CHIESA BORRELLI
Progetto di una nuova chiesa a Pompei
Sulle tracce della preesistente cappella Borrelli, il nuovo complesso ecclesiale sorge come un innesto tra memoria e contemporaneità, un’architettura di luce che ridefinisce l’identità del quartiere.
Il progetto abita il lotto attraverso un dialogo tettonico con la casa di riposo, trasformando il vuoto urbano in un sistema organico di percorsi e soste. Qui, il confine tra lo spazio del quartiere e quello del sacro sfuma in un sagrato permeabile, dove la pietra e il verde diventano il linguaggio comune di una rinnovata appartenenza collettiva.
L’intervento architettonico per il nuovo complesso ecclesiastico a Pompei si configura come un atto di ricucitura urbana, un volume plastico che dialoga intimamente con il tessuto del quartiere e la preesistente casa di riposo Borrelli attraverso un’articolata alternanza di pieni e vuoti.
Il progetto si snoda in due anime funzionali distinte ma interconnesse: un nucleo dedicato alla liturgia e un corpo di fabbrica destinato alla vita parrocchiale, uffici e servizi, definendo un organismo edilizio che abita il lotto con consapevolezza tettonica. Il prospetto meridionale è dominato da un ieratico setto curvilineo, un gesto architettonico che non solo segnala l’invito all’aula sacra ma funge da bussola visiva nell’orientamento spaziale del piazzale pavimentato. Varcando il portale in rovere, lo spazio si apre in una navata da centodieci posti, dove la materialità del gres ceramico grigio risale le pareti perimetrali fino a una quota di 1,60 metri, stabilendo un basamento materico continuo. La luce, materia prima del progetto, penetra dal fronte orientale attraverso quattordici feritoie di diverse proporzioni, mentre una grande apertura zenitale, impreziosita da vetri ambrati e bianchi, inonda l’area presbiterale. Qui l’altare, elevato su un podio in pietra d’Apricena chiara, diventa il fulcro focale sotto un soffitto ligneo che cela la complessità impiantistica, punteggiato da venticinque elementi luminosi sospesi. Gli interni, definiti da intonaci in calce idraulica beige, si collegano ai volumi amministrativi e di catechesi mediante percorsi trasversali che sfociano in un patio interno, polmone di luce per il primo piano. La risalita verticale, affidata alla plasticità di una scala in acciaio corten protetta da un lucernario zenitale, conduce verso il campanile e le coperture tecniche in lamiera ramata. All’esterno, il dialogo tra l’intonaco chiaro e la pietra d’Apricena si estende verso il giardino, dove la vegetazione e i setti in corten mediano il passaggio tra il sacro e il profano, collegando fluidamente il complesso a via Lepanto in un sistema privo di barriere, dove la luce artificiale definisce, al calare del sole, la nuova identità notturna del luogo.
INFO
| sup. totale di progetto | 2.220 MQ |
|---|---|
| importo lavori | € 2.387.373,60 |
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srl Gamma Ingegneria Soc. Coop. Ing. Giuseppe Cacciapuoti |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PE |
| gruppo di lavoro Od'A | Arch. Vincenzo Fiorillo Arch. Francesco Scuotto |
| 3d e rendering | Arch. Roberto Hao Hao Chen |
| impresa | PIZZAROTTI & C. SPA |
| sup. utile | 605 MQ |
| sup. coperta | 450 MQ |
| volume | 3570 MQ |





