VENTOTENE, LT
INVITALIA
2021 - 2022

EX CARCERE DI SANTO STEFANO

Recupero e rifunzionalizzazione dell'ex carcere borbonico

L’intervento di restauro e messa in sicurezza del Carcere di Santo Stefano a Ventotene mira a preservare un sito di valore storico e culturale. Il progetto prevede il consolidamento delle strutture esistenti, la conservazione degli elementi architettonici originali e la rimozione di superfetazioni.

L’obiettivo è ripristinare la fruibilità del sito, garantendo la sicurezza dei visitatori, e valorizzare la memoria storica del luogo. L’intervento si pone come un esempio di recupero rispettoso del patrimonio, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’integrazione con il paesaggio circostante.

Il complesso monumentale dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano si trova oggi in una fase di sospensione necessaria, dove l’atto del costruire si trasforma in un gesto di pura tutela. L’intervento riflette un profondo cambio di paradigma: non più una rifunzionalizzazione accelerata, ma una messa in sicurezza consapevole che attende di conoscere il destino d’uso del manufatto. In questo limbo temporale, l’architettura non viene alterata da nuove funzioni, ma protetta nella sua essenza materica e storica.

Il confronto con gli agenti atmosferici, in un contesto insulare così estremo, impone una strategia di difesa chirurgica. La protezione delle superfici orizzontali non mira a una sovrapposizione invasiva, bensì a un’impermeabilizzazione mirata dei punti critici, preservando la stabilità delle strutture voltate sottostanti che altrimenti rischierebbero il collasso per infiltrazione. È un dialogo silenzioso tra la tecnologia contemporanea dei manti protettivi e la sapienza costruttiva degli antichi embrici in pietra, restituiti alla loro funzione originaria di regimazione idrica lungo il perimetro del maestoso cortile circolare.

I serramenti, soglie fisiche e simboliche del regime carcerario, subiscono un trattamento che rinuncia alla finitura del “nuovo” per privilegiare l’istanza documentale del degrado. Laddove il progetto originario prevedeva ripristini integrali, oggi si sceglie di arrestare l’ossidazione senza cancellarne i segni. Gli infissi più compromessi vengono rimossi e catalogati come frammenti di un palinsesto in attesa di un futuro restauro, mentre le lacune nei varchi delle celle sono colmate da diaframmi lignei temporanei. Questi pannelli non sono semplici tamponamenti, ma segni di un presidio architettonico che custodisce il vuoto e la memoria del luogo.

L’approccio scelto esprime un’etica del restauro basata sul rispetto dell’esistente come bene fragile. Rinunciando alla fretta della trasformazione, il progetto si fa custode della potenzialità del luogo, garantendo che il tempo non cancelli le tracce di un passato complesso prima che il futuro dell’isola possa essere finalmente scritto.

 

INFO

sup. totale di progetto 8.500 mq
importo lavori € 7.616.939,26
Progettisti

od’a – Officina d’Architettura srl

Vitruvius Engineering sas

Arch. Fabio Campagnuolo

Arch. Pasquale De Lucia

Arch. Gaia Campagnuolo

PRESTAZIONE SVOLTA PE
gruppo di lavoro Od'A

Arch. Vincenzo Fiorillo

Arch. Marianna Auriemma

Arch. Francesco Scuotto

Arch. Domenico Guida

Arch. Roberto Hao Hao Chen

impresa

Minerva Restauri srl (Mandataria)

Hera Restauri srl (Mandante)

Foto Dario Biello
sup. utile 12.400 mq
sup. coperta 5.300 mq
volume 37.200 mc