Il progetto prende avvio da una riflessione sull’identità stessa di via Marina, una lunga infrastruttura urbana di circa 5 chilometri che collega il centro di Napoli con la sua fascia orientale. Più che una strada unitaria, essa si configura come una sequenza di episodi differenti, costituita da più assi viari e da un sistema eterogeneo di relazioni con il contesto urbano. Questa frammentazione diventa il punto di partenza per un lavoro progettuale che non cerca un’unità artificiale, ma una nuova coerenza spaziale e percettiva.
L’obiettivo è la costruzione di un’immagine riconoscibile e contemporanea dell’asse urbano, capace di trasformare un’infrastruttura prevalentemente percorsa in un vero spazio pubblico. Il progetto interviene sui diversi livelli che definiscono la strada – cortine edilizie, sistemi vegetali, arredo urbano e spazi di relazione – per costruire una nuova continuità ambientale e paesaggistica.
La trasformazione proposta mira a elevare le prestazioni funzionali della viabilità esistente, integrandole con una qualità spaziale più ampia, in cui sequenze prospettiche, punti emergenti e nuove sistemazioni vegetali ridefiniscono l’esperienza dell’attraversamento. La strada diventa così un sistema urbano complesso, in cui mobilità e spazio pubblico si sovrappongono.
L’intervento si configura come un progetto di ricostruzione identitaria, volto a restituire alla città un’infrastruttura riconoscibile non solo per i flussi che la attraversano, ma per la qualità del suo paesaggio urbano e delle sue relazioni spaziali.