DESIGN MUSIC
TIANJIN DESIGN WEEK 2018
La musica, come l’acqua, modella la propria essenza immateriale attraverso lo spazio e gli oggetti che la accolgono. Questa mostra indaga l’incontro tra design e sonorità, esplorando le influenze reciproche tra cultura cinese e occidentale nel dare forma all’invisibile.
Spesso si cade nell’errore di pensare che la musica e l’acqua siano prive di una forma propria. In realtà, proprio come un liquido assume il profilo del contenitore che lo ospita o dello spazio che invade, così la musica si modella attraverso la materia. La sua fisionomia è definita dagli oggetti che la generano, dai luoghi in cui risuona, dalle architetture in cui vibra e persino dai codici semantici di uno spartito o dalle immagini che evoca nella mente di chi ascolta. La musica è un’entità dalle mille sembianze, capace di farsi corpo tangibile nonostante la sua natura profondamente immateriale.
Il legame tra musica e design è dunque indissolubile e si manifesta nel momento in cui l’artigiano, custode di una sapienza millenaria, plasma gli strumenti necessari a lacerare il silenzio. In questo processo, il suono acquista corporeità e diventa presenza fisica attraverso oggetti deputati ad amplificare, espandere o riprodurre l’esperienza sonora. Questa mostra si propone di indagare il rapporto, talvolta diretto e talvolta segreto, tra queste due dimensioni, ponendo a confronto la sensibilità cinese e quella occidentale.
Attraverso l’analisi di due culture e tradizioni differenti, il percorso espositivo cerca di rintracciare le diversità storiche e le influenze reciproche tra Est e Ovest. Il punto di osservazione privilegiato è quello della musica, l’arte più invisibile che esista, che tuttavia necessita di un mondo di oggetti e architetture per manifestarsi pienamente. Il design non è quindi un semplice supporto, ma l’elemento che permette al suono di abitare il mondo, trasformando un’idea astratta in una forma pura e fruibile, capace di superare i confini tra le diverse filosofie e i diversi linguaggi del progetto contemporaneo.
INFO
| Esposizione realizzata da | AD+ architecture and engineer company |
|---|---|
| Gruppo di lavoro/crediti | Giovanni Aurino |
| Traduzioni | Alice Colantuoni |
| Graphic design | Paolo Altieri |






