CAMPANIA SOMMERSA
Nei Campi Flegrei le radici della città del futuro
La Biennale dello Stretto esplora il futuro urbano partendo dalle radici dei Campi Flegrei. Attraverso l’ingegneria romana e la gestione sostenibile dell’acqua, i siti archeologici diventano modelli per una città resiliente, capace di integrare memoria storica, innovazione e rispetto degli ecosistemi.
La seconda edizione della Biennale dello Stretto, attraverso il tema Campania Sommersa, propone una riflessione profonda sulla città del futuro, rintracciandone le fondamenta nell’ingegnosità delle antiche città romane dei Campi Flegrei. Curata da Giovanni Aurino e Mario Ferrara, l’esposizione suggerisce che la visione urbana contemporanea debba trarre ispirazione da siti come la Piscina Mirabilis o le Terme di Baia, dove l’acqua non è solo una risorsa, ma l’elemento centrale attorno a cui ruota la vita sociale e l’equilibrio ecologico.
Il percorso si articola in cinque atti fondativi che legano il tempo alla responsabilità, trasformando le vestigia storiche in modelli attuali di sostenibilità. La mobilità viene narrata attraverso opere monumentali come l’Arco Felice o la Montagna Spaccata, simboli di un’ingegneria audace capace di connettere culture diverse superando i limiti naturali. Lo spazio pubblico ritrova la sua dimensione relazionale nel Macellum di Pozzuoli e negli anfiteatri, luoghi dove la vita quotidiana si intreccia armoniosamente con architetture millenarie. Allo stesso modo, il concetto di abitare si evolve in una forma di cura verso il territorio, evidente nella stratificazione storica del Rione Terra o nella sacralità delle necropoli.
Il baricentro di questo sistema è rappresentato dalla Solfatara, motore geologico che ricorda la forza primordiale della natura, mentre le linee d’acqua definiscono la nuova strategia territoriale. Dalla linea di costa alle acque di crinale, la gestione idrica romana insegna a integrare infrastrutture e paesaggio. Opere straordinarie come la Piscina Mirabilis, vera cattedrale sotterranea, testimoniano la capacità di governare la materia per il bene collettivo. In questo dialogo incessante tra passato e presente, il Mediterraneo del futuro si delinea come uno spazio dove la tecnologia avanzata e le antiche sapienze convergono per garantire resilienza urbana e una qualità della vita duratura per le generazioni a venire.
INFO
| Esposizione realizzata da | Giovanni Aurino + Mario Ferrara |
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| Gruppo di lavoro/crediti | Ginevra Masturzo |







