IGF – GREEN INNOVATION NAPOLI, HUB
Centro di ricerca per le energie alternative
L’ex palazzina uffici Whirlpool, situata lungo il raccordo autostradale di Napoli, ospiterà il “Green Innovation Hub”, un centro di ricerca in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II e altre aziende.
Il nuovo polo si concentrerà sullo sviluppo di tecnologie innovative per le energie rinnovabili e le smart grids. La decisione di conservare parte della memoria della ex fabbrica, mantenendo in questo edificio la funzione più rappresentativa del nuovo complesso, conferma la volontà di porsi in continuità con il recente passato dell’area.
L’intervento per il nuovo Green Innovation Hub a via Argine si configura come un manifesto architettonico della transizione, dove la memoria industriale del Novecento non viene cancellata, ma eletta a fondamento di un nuovo ecosistema tecnologico. Situata in una posizione di forte visibilità lungo il raccordo autostradale, l’ex palazzina uffici Whirlpool abbandona la sua veste puramente funzionale per trasformarsi in un landmark urbano, un segnale tangibile di rinascita per il quartiere di Ponticelli e per l’intero territorio.
Il progetto architettonico opera una profonda riscrittura del manufatto esistente, trattandolo come un palinsesto su cui innestare linguaggi contemporanei. La scelta di conservare questo volume specifico, destinandolo alla funzione più rappresentativa del complesso, assume un valore simbolico: il passaggio dalla vecchia produzione manifatturiera alla nuova frontiera delle smart grids e delle energie rinnovabili. La facciata viene reinterpretata attraverso una pelle tecnologica in acciaio che, oltre a regolare l’apporto luminoso, integra sistemi attivi di gestione ambientale, mentre lamelle verticali e superfici ceramiche tridimensionali conferiscono all’edificio una nuova vibrazione materica e una profondità prospettica prima assente.
All’interno, la rigidità degli spazi uffici tradizionali cede il passo a una spazialità fluida e permeabile, concepita per favorire l’incubazione di idee e la contaminazione tra ricerca accademica e mondo industriale. I laboratori e le aree di condivisione diventano luoghi di un’architettura dell’incontro, dove l’innovazione tecnologica respira attraverso un coronamento vegetale in copertura che ricuce il rapporto tra il costruito e il cielo.
È nel dialogo con il suolo che il progetto svela la sua visione più ambiziosa. Le aree esterne non sono concepite come meri spazi di risulta, ma come una vera “architettura a volume zero”. La vegetazione assume un ruolo strutturale, agendo come infrastruttura vitale che filtra il rumore della città e depura il paesaggio. Questo sistema di bordi verdi trasforma il confine industriale in una soglia ecologica, dove la natura torna a essere protagonista attiva di un processo di bonifica estetica e culturale, ridefinendo l’identità della fabbrica contemporanea come un organismo vivente perfettamente integrato nel suo contesto urbano.
INFO
| sup. totale di progetto | 2.100 MQ |
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| importo lavori | € 5.993.780,26 |
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srl Gamma Ingegneria Soc. Coop. Ing. Giuseppe Cacciapuoti IS Ingegneria srl
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| PRESTAZIONE SVOLTA | PFTE, PE, DL |
| gruppo di lavoro Od'A | Arch. Marianna Auriemma Arch. Domenico Guida Arch. Vincenzo Fiorillo Arch. Marco Loviglio Arch. Melissa Kouzmzayek Ing. Roberta Tassiero Arch. Agostino Granato Arch. Raffaele Nocerino |
| 3d e rendering | Arch. Roberto Hao Hao Chen + Arch. Francesca Campanile |
| impresa | ECF GESTIONI SRL |
| sup. utile | 1.400 MQ |





