RIFUGIO PETRARCA A BOLZANO – CONCORSO
RIFUGIO PETRARCA A BOLZANO – CONCORSO
GARE E CONCORSI

Lo studio od’a – Officina d’Architettura, con Angèle Pavaux, partecipa al concorso NAP081 per il Rifugio Petrarca, affrontando il progetto come una riflessione sul rapporto tra architettura e paesaggio in alta quota.

L’idea guida è quella di superare la tradizionale concezione del rifugio come oggetto isolato, per interpretarlo invece come una naturale estensione della morfologia montana. L’edificio viene pensato come una “nuova montagna”, una forma costruita che si integra nel paesaggio fino a diventarne parte indiscernibile.

La configurazione architettonica nasce dall’adattamento diretto alla geografia del sito: piani inclinati, dislivelli e superfici spezzate costruiscono un volume continuo che si comporta come uno sperone roccioso. La distinzione tra interno ed esterno si dissolve, così come quella tra copertura e suolo, generando un organismo architettonico unitario.

Un elemento centrale del progetto è il recupero della memoria del rifugio preesistente e distrutto. L’edificio viene infatti collocato in modo da occupare il perimetro dell’antico sedime, trasformando l’area in uno spazio di soglia e di ricordo. Questo gesto genera una grande terrazza protetta, un vuoto architettonico che diventa spazio di sosta e osservazione, schermato dalle condizioni climatiche più estreme.

La distribuzione interna è organizzata in due blocchi funzionali collegati da un nucleo centrale di connessione, che ospita l’ingresso e i principali flussi verticali. A nord si collocano le funzioni ricettive, mentre a sud trovano spazio mensa e cucina, con affacci privilegiati sulla valle.

L’involucro è realizzato prevalentemente in pietra calcarea, materiale che richiama direttamente la materia della montagna. A sud, un grande sperone vetrato proietta le sale del ristorante verso il paesaggio, trasformandole in punti di osservazione privilegiati.

Il risultato è un’architettura che non si sovrappone al contesto, ma si genera da esso, costruendo un equilibrio tra protezione, memoria e immersione nel paesaggio alpino.