Si è conclusa la VII edizione di Open House Napoli, dove od’a – Officina d’Architettura ha presentato quattro progetti chiave tra restauro filologico e rigenerazione industriale, trasformando i cantieri in spazi di partecipazione collettiva.

La VII edizione di Open House Napoli si è conclusa confermandosi come un appuntamento imprescindibile per chi desidera esplorare le trasformazioni silenziose e le eccellenze architettoniche della città. Lo studio od’a – Officina d’Architettura è stato tra i protagonisti della manifestazione, aprendo al pubblico le porte di quattro interventi emblematici che spaziano dal recupero della memoria storica alla visione tecnologica del futuro. Il percorso ha toccato la Stazione di Baia, porta d’accesso al mito flegreo, la Palazzina Cosenza, capolavoro del moderno, e il monumentale Palazzo Ruffo della Scaletta.

Il cuore pulsante della partecipazione dello studio è stato però il cantiere dell’Italian Green Factory in via Argine, sorto nell’ex stabilimento Whirlpool come simbolo del riscatto di Napoli Est. In questa sede è stata allestita l’esposizione “Connection with the East Side”, un racconto per immagini che ha documentato le fasi di demolizione e ricostruzione del sito. I visitatori hanno potuto approfondire il progetto attraverso riproduzioni tridimensionali stampate in 3D, partecipando a momenti di dibattito sul destino delle periferie orientali. Per od’a – Officina d’Architettura, l’evento non è stato solo una mostra tecnica, ma un esperimento di urbanistica partecipata. Trasformando un luogo di lavoro in uno spazio di visione e confronto, lo studio ha dimostrato come l’architettura possa farsi linguaggio comune, capace di generare comunità e di guidare con responsabilità la rigenerazione urbana e sociale del territorio napoletano.

ph Luigi Piscopo + od’a – Officina d’Architettura + Andrea Ardolino

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L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, valuterà i progetti internazionali per la riqualificazione del distretto sportivo di Codroipo. Un concorso volto a creare un campus urbano sostenibile, inclusivo e multidisciplinare.

L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato nominato membro della giuria internazionale per “The Sport District”, il concorso promosso da Terraviva Competitions per rivoluzionare l’area sportiva di Codroipo, in provincia di Udine. Insieme a un panel di esperti provenienti da istituzioni e studi di rilievo globale, come Openfabric e l’Universidad de Lima, Aurino sarà chiamato a selezionare proposte capaci di trasformare gli impianti esistenti in un campus moderno e integrato. La sfida progettuale non riguarda solo l’eccellenza atletica, ma mira alla creazione di un vero polo di coesione sociale dove sport, tempo libero e natura convivano armoniosamente.

Il masterplan richiesto dovrà valorizzare elementi paesaggistici cruciali come la Roggia San Odorico e il parco “Durigat”, connettendoli a nuove funzioni pubbliche tramite percorsi pedonali e ciclabili. Punto focale dell’intervento sarà una nuova palestra polifunzionale da oltre 350 posti, concepita come uno spazio flessibile per discipline indoor ed eventi culturali. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questa commissione rappresenta un’importante occasione per promuovere una visione di architettura pubblica vitale, capace di rigenerare l’identità del territorio friulano attraverso la sostenibilità e l’innovazione. Con un montepremi di 12.000 euro, la competizione attirerà talenti da tutto il mondo, i cui esiti saranno svelati il 30 marzo 2026, definendo un nuovo standard per il rapporto tra benessere comunitario e spazio urbano contemporaneo.

Lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa alla VII edizione di Open House Napoli con quattro progetti emblematici. Un percorso tra restauro del moderno, rigenerazione industriale e nuove infrastrutture per scoprire l’anima trasformativa della città.

Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025, Napoli celebra l’architettura con la VII edizione di Open House, offrendo ai cittadini l’opportunità di esplorare luoghi d’eccellenza solitamente inaccessibili. Lo studio od’a – Officina d’Architettura si rende protagonista della rassegna con quattro interventi che spaziano dalla scala urbana al dettaglio filologico. Tra questi spicca l’Italian Green Factory nell’ex area Whirlpool, dove la storica palazzina uffici rinasce come hub dell’innovazione sostenibile, trasformando un landmark industriale in un centro di ricerca all’avanguardia. Sul fronte infrastrutturale, il progetto per la Stazione di Baia ridefinisce il concetto di mobilità, trasformando un’opera incompiuta in un museo narrativo che accoglie il viaggiatore tra reperti e suggestivi lucernari.

La sensibilità di od’a – Officina d’Architettura verso la stratificazione storica emerge con forza nel restauro di Palazzo Ruffo della Scaletta e del suo giardino storico sulla Riviera di Chiaia, un intervento che recupera l’eleganza dell’architettura meridionale riconnettendola alla vita collettiva. Il viaggio si completa con l’omaggio al moderno della Palazzina Cosenza, dove un attento restauro ha riportato alla luce il rigore progettuale degli anni Cinquanta, liberando l’opera di Luigi Cosenza dalle alterazioni del tempo. Questi appuntamenti, alcuni a ingresso libero e altri su prenotazione tramite la piattaforma ufficiale del festival, rappresentano una testimonianza tangibile di come la pratica architettonica possa agire con responsabilità e generosità sul territorio, ricucendo i legami tra la memoria dei grandi maestri e le nuove visioni di futuro urbano.

In occasione di Open House Napoli 2025, lo studio od’a – Officina d’Architettura presenta l’esposizione “Connection with the East Side”. Un percorso narrativo tra le trasformazioni industriali e le nuove prospettive di rigenerazione urbana.

Sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025, nell’ambito della VII edizione di Open House Napoli, lo studio od’a – Officina d’Architettura apre eccezionalmente le porte del cantiere della nuova fabbrica Italian Green Factory, situata nell’ex stabilimento Whirlpool di via Argine. L’iniziativa, intitolata “Connection with the East Side”, trasforma un luogo di metamorfosi produttiva in uno spazio di riflessione collettiva sulla rinascita di Napoli Est. Questa porzione di città, storicamente segnata da una forte identità industriale, viene oggi riletta attraverso la lente del progetto come un laboratorio vivo di sperimentazione architettonica, culturale e sociale.

L’esposizione allestita da od’a – Officina d’Architettura intende abbattere il confine tra lo spazio tecnico del cantiere e la comunità, utilizzando il linguaggio del design per ricucire il legame tra la memoria collettiva e il futuro della produzione sostenibile del gruppo Tea Tek. In questa visione, le aree marginali non sono più percepite come periferie inerti, ma come soglie di possibilità e orizzonti propulsori di una nuova urbanità. Guardare a Napoli Est significa riconoscere un centro poroso capace di generare cura e ricostruzione identitaria, dove l’architettura funge da ponte tra le ferite del passato e un immaginario urbano rinnovato. Invitando i visitatori nel cuore della trasformazione, lo studio sottolinea come la rigenerazione di grandi complessi industriali sia la chiave per restituire senso e visione all’intera città, trasformando il margine in un centro strategico di innovazione e bellezza.

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Behind Napoli – Ex SMOM – Sovrano Militare Ordine di Malta, Napoli

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

Behind Napoli – Ex Opg Je So’ Pazzo – Casa del Popolo

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

La nuova stazione di Baia, progettata da od’a – Officina d’Architettura, integra trasporti e cultura ospitando riproduzioni 3D di statue antiche. Un progetto d’avanguardia che approda all’Expo di Osaka prima di tornare definitivamente nel cuore dei Campi Flegrei.

La nuova stazione di Baia si pone come un unicum nel panorama infrastrutturale italiano, trasformando un nodo di mobilità in un museo diffuso che celebra l’identità flegrea. Sotto la direzione artistica dello studio od’a – Officina d’Architettura, il progetto ha visto la collaborazione tra EAV, il MANN e il DIARC della Federico II per dare vita a un allestimento immersivo. Il cuore dell’intervento è la riproduzione in scala reale, tramite scansioni e stampe 3D ad alta precisione, di capolavori scultorei come i Dioscuri, l’Afrodite Sosandra e i busti imperiali rinvenuti nel sito. Queste opere, rifinite manualmente per emulare la matericità del marmo, non sono semplici decorazioni, ma simboli di un “Palatium” ritrovato che dialoga con i viaggiatori contemporanei.

L’intera architettura, curata da od’a – Officina d’Architettura, evoca la memoria dei luoghi attraverso texture e materiali che richiamano l’antica Baiae, arricchiti da pannelli retroilluminati narrativi. L’alto valore tecnologico e culturale dell’opera ha garantito alle sculture una vetrina internazionale d’eccezione: le statue sono infatti protagoniste all’Expo di Osaka 2025, all’interno del Padiglione Italia, come ambasciatrici del legame tra archeologia e vulcani. Al termine dell’esposizione universale, le opere torneranno nella stazione, loro sede permanente, suggellando il successo di una visione dove l’innovazione digitale serve a restituire centralità al patrimonio storico. Questo intervento dimostra come il trasporto pubblico possa trasformarsi in un potente strumento di conoscenza, capace di stimolare il senso di appartenenza e rendere il passato una risorsa viva per il territorio.

Behind Napoli – Certosa e Museo di San Martino, Napoli

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

Behind Napoli – Villa Tropeano, NA

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

La serata Archichef Night a Palazzo Caracciolo ha visto l’architetto Giovanni Aurino trionfare con il piatto “Tramonto Mediterraneo”, un’opera gastronomica che traduce la filosofia progettuale di od’a – Officina d’Architettura in sapori autentici.

Il 10 giugno scorso, la storica cornice di Palazzo Caracciolo a Napoli ha ospitato l’edizione partenopea di Archichef Night, l’originale format ideato da TOWANT che sfida i protagonisti del design contemporaneo a confrontarsi con l’arte culinaria. Cinque tra i più influenti studi della scena locale si sono alternati ai fornelli, trasformando la cucina in un laboratorio di sperimentazione estetica e narrativa. Tra i partecipanti, l’architetto Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura ha presentato la portata “Tramonto Mediterraneo”, una creazione che ha saputo conquistare il pubblico presente per la sua capacità di sintetizzare forma e sostanza.

Il piatto è stato concepito come un vero e proprio manifesto architettonico, utilizzando ingredienti semplici ma carichi di significato come alici, patate e pomodorini. Per od’a – Officina d’Architettura, le alici simboleggiano la bellezza della collettività, evocando un banco che danza compatto nel mare, mentre la frittura richiama una memoria storica che si evolve senza cedere alla nostalgia. L’armonia tra la sapidità del pesce e la sobrietà della crema di patate riflette la dedizione dello studio verso un’architettura che sappia raccontare storie, valorizzando le radici mediterranee attraverso un linguaggio moderno e consapevole. L’evento, sostenuto da partner d’eccellenza nel settore del design come Ceramica Sant’Agostino e Dornbracht, ha ribadito come la creatività non conosca confini disciplinari, celebrando un’idea di progetto capace di nutrire, contemporaneamente, l’occhio, l’intelletto e il palato.

Lo studio od’a – Officina d’Architettura debutta a Open Studi Aperti, l’iniziativa del CNAPPC per celebrare la cultura architettonica. Venerdì 13, la sede di Piazza Municipio ospiterà un incontro sul ruolo sociale del progetto.

Venerdì 13, lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa per la prima volta a Open Studi Aperti, la manifestazione nazionale promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. L’iniziativa trasforma gli studi professionali in spazi pubblici di confronto, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini al mondo dell’architettura e sottolinearne l’indispensabile funzione sociale e culturale. Dalle ore 12:00 alle 15:00, i nuovi spazi di Piazza Municipio a Napoli diventeranno il palcoscenico di un racconto corale sul “fare bene”, inteso come missione etica e professionale.

Per od’a – Officina d’Architettura, questa apertura rappresenta un’occasione preziosa per condividere un’idea di architettura radicata nel Mezzogiorno, ma capace di parlare un linguaggio universale. Essere architetti al Sud oggi significa agire con responsabilità, coraggio e generosità, trasformando ogni sfida progettuale in un’opportunità di crescita per la comunità e il territorio. Durante l’incontro, i partecipanti potranno scoprire da vicino il “viaggio” creativo dello studio, esplorando come il progetto possa diventare un potente strumento di dialogo e una visione condivisa per il futuro delle nostre città. L’evento invita a riflettere sulla bellezza e sulla qualità dello spazio vissuto, confermando l’impegno dello studio nel promuovere un’architettura che non sia solo costruzione, ma una forma alta di responsabilità civile e innovazione.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla Archichef Night di Napoli. Presso Palazzo Caracciolo, presenterà “Tramonto Mediterraneo”, un piatto manifesto che fonde sapori tradizionali e filosofia progettuale contemporanea.

Martedì 10 giugno, la splendida cornice di Palazzo Caracciolo a Napoli ospiterà l’edizione partenopea di Archichef Night, l’innovativo format ideato dall’agenzia TOWANT che trasforma celebri progettisti in chef per una notte. L’evento rappresenta un esperimento sensoriale unico in cui l’architettura abbandona i materiali da costruzione per esprimersi attraverso il linguaggio dei sapori. Cinque tra i più influenti studi della città si sfideranno ai fornelli per raccontare la propria identità creativa attraverso una portata specifica, sottoponendo il risultato al giudizio del pubblico presente in sala.

L’architetto Giovanni Aurino rappresenterà lo studio od’a – Officina d’Architettura proponendo una creazione dal titolo fortemente evocativo: “Tramonto Mediterraneo”. Questo piatto non è una semplice proposta gastronomica, ma un vero e proprio manifesto della visione professionale dello studio. Utilizzando ingredienti essenziali della tradizione come alici, patate e pomodorini, Aurino mette in scena una metafora dell’abitare e del progettare collettivo. Le alici, fritte secondo il costume napoletano, simboleggiano la forza della comunità che si muove all’unisono nel mare, mentre la base di crema di patate e pomodorini radica la composizione nella cultura contadina e mediterranea. Per od’a – Officina d’Architettura, l’equilibrio tra la sostanza della materia e il racconto della memoria è fondamentale: ogni intervento, sia esso un edificio o una pietanza, deve essere intriso di una storia capace di evolvere nel tempo nel pieno rispetto delle proprie radici.

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Behind Napoli – Ex stabilimento Corradini

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

Lo studio od’a – Officina d’Architettura ha partecipato alla prima edizione di Hyper Regionalism, presentando il progetto di rigenerazione degli Ex Mulini Marzioli, un intervento corale che ridefinisce il rapporto tra archeologia industriale e territorio.

La prima edizione di Hyper Regionalism si è confermata come un palcoscenico d’eccezione per il dibattito sull’architettura e sui paesaggi del Sud Italia, riunendo settanta progettisti di fama internazionale per discutere il futuro delle aree urbane. In questo contesto di alto profilo, arricchito dalla presenza di figure iconiche come Massimiliano Fuksas, lo studio od’a – Officina d’Architettura ha presentato il piano di recupero per gli Ex Mulini Meridionali Marzioli di Torre del Greco. L’intervento rappresenta un caso emblematico di rigenerazione, dove la memoria produttiva del primo Novecento viene rifunzionalizzata attraverso un’articolata suddivisione in lotti operativi.

Nello specifico, od’a – Officina d’Architettura, in collaborazione con Vitruvius Engineering, ha curato il lotto relativo al restauro della storica ciminiera, la sistemazione dei piazzali esterni e la realizzazione di una passerella di collegamento. Parallelamente, lo sviluppo di ulteriori comparti, affidati a DFP Engineering Srl, prevede l’integrazione di un’altra passerella, della torre velica e di un incubatore d’imprese. L’iniziativa ha offerto una piattaforma preziosa per dimostrare come il dialogo tra professionisti e la condivisione di progetti innovativi possano trasformare siti industriali dismessi in motori di identità culturale e sociale. Grazie a questo approccio multidisciplinare, il complesso dei Mulini Marzioli si candida a diventare un simbolo del “regionalismo iper-contemporaneo”, dove la tutela del patrimonio industriale si fonde con nuove funzioni urbane, contribuendo attivamente al dibattito globale sulla sostenibilità e sul riscatto dei territori mediterranei.

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Lo studio od’a – Officina d’Architettura partecipa a “Hyper Regionalism” tra Caserta e San Leucio, presentando il progetto di rigenerazione degli Ex Mulini Meridionali Marzioli, simbolo di archeologia industriale e riscatto territoriale nel Mezzogiorno.

Venerdì 23 e sabato 24 maggio 2025, le prestigiose cornici della Sala Romanelli presso la Reggia di Caserta e del Real Borgo di San Leucio ospiteranno la prima edizione di Hyper Regionalism. Questa rassegna, promossa da un collettivo di progettisti e studiosi, nasce con l’obiettivo di ridefinire il concetto di architettura nel Sud Italia, promuovendo un confronto serrato tra identità territoriale e linguaggi contemporanei. In questo contesto di alto valore scientifico, lo studio od’a – Officina d’Architettura presenterà il progetto di rigenerazione urbana degli Ex Mulini Meridionali Marzioli di Torre del Greco, un intervento che incarna perfettamente i valori della manifestazione.

Il complesso, originariamente fulcro dell’industria molitoria del primo Novecento, rappresenta una delle testimonianze più imponenti di archeologia industriale campana. Il progetto di recupero, firmato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Vitruvius Engineering e Dfp Engineering, mira a rifunzionalizzare l’area coniugando il rispetto per la memoria storica con le più moderne istanze di sostenibilità. Attraverso il dialogo tra esperti e istituzioni previsto nelle due giornate dell’evento, lo studio illustrerà come il recupero di un sito dismesso possa trasformarsi in un motore di sviluppo per l’intera area costiera vesuviana. La partecipazione a Hyper Regionalism conferma la vocazione di od’a verso una progettazione responsabile, capace di interpretare le stratificazioni del passato per costruire nuove visioni di paesaggio urbano, dove l’innovazione architettonica diventa lo strumento d’elezione per ricucire il legame tra comunità e patrimonio industriale.

ph Andrea Martino

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Behind Napoli – Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Napoli

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

In occasione di Open House Napoli 2025, lo studio od’a – Officina d’Architettura presenta il progetto della Stazione di Baia: un’infrastruttura moderna che si trasforma in museo diffuso tra arte, mito e trasporti.

Sabato 4 ottobre 2025, nell’ambito della VII Edizione di Open House Napoli, lo studio od’a – Officina d’Architettura apre le porte alla scoperta del progetto per la nuova Stazione di Baia. Questa opera, tassello fondamentale per il potenziamento della linea Cumana, supera la visione tradizionale di nodo ferroviario per configurarsi come un vero e proprio luogo identitario. Il progetto integra architettura e narrazione storica attraverso un allestimento artistico senza precedenti, caratterizzato da scenografie materiche, pannelli retroilluminati e statue a grandezza naturale che richiamano lo splendore dell’antica città sommersa.

Un elemento di straordinario rilievo è rappresentato dal ritorno delle sculture che, dopo aver rappresentato l’eccellenza italiana all’Expo di Osaka, trovano ora la loro dimora permanente all’interno della stazione. Questo simbolico rientro a casa sottolinea la vocazione internazionale del patrimonio flegreo, rendendolo fruibile quotidianamente dai cittadini e dai viaggiatori. Attraverso il lavoro di od’a – Officina d’Architettura, l’infrastruttura diventa una soglia sensoriale tra la mobilità contemporanea e la memoria archeologica, offrendo una visione innovativa di rigenerazione urbana. I visitatori dell’esposizione potranno approfondire il percorso creativo, dai rilievi tecnici alle scelte dei materiali, comprendendo come una stazione possa trasformarsi in un’esperienza culturale continua. L’iniziativa invita dunque a riscoprire i Campi Flegrei non come un reperto del passato, ma come un territorio vivo che si reinventa, dove il viaggio quotidiano diventa un momento di connessione profonda con il mito e il futuro della comunità.

L’inaugurazione di Piazza Bartolo Longo segna la rinascita del cuore di Pompei. Il progetto di od’a – Officina d’Architettura ripristina gli assi storici, amplia il sagrato e rimuove le barriere architettoniche per una fruizione universale.

Lunedì 10 febbraio 2025 è stata ufficialmente inaugurata Piazza Bartolo Longo a Pompei, un intervento di riqualificazione strategica nato dalla collaborazione tra Gamma Ingegneria, od’a – Officina d’Architettura, Project Lighting Studio e l’ingegner Ernesto Savignano. Il progetto ha trasformato radicalmente il cuore della città mariana, ponendo l’accento sulla necessità di ampliare lo spazio destinato ai fedeli durante le celebrazioni presso il Santuario della Beata Vergine del Rosario. Attraverso una variante al piano originario, l’opera restituisce leggibilità alla memoria urbana, evidenziando il tracciato dell’antica Via Nazionale e l’impianto originario di Palazzo de Fusco, rafforzando al contempo i cannocchiali prospettici tra la via Sacra, il Campanile e la Casa del Pellegrino.

L’intervento si distingue per l’uso di materiali nobili come la pietra lavica lavorata artigianalmente, utilizzata sia per le pavimentazioni che per i nuovi arredi fissi. Tra le innovazioni principali spiccano la fontana a raso, dotata di un sistema di illuminazione autonomo per suggestivi giochi notturni, e il ridisegno delle aiuole, pensato per integrare nuove alberature pur aumentando la superficie del sagrato. Un aspetto fondamentale del lavoro di od’a – Officina d’Architettura è stato il totale abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo la piena accessibilità a un luogo simbolo di devozione e incontro. Questa riconfigurazione non solo celebra la bellezza monumentale di Pompei, ma stabilisce un nuovo equilibrio tra la solennità del luogo sacro e la vivacità della dimensione urbana contemporanea.

ph Regione Campania

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, ha partecipato a San Leucio al workshop operativo per il Premio Convivialità Urbana, focalizzato sul nuovo ingresso dell’ex area Macrico a Caserta attraverso Piazza IV Novembre.

Lo scorso 29 marzo, la suggestiva cornice di Officina Vanvitelli a San Leucio ha ospitato il “Workshop di avvio alla progettazione” per l’XI edizione del Premio Convivialità Urbana. L’evento ha segnato una tappa fondamentale per il concorso di idee che mira a ridefinire l’accesso al Campo Laudato Si’, l’ex area Macrico di Caserta, trasformando Piazza IV Novembre in un portale d’integrazione tra città e natura. L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato tra i protagonisti della tavola rotonda mattutina, confrontandosi con accademici e professionisti di rilievo sulla visione futura di questo spazio strategico.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di rappresentanti della Regione Campania e delle università locali, per poi proseguire con un dibattito tecnico volto a esplorare le potenzialità di rigenerazione dell’area. Nel pomeriggio, la sessione è entrata nel vivo con un approfondito question time e un momento di brainstorming collettivo, dove esperti del comitato scientifico e della giuria hanno analizzato le sfide poste dal sito, un tempo destinato a usi militari e oggi cuore di un ambizioso progetto di forestazione urbana. Per od’a – Officina d’Architettura, il workshop ha rappresentato l’occasione per ribadire la necessità di un progetto che sappia interpretare la memoria storica del luogo, garantendo al contempo una fruizione contemporanea, fluida e inclusiva, capace di ricucire il tessuto urbano casertano con il nuovo polmone verde diocesano.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa al workshop di progettazione a San Leucio per definire il nuovo ingresso del Campo Laudato Si’, trasformando l’ex area Macrico in uno spazio di connessione urbana.

Sabato 29 marzo, la prestigiosa cornice di Officina Vanvitelli a San Leucio ospiterà il workshop di avvio alla progettazione per l’XI edizione del Premio Convivialità Urbana. L’evento rappresenta un momento cruciale di confronto per il concorso di idee che punta alla riqualificazione di Piazza IV Novembre a Caserta, destinata a diventare la porta d’accesso principale al Campo Laudato Si’. Tra i protagonisti della giornata figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che interverrà nella tavola rotonda mattutina insieme a illustri accademici e professionisti del settore.

Il programma della giornata, trasmessa anche in diretta streaming, prevede una sessione iniziale di saluti istituzionali seguita da un intenso dibattito tecnico dove i giurati esprimeranno le proprie visioni sulla rigenerazione dell’ex area Macrico. Nel pomeriggio, i lavori proseguiranno con un “question time” dedicato all’approfondimento dei vincoli urbanistici e storici del sito, per concludersi con un brainstorming collettivo volto a raccogliere spunti progettuali innovativi. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo workshop sottolinea l’importanza di un approccio corale e multidisciplinare alla progettazione. L’obiettivo è trasformare un’area militare dismessa in un baricentro sociale e ambientale, capace di ricucire il rapporto tra il centro abitato di Caserta e il vasto patrimonio verde del nuovo parco diocesano, garantendo una sintesi perfetta tra memoria storica e fruizione contemporanea.

Behind Napoli – Palazzo Marigliano, NA

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

Behind Napoli – Ex Convento Gesù delle Monache, Napoli

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, farà parte della giuria per l’XI edizione del Premio Convivialità Urbana. Il concorso mira a trasformare Piazza IV Novembre nel nuovo portale d’accesso al Campo Laudato si’.

L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato nominato membro della commissione giudicatrice per l’undicesima edizione del Premio Convivialità Urbana, un concorso di idee che esplora metodologie progettuali innovative per la riqualificazione degli spazi pubblici. Il lancio ufficiale dell’iniziativa avverrà il 24 febbraio 2025 presso l’Ordine degli Architetti di Caserta, ponendo al centro del dibattito il futuro di Piazza IV Novembre. Questa storica area, situata all’estremità di Corso Trieste, rappresenta lo snodo strategico di connessione tra la Reggia di Caserta e il nascente Campo Laudato si’, un immenso polmone verde di 32 ettari sorto sull’antico Campo di Marte borbonico.

L’obiettivo della competizione è ripensare la piazza, originariamente concepita da Nicola Pagliara, affinché diventi il principale ingresso pedonale al parco, integrandosi con il masterplan firmato dallo studio Alvisi Kirimoto. I progettisti sono chiamati a definire un nuovo punto di dialogo tra la città e la natura, superando lo stato di abbandono dell’area e valorizzandone l’importanza storica e ambientale. Insieme a figure di rilievo come Tiziana Maffei, direttrice della Reggia, e Massimiliano Rendina, assessore all’urbanistica, Aurino valuterà le proposte che meglio sapranno interpretare il tema della socialità e del decoro urbano. Il concorso mette in palio un montepremi complessivo di 10.000 euro e si concluderà a novembre con una pubblicazione dedicata, che testimonierà l’impegno di od’a – Officina d’Architettura e degli altri giurati nel promuovere una visione architettonica sostenibile e inclusiva per il territorio casertano.

ph Mario Ferrara

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L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla giuria internazionale del concorso Terraviva “Eliava Bazaar”. L’obiettivo è riqualificare lo storico mercato georgiano, preservandone l’identità socioculturale e il legame con la comunità locale.

L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato chiamato a far parte della prestigiosa giuria internazionale per la competizione “Eliava Bazaar”, indetta da Terraviva Competition. Il concorso affronta una delle sfide urbanistiche più sentite di Tbilisi, in Georgia: la riqualificazione del celebre mercato Eliava. Insieme a esperti provenienti da studi di fama mondiale come WORKac di New York e Gensler di Los Angeles, Aurino valuterà proposte capaci di bilanciare innovazione e conservazione. Il mercato non è infatti un semplice polo commerciale, ma un labirinto pulsante di storie e resilienza collettiva, oggi minacciato dall’ipotesi di un trasferimento che ne cancellerebbe l’anima storica.

La missione di od’a – Officina d’Architettura in questa sede è contribuire alla ricerca di soluzioni che proteggano la posizione attuale di Eliava, intesa come pilastro dell’identità culturale cittadina. Il dibattito architettonico si sposta dunque oltre i parametri economici, focalizzandosi sulla capacità del progetto di trasformare uno spazio di sussistenza in un moderno scenario urbano, senza tradire le generazioni che lo hanno abitato. La competizione, che prevede un montepremi complessivo di oltre settemila euro ripartito tra vincitori e menzioni d’oro, culminerà con l’annuncio dei progetti trionfatori il prossimo 24 febbraio 2025. Per lo studio, questa partecipazione rappresenta un’ulteriore conferma della propria vocazione internazionale e della sensibilità verso la rigenerazione di contesti urbani complessi e stratificati.

L’architetta Alessandra Fasanaro, di od’a – Officina d’Architettura, ha partecipato al convegno AIAPP dedicato alla celebre paesaggista Maria Luisa Margiotta. Un incontro per riflettere sulla gestione dei giardini storici e sulla cultura del paesaggio.

Venerdì 31 gennaio, la prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Napoli ha ospitato l’evento “Innovare il passato / conservare il futuro”, una giornata di studi dedicata alla memoria e all’opera della paesaggista Maria Luisa Margiotta. L’iniziativa, promossa dall’AIAPP nell’ambito delle celebrazioni per i suoi settantacinque anni, ha visto la partecipazione dell’architetta Alessandra Fasanaro, socia AIAPP e figura di riferimento di od’a – Officina d’Architettura. Il convegno ha rappresentato un momento di profonda riflessione sulla conservazione dei giardini storici e sulla progettazione del paesaggio contemporaneo, temi cari alla produzione professionale di Margiotta.

Attraverso i contributi di illustri accademici, giornalisti e rappresentanti istituzionali, il dibattito ha messo in luce l’importanza di un approccio multidisciplinare che sappia coniugare il rigore filologico del restauro con le nuove istanze della vivibilità urbana. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione di Alessandra Fasanaro sottolinea la costante attenzione dello studio verso la dimensione paesaggistica come elemento inscindibile della qualità architettonica. In un dialogo tra estetica, storia e botanica, l’incontro ha celebrato una carriera straordinaria capace di trasformare il verde in un linguaggio colto e civile. L’eredità di Maria Luisa Margiotta continua così a ispirare la comunità professionale, tracciando una rotta chiara per la tutela del patrimonio naturale e monumentale, inteso non solo come memoria statica ma come bene comune dinamico e vitale per le città del futuro.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, è intervenuto ad Arkeda 2024 per esplorare il legame tra design, tempo e spazi esterni durante il convegno “Tempo Fuori”, moderato dal giornalista Giorgio Tartaro.

In occasione dell’undicesima edizione di Arkeda, il prestigioso Salone dell’architettura e del design ospitato presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, l’architetto Giovanni Aurino, socio fondatore di od’a – Officina d’Architettura, ha offerto un contributo significativo al dibattito contemporaneo durante il convegno intitolato “Tempo Fuori”. L’incontro, curato e moderato da Giorgio Tartaro in collaborazione con Luxury Carpet Studio, ha rappresentato un momento di analisi profonda sulla percezione temporale legata agli spazi dell’abitare, con un focus specifico sull’integrazione tra interni ed esterni.

Nel corso della giornata del 29 novembre 2024, Aurino ha condiviso la visione di od’a – Officina d’Architettura riguardo alla capacità del progetto di resistere e adattarsi al trascorrere del tempo. Il dibattito ha esplorato come l’architettura debba oggi farsi carico di una nuova flessibilità, capace di accogliere i ritmi della vita contemporanea senza rinunciare alla qualità materica e spaziale. Il confronto ha evidenziato la necessità di un design consapevole che sappia dialogare con la luce naturale e il paesaggio, trasformando il “fuori” non in un semplice contorno, ma in un elemento strutturale dell’esperienza abitativa. Attraverso il racconto di esperienze progettuali concrete, lo studio ha sottolineato l’importanza di un approccio multidisciplinare che unisca l’eccellenza artigianale del design, come quella rappresentata dai partner dell’evento, alla visione urbanistica, definendo nuovi standard per un’architettura che sappia essere, al contempo, attuale e senza tempo.

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Behind Napoli – Ex deposito ferroviario in Via Botteghelle, Napoli

La rubrica editoriale di od’a – officina d’architettura – conduce alla scoperta di luoghi nascosti nel tessuto urbano di Napoli, svelando spazi di straordinario fascino e profondo valore storico-architettonico. Un racconto attento e suggestivo che intreccia memoria, identità e progetto, restituendo visibilità a patrimoni spesso dimenticati. Attraverso uno sguardo critico e sensibile, la rubrica invita a rileggere la città oltre i percorsi consueti, riscoprendone la ricchezza invisibile.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, esplora ad Arkeda il progetto dell’outdoor meridionale. Un viaggio tra luce e ombra per trasformare aree dismesse e cortili storici in nuovi centri di socialità urbana.

Venerdì 29 novembre 2024, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, l’architetto Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura è intervenuto al convegno “Tempo Fuori”, curato da Giorgio Tartaro. Al centro del dibattito vi è la sapiente gestione degli spazi aperti nel Mezzogiorno, dove l’uso sapiente della luce e delle ombre diventa uno strumento progettuale fondamentale per valorizzare il territorio. Attraverso la ridefinizione di piazze, strade e porticati, il progetto architettonico trasforma i luoghi pubblici in autentici centri di scambio e cultura, mentre terrazzi e giardini privati si evolvono in oasi di benessere e intimità.

La visione proposta da od’a – Officina d’Architettura pone particolare enfasi sul riuso creativo di aree inerti, come trincee ferroviarie o cortili abbandonati, capaci di rinascere come scenari urbani vibranti. Questo approccio non si limita alla modernità, ma instaura un dialogo profondo con la memoria storica, collegando idealmente i peristili delle domus pompeiane e i chiostri dei palazzi nobiliari alle nuove funzioni contemporanee. La rigenerazione dell’identità locale passa dunque per una sintesi tra sostenibilità e bellezza, dove l’architettura funge da ponte tra epoche diverse. In questo scenario, il paesaggio e il costruito si fondono per offrire un tempo sospeso che onora il passato e proietta la città verso un futuro più inclusivo e armonico.

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, interviene a Pozzuoli sul tema della rigenerazione urbana costiera. Un confronto tecnico per delineare il futuro dell’abitare di qualità lungo le sponde del Mediterraneo.

Il prossimo 15 novembre, le storiche botteghe del Rione Terra a Pozzuoli ospiteranno un importante tavolo tecnico dedicato alla città dell’abitare, focalizzato sulla rigenerazione urbana e sulla qualità dell’architettura contemporanea. In questa prestigiosa cornice, l’architetto Giovanni Aurino parteciperà in veste di discussant, portando il contributo scientifico e progettuale di od’a – Officina d’Architettura. Il suo intervento, intitolato significativamente “Rigenerare sulla linea di costa – il mediterraneo che verrà”, approfondirà le sfide e le opportunità legate alla trasformazione delle zone litoranee, ambiti delicatissimi dove il confine tra terra e mare richiede una sensibilità progettuale estrema.

L’esperienza consolidata di od’a – Officina d’Architettura diventerà il perno di un racconto che intreccia interventi realizzati, progetti in itinere e studi teorici che hanno interessato negli anni il complesso sistema dei Campi Flegrei e, più in generale, l’intero bacino del Mediterraneo. L’obiettivo dell’incontro è dimostrare come la rigenerazione non debba essere intesa solo come recupero fisico, ma come una visione strategica capace di integrare la memoria storica con le nuove esigenze di sostenibilità e inclusione. Attraverso la lente del Mediterraneo, inteso come spazio di identità e innovazione, Aurino illustrerà come la qualità architettonica possa agire da catalizzatore per trasformare le linee di costa in nuovi baricentri di bellezza e vivibilità, definendo così i parametri per una nuova cultura dell’abitare consapevole e rispettosa della fragilità territoriale.

Lo studio od’a – Officina d’Architettura firma l’offerta tecnica vincente per il nuovo ospedale Ruggi di Salerno, un’infrastruttura strategica per il futuro della sanità campana.

In collaborazione con Inskema, Costructura Consulting, GRSC STUDIO e Newark Engineering; od’a – Officina d’Architettura ha curato l’offerta tecnica per la gara di lavori destinata alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, aggiudicandosi l’appalto. Si tratta di un intervento di grande rilevanza strategica, promosso dalla Giunta Regionale della Campania attraverso l’Ufficio Speciale Grandi Opere, che punta a rafforzare e innovare il sistema sanitario regionale.

Con un investimento complessivo di oltre 367 milioni di euro, il progetto rappresenta uno dei più importanti programmi di edilizia sanitaria attualmente in corso nel Mezzogiorno. L’esecuzione dei lavori sarà affidata al raggruppamento guidato da Manelli Costruzioni Generali S.p.A., in qualità di mandataria, insieme a Guastamacchia S.p.A. e ITM Consorzio Stabile.

Il nuovo polo ospedaliero sarà concepito come una struttura sanitaria di ultima generazione, pensata per integrare efficienza funzionale, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Il complesso ospiterà spazi dedicati all’alta specializzazione clinica, servizi di emergenza e aree per la formazione, configurandosi come un presidio sanitario contemporaneo, capace di rispondere alle esigenze di cura del territorio salernitano e di diventare un punto di riferimento per l’intera Campania.

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