CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Restauro delle facciate e delle coperture del Palazzo di Cassazione
Sulla scena monumentale di Roma, il restauro del “Palazzaccio” si configura come un sofisticato dialogo tra l’imponenza della memoria storia e l’innovazione del protocollo BIM.
L’intervento sulla facciata di via Ulpiano e sulle coperture eleva gli standard di efficienza energetica, operando in rigorosa aderenza ai principi DNSH e alla sostenibilità dei materiali. Il valore del simbolo architettonico viene così preservato e proiettato nel futuro, garantendo una maestosità sostenuta da soluzioni tecniche d’eccellenza.
La Corte Suprema di Cassazione, anche detta “Palazzaccio”, si erge nel tessuto romano come un’imponente sedimentazione di travertino, simbolo di un’epoca che cercava nel monumentalismo l’identità della nazione. L’intervento di restauro si configura come un atto di cura profonda, un ricamo invisibile che restituisce dignità materica e vigore funzionale all’organismo architettonico.
Il fulcro del progetto risiede nella facciata di via Ulpiano, dove attraverso operazioni di pulitura, consolidamento e protezione, la pelle di travertino ritrova la sua vibrazione originaria, protetta da materiali sostenibili che ne rispettano la sacralità senza alterarne l’estetica. Questo equilibrio tra conservazione e innovazione prosegue negli infissi: qui, i telai in ferro finestra riproducono fedelmente le sagome storiche, custodi di una memoria visiva inalterata, accogliendo però vetri ad alte prestazioni che trasformano il vuoto in uno scudo termico ed acustico.
L’intervento si eleva poi verso l’orizzonte dell’edificio, coinvolgendo le coperture e le terrazze. Quello che era un piano di degrado diventa un nuovo “pacchetto” di benessere: membrane ecologiche, sughero e calce naturale si stratificano per isolare e far traspirare la struttura. È un’architettura che torna a respirare, ottimizzando la sua impronta energetica e riducendo l’impatto ambientale nel segno di una durabilità ritrovata.
Sviluppato interamente in ambiente BIM, il progetto non ha solo mirato all’efficienza dei processi, ma ha garantito una precisione chirurgica nel rispetto dei vincoli storici. Ogni scelta, dal riuso dei materiali alla riduzione delle emissioni, è stata guidata dalla volontà di rendere il Palazzaccio un esempio di resilienza moderna. In questo intervento, la materia antica si sposa con una sensibilità ecologica d’avanguardia, assicurando che la solennità della Cassazione continui a dialogare con il cielo di Roma per i decenni a venire, protetta da una corazza tecnologica invisibile ma potentissima.
INFO
| importo lavori | € 14.942.091,82 |
|---|---|
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srl |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PE |
| gruppo di lavoro Od'A | Arch. Giovanni Travaglione Arch. Melissa Kouzmzayek Arch. Manfredi Parrella |
| 3d e rendering | Arch. Melissa Kouzmzayek + Arch. Manfredi Parrella |
| impresa | FRATELLI NAVARRA SRL PICALARGA SRL |




