esperienza educativa profonda e stimolante per tutti, dove la tecnologia diventa il ponte tra la memoria del passato e le esigenze di partecipazione del presente, trasformando la visita ai Campi Flegrei in un modello di accoglienza universale.
Al via il restauro di Villa Dohrn, sede ischitana della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Il progetto, curato da od’a – Officina d’Architettura, trasformerà l’edificio in un centro ricerche all’avanguardia sui cambiamenti climatici marini.
Hanno preso ufficialmente il via i lavori di restauro e riqualificazione di Villa Dohrn, la storica sede della Stazione Zoologica Anton Dohrn situata nel comune di Ischia. L’edificio, che domina il porto con i suoi oltre 1.300 metri quadrati, si prepara a diventare il cuore pulsante del nuovo “Centro Ricerche Adattamento Ecosistemi Marini ai Cambiamenti Climatici”.
Il complesso intervento architettonico è stato affidato a od’a – Officina d’Architettura, che ha curato la progettazione con l’obiettivo di coniugare il prestigio storico della villa con le sofisticate esigenze della ricerca scientifica contemporanea. Il team interdisciplinare vede la collaborazione di Vitruvius Engineering per la parte strutturale e di Cacciapuoti Ingegneria per quella impiantistica.
Villa Dohrn non è solo un monumento architettonico, ma una vera finestra sul Mediterraneo. Grazie a questo restyling, la struttura ospiterà laboratori d’avanguardia destinati a studiare la resilienza del mare di fronte alla crisi climatica. Per od’a – Officina d’Architettura, il progetto rappresenta una sfida di alto profilo: rispettare l’identità dell’immobile garantendo, al contempo, l’efficienza tecnologica necessaria a una realtà di caratura internazionale. Un investimento strategico che rafforza il ruolo di Ischia e della Campania come centri nevralgici per la salvaguardia dell’ambiente marino globale.
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Lo studio od’a – Officina d’Architettura guida la riqualificazione di via San Gaetano, via Valletta e via Ferdinando I d’Aragona. Un intervento da 9.500 mq per abbattere il degrado e migliorare la vivibilità cittadina.
A Santa Maria a Vico sono ufficialmente partiti i lavori di rigenerazione urbana che interesseranno un’area strategica di quasi 9.500 metri quadrati. Il progetto, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), mira a contrastare la marginalizzazione e il degrado sociale attraverso un profondo rinnovamento del tessuto ambientale e architettonico.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura è protagonista dell’intervento, curando sia la progettazione architettonica che la direzione lavori. L’operazione prevede una riorganizzazione complessiva della viabilità e del sistema dei parcheggi, rendendo gli spazi aperti più fluidi e integrati nel contesto urbano. Grande attenzione è rivolta alla sicurezza pedonale e alla creazione di aree di sosta permeabili, pensate per migliorare la qualità della vita dei residenti. Grazie al lavoro di od’a – Officina d’Architettura e all’esecuzione del Consorzio Albatros, Santa Maria a Vico si prepara a riscoprire una nuova dimensione di spazio pubblico, dove il design urbano diventa strumento di inclusione e bellezza, restituendo dignità a zone a lungo trascurate.
Il Ministro Urso ha inaugurato il progetto “Italian Green Factory” di TeaTek negli ex stabilimenti Whirlpool. Firmato da od’a – Officina d’Architettura, l’intervento trasformerà il sito in un polo d’eccellenza per le energie rinnovabili.
Il 29 settembre 2023 ha segnato l’inizio di una nuova era per l’area industriale di via Argine a Napoli. Alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il gruppo TeaTek ha presentato il piano per la nascita della Italian Green Factory. Il progetto di riconversione architettonica è stato affidato allo studio od’a – Officina d’Architettura, in collaborazione con Gamma Ingegneria e l’ingegner Giuseppe Cacciapuoti.
L’intervento mira a trasformare l’ex sito produttivo Whirlpool in un hub tecnologico all’avanguardia dedicato alla produzione di componentistica per il settore delle energie rinnovabili, in particolare inseguitori solari e trasformatori di potenza. Per od’a – Officina d’Architettura, la sfida risiede nel rifunzionalizzare un imponente complesso industriale secondo i più alti standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, coerentemente con la missione “green” della nuova proprietà.
Oltre al valore tecnologico, il progetto rappresenta un fondamentale atto di rigenerazione urbana e sociale: la Italian Green Factory garantirà la continuità occupazionale per i lavoratori dello stabilimento, restituendo dignità produttiva a un quadrante storico di Napoli Est. Attraverso una visione architettonica che integra design industriale e tecnologie pulite, lo studio contribuisce a posizionare la città come protagonista della transizione ecologica nazionale, dimostrando che il recupero dell’archeologia industriale è la chiave per uno sviluppo economico moderno e responsabile.
L’architetto Giovanni Aurino, con od’a – Officina d’Architettura, partecipa al viaggio tra Reggio Calabria e Messina per presentare l’opera editoriale che documenta la prima edizione della Biennale dello Stretto.
Il viaggio nello Stretto di Messina riprende con una tappa fondamentale: la presentazione ufficiale dei tre volumi che raccolgono l’eredità, i progetti e le visioni della prima edizione della Biennale dello Stretto. Questa iniziativa, ideata dall’architetto Alfonso Femia e promossa dalla piattaforma Mediterranei Invisibili, si conferma come uno dei laboratori di ricerca territoriale più vivaci del panorama contemporaneo.
Tra i protagonisti di questa “brigata” itinerante figura Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che ha preso parte alla tre giorni di incontri tra le due sponde del braccio di mare. L’obiettivo della pubblicazione, e del viaggio stesso, è cristallizzare il dialogo multidisciplinare avviato durante la Biennale, mettendo a sistema le riflessioni di architetti, artisti e intellettuali sul futuro delle città d’acqua e delle aree interne.
Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo progetto editoriale e di ricerca rappresenta un impegno costante nell’indagine delle “identità invisibili” del Mediterraneo. Lo Stretto non viene vissuto come una barriera, ma come un palcoscenico di connessioni dove l’architettura può farsi strumento di riscatto e narrazione. Attraverso questi tre volumi, l’esperienza della Biennale diventa un patrimonio accessibile, tracciando una rotta verso una nuova dimensione di territorio, capace di guardare al paesaggio con occhi nuovi e consapevolezza storica.
In un’intervista esclusiva a Spaziomel, l’architetto Giovanni Aurino racconta la visione mediterranea dietro l’ampliamento dell’aeroporto di Salerno. Un progetto corale che unisce luce, territorio e grande architettura internazionale.
Nella suggestiva cornice di Raito, l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, ha condiviso con Michele Delle Vecchia (Spaziomel) i dettagli e le ispirazioni dietro uno dei progetti infrastrutturali più attesi del Sud Italia: l’ampliamento dell’aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi”.
Il progetto vede od’a – Officina d’Architettura impegnata in una prestigiosa cordata internazionale guidata da Deerns Italia, con la partecipazione di Atelier(s) Alfonso Femia, Planeground, Techproject e Sun Flower Engineering. Durante l’intervista, Aurino ha sottolineato come l’architettura dell’hub non sarà un semplice esercizio tecnico, ma un atto di amore verso il territorio salernitano. La ricerca si è concentrata sulla luce mediterranea e sulla capacità dello scalo di integrarsi nel paesaggio come un organismo vivo, capace di accogliere i viaggiatori in uno spazio che celebra la cultura locale.
Per lo studio, questa sfida rappresenta la sintesi di un percorso professionale fatto di ascolto del contesto e innovazione. L’intervista offre uno spaccato profondo sulla missione di od’a – Officina d’Architettura: trasformare un’opera di logistica complessa in una “quinta territoriale” che onora l’identità della costiera, bilanciando natura e artificio. Il nuovo aeroporto si prospetta dunque non solo come un varco per il turismo, ma come un manifesto della nuova architettura mediterranea.
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Lo studio od’a – Officina d’Architettura, in collaborazione con ia2, firma il progetto del nuovo Palazzetto dello Sport di Lauro. Un investimento di 1,5 milioni di euro per lo sport e l’aggregazione sociale.
La Valle di Lauro si prepara ad accogliere un’infrastruttura d’avanguardia dedicata al benessere e all’attività agonistica. Lo studio od’a – Officina d’Architettura, insieme a ia2 studio associato, è stato incaricato della progettazione e della direzione lavori per il nuovo Palazzetto dello Sport di Lauro, in provincia di Avellino.
Con un investimento complessivo di 1.500.000,00 euro, il progetto prevede la realizzazione di un campo polifunzionale coperto, completo di spogliatoi e servizi accessori, integrato da ampie aree attrezzate per lo sport all’aperto. L’ambizioso obiettivo del Lauro Sport Village è quello di trascendere la semplice funzione di impianto sportivo per trasformarsi in un vero e proprio “hub” del benessere, capace di servire non solo la comunità locale ma l’intera area del nolano.
L’intervento di od’a – Officina d’Architettura punta a coniugare efficienza funzionale e qualità architettonica, creando uno spazio inclusivo che favorisca la socialità e lo sviluppo delle discipline atletiche nel territorio irpino. La nuova struttura si pone come un punto di riferimento per la rigenerazione urbana e sociale, dimostrando come lo sport possa fungere da catalizzatore per il rilancio delle aree interne attraverso architetture moderne, sostenibili e aperte alla cittadinanza.
Lo studio od’a – Officina d’Architettura cura il restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei. Un intervento che coniuga rigore conservativo e fruizione contemporanea per restituire al pubblico una delle dimore più affascinanti.
od’a – Officina d’Architettura annuncia l’avvio del prestigioso progetto di restauro della Domus di Giulio Polibio, situata lungo la celebre via dell’Abbondanza nel Parco Archeologico di Pompei. Risalente al II secolo a.C., questa dimora di oltre 7.500 metri quadrati rappresenta una delle testimonianze più antiche e raffinate della città antica, situata proprio accanto alla nota casa dei Casti Amanti.
Appartenuta a un ambizioso e colto commerciante, candidato alle elezioni interrotte dall’eruzione del 79 d.C., la domus si distingue per le sue decine di stanze riccamente affrescate e un giardino che un tempo ospitava alberi da frutto e fiori rari. La sfida raccolta da od’a – Officina d’Architettura è di straordinaria complessità: operare un restauro che garantisca la massima tutela del bene, valorizzandone l’apparato decorativo e architettonico.
L’approccio dello studio punta a un equilibrio sensibile tra memoria e innovazione. L’obiettivo non è solo la conservazione, ma la creazione di un percorso di visita contemporaneo capace di far rivivere l’atmosfera originale della casa. Attraverso l’uso di tecnologie discrete e una profonda conoscenza dei materiali storici, l’intervento si propone di rendere fruibile la domus di Polibio nel rispetto assoluto del suo valore universale, confermando il ruolo di od’a – Officina d’Architettura come eccellenza nella rigenerazione del patrimonio storico mondiale.
Dopo dieci anni ripartono i lavori della Stazione di Baia. Il progetto di od’a – Officina d’Architettura integra resti romani e design contemporaneo, trasformando l’infrastruttura ferroviaria in un’esperienza museale immersiva e archeologica.
Il 22 febbraio 2023 ha segnato una data storica per i trasporti e la cultura dei Campi Flegrei: la riapertura del cantiere della Stazione di Baia. Concepita nel 2005 come la prima vera “stazione archeologica” del sistema EAV, l’opera mira a narrare la millenaria storia del territorio fin dal momento dello sbarco dal treno.
Il progetto architettonico, curato da od’a – Officina d’Architettura (con progetto generale di Tecnosistem SpA), utilizza un linguaggio materico fortemente evocativo. Le pareti in mattoni di cotto richiamano l’opus latericium romano, mentre il sistema di illuminazione circolare rende omaggio al lucernario del celebre Tempio di Mercurio. Pannelli fotografici retroilluminati completano il percorso, guidando il viaggiatore in una discesa nella storia.
Con un investimento per la prima fase di 28,3 milioni di euro, i lavori hanno raggiunto il 60% dell’avanzamento, con fine prevista per il 31 dicembre 2024. Ma il futuro guarda già oltre: è in fase di avvio la progettazione della “Fase II”, che prevede una variante per un’uscita diretta sul lungomare tramite sottopasso. Inoltre, il vecchio sedime ferroviario dismesso verrà riconvertito in un parco lineare, una ciclovia verde attrezzata per il tempo libero che collegherà la stazione al cuore del porto, restituendo ai cittadini uno spazio urbano rigenerato e sostenibile.
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