NAPOLI, NA
ASSOCIAZIONE COSTRUTTORI EDILI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI
2023 - 2024

GIARDINO STORICO DI PALAZZO RUFFO DELLA SCALETTA

Restauro e recupero del giardino storico

In dimensione notevolmente ridotta rispetto alla sua dimensione iniziale, il giardino aveva perduto ogni connotazione identitaria. Il progetto richiama quello che era il disegno organico del giardino ottocentesco, come documentato da fonti iconografiche.

Si istaurano così forme sinuose per le aiuole e i percorsi: spazi circolari di varia dimensione, di volta in volta liberi al centro o piantumati, la cui posizione è dettata dalle alberature esistenti che in tal modo diventano punti cardine del progetto. Si ricrea, così, un giardino da percorrere, da attraversare, da vivere.

Nel cuore di Chiaia, il giardino di Palazzo Ruffo della Scaletta custodisce l’eco di una grandezza seicentesca, quando la famiglia Carafa trasformò questo spazio in un teatro di meraviglie esotiche. Sebbene l’intervento di Guglielmo Bechi nel 1830 ne avesse sancito l’eleganza neoclassica, legandolo scenograficamente alla cupola e allo scalone monumentale del palazzo, le frammentazioni del Novecento e l’uso improprio come vivaio ne hanno progressivamente soffocato l’anima. Oggi, l’area emerge da uno stato di abbandono per farsi palcoscenico di una rinascita contemporanea che dialoga con la memoria del vicino parco di Villa Pignatelli.

Il progetto di riqualificazione si allontana dal semplice ripristino filologico per abbracciare una poetica organica ispirata alla lezione paesaggistica di Pietro Porcinai. Una successione di spazi circolari di varia dimensione definisce il nuovo ritmo del verde, dove la massa vegetale non è solo ornamento, ma un dispositivo spaziale capace di occultare i limiti fisici e dilatare la percezione del vuoto. La materia ritorna protagonista nel restauro delle architetture superstiti: le antiche scalinate, i muri di cinta e i barbacani in conci di tufo vengono consolidati e nobilitati da nuovi rivestimenti in pietra naturale coerenti con il contesto.

Sotto i passi dei visitatori, una pavimentazione drenante in terra stabilizzata definisce percorsi fluidi che si snodano tra nuove quinte botaniche. Le essenze arboree compromesse cedono il posto a esemplari di canfora, arancio amaro e melia, integrati da arbusti tipici del giardino mediterraneo come camelie, agapanti e pitosfori. La tecnologia si inserisce con discrezione in questa “stanza a cielo aperto”: un sistema di illuminazione a luce calda esalta le radure notturne, mentre impianti di irrigazione e gestione remota garantiscono la sostenibilità di un ecosistema ritrovato. In questo equilibrio tra memoria e fluidità del presente, il giardino riacquista il suo ruolo di punto focale e decoro urbano, restituendo alla fabbrica storica una nuova vitalità.

 

INFO

sup. totale di progetto 650 mq
importo lavori € 321.276,90
Progettisti

od’a – Officina d’Architettura srl

Ing. Fabio Buiano

PRESTAZIONE SVOLTA PE
gruppo di lavoro Od'A

Arch. Daniela Perrella

Arch. Ivana Giustino

Arch. Francesco Scuotto

impresa

ROMANO E C. SRL

Foto ROSA MARIA APETINO
sup. utile 650 mq