PISA, PI
DIRETTA DA ALFONSO FEMIA
2019

HUMAN HOSPITALITY ACQUA – NUOVA FRONTIERA DELL’ACCOGLIENZA

BIENNALE DI ARCHITETTURA DI PISA 2019 - III EDIZIONE

L’allestimento di HHO – Human Hospitality per la Biennale di Pisa materializza il concetto di “limite mobile” tra terra e acqua. Il fulcro del progetto è un modulo abitativo a geometria variabile, concepito come un dispositivo leggero ancorato sulla linea di battigia.

L’allestimento traduce la fluidità ambientale in una struttura flessibile, capace di adattarsi alle mutazioni geografiche. Attraverso l’uso di materiali che evocano solidità e trasparenza, lo spazio espositivo invita a una riflessione tattile e visiva sulla resilienza, trasformando il confine costiero in un luogo d’accoglienza temporanea e sicura.

In occasione della III Biennale di Architettura di Pisa, curata da Alfonso Femia sul tema “Tempodacqua”, lo studio od’a – Officina d’Architettura presenta HHO – Human Hospitality, un progetto di ricerca che esplora la complessa dialettica tra risorsa e minaccia che l’elemento idrico rappresenta nell’era dei cambiamenti climatici. Il concept si muove lungo il “limite”, quella linea di confine tra terra e acqua che oggi appare più mobile e variabile che mai. In un contesto globale segnato dall’innalzamento del livello del mare e da sconvolgimenti geopolitici, HHO propone una riflessione sulla necessità di ripensare l’accoglienza attraverso dispositivi abitativi temporanei e a geometria variabile, capaci di rispondere con velocità e sicurezza alle nuove emergenze abitative senza rinunciare a una profonda connessione con la natura.

L’architettura proposta da Od’a si insedia proprio in quel luogo interstiziale — costa, battigia, argine — inteso come punto di incontro fertile tra fluidità e solidità. In un’epoca caratterizzata dalla precarietà dei rapporti e del lavoro, l’acqua diventa la chiave per ritrovare un equilibrio ancestrale: il modulo abitativo non è concepito come un’imposizione definitiva, ma come un luogo di transizione dove l’uomo può ascoltare i propri bisogni e sentirsi parte di una comunità temporanea. Questa “blue architecture” assume il litorale Domitio Flegreo come palcoscenico ideale di sperimentazione. Il territorio, storicamente legato all’acqua ma segnato da recenti tensioni sociali e degrado, diventa la metafora perfetta di un equilibrio da ricostruire.

Attraverso lo scambio ciclico tra solidità terrestre e fluidità marina, HHO disegna una nuova geografia dell’ospitalità che scardina i canoni convenzionali del tempo e dello spazio. Il progetto invita a una modalità di blue thinking, dove il modulo architettonico diventa uno strumento di rigenerazione non solo fisica ma anche psicologica. Lasciandosi cullare dal suono dell’acqua, l’uomo ritrova il proprio istinto all’interno di un paesaggio d’acqua fatto di laghi, canali e spiagge, trasformando la linea di confine in un esatto luogo di fondazione per una nuova idea di civiltà resiliente e consapevole.

INFO

gruppo di lavoro Od'A

Coordinamento:
Archh. Marianna Auriemma, Giusy Moscariello, Orazio Nicodemo

Equipe:
Archh. Irene Lettieri, Vincenzo Fiorillo, Esposito Lorenzo, Eliana Sta­iano, Antonio Volino, Annama­ria Messina, Lycourgos Lam­brinopoulos, Lidia di Gianni, Assunta Antuono, Rosa Mello, Rossella Troncone, Marica di Spiezio, Francesco Montella, Alessandro Baldo

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