NAPOLI, NA
PROJECT BY ISAURA
2015

MOVIMENTO

Il flusso della forma

Prendendo spunto dalla città invisibile di Calvino, questo progetto di product design ridisegna la stoviglia tradizionale trasformandola in un dispositivo tridimensionale in porcellana. Superando la bidimensionalità del piatto, il manufatto traduce la fluidità dell’acqua in un’ergonomia dinamica, concepita per guidare i gesti dell’utente.

La superficie modula rilievi e cavità secondo le metriche sintetiche di un haiku, creando un’interazione organica tra la materia ceramica e la filosofia culinaria dello chef Valentino, dove forma e funzione convergono nel contatto con la mano.

Prendendo le mosse dalla città di Isaura evocata da Italo Calvino, questo progetto di product design traduce la fluidità invisibile della materia in un manufatto d’uso quotidiano, trasformando la dinamica dell’acqua in una matrice formale concreta. L’intervento riprogetta la tipologia classica della stoviglia, superando la bidimensionalità del piatto tradizionale per sviluppare un volume tridimensionale in porcellana ad alta valenza ergonomica e sensoriale.

Il manufatto assume una mirata geometria ellittica, metafora visiva del pianeta Terra in cui l’acqua coesiste e si manifesta nei suoi tre stati fisici: liquido, solido e gassoso. La porcellana diviene la struttura tettonica su cui si articolano i cinque movimenti della tradizione taoista — acqua, legno, fuoco, metallo e terra —, trasformando la superficie in un dispositivo sensoriale attivo. L’oggetto abbandona il ruolo passivo di contenitore per guidare la gestualità dell’utente durante l’esperienza del consumo. Elemento cardine del disegno d’industria è un canale fluido integrato, all’interno del quale scorre un’acqua simbolica: un vettore connettivo che lega piccole preparazioni gastronomiche calibrate per sollecitare l’intero spettro recettivo del palato umano. In questo contesto, l’ergonomia del piatto si fonda in diretta sinergia con la filosofia culinaria dello chef Valentino, dove l’iconica combinazione partenopea di mozzarella e pomodoro si apre alle influenze dei cinque continenti. La superficie modula concavità e rilievi secondo una metrica precisa, assimilabile alla struttura sintetica di un haiku, coordinando ingredienti, gesti e proporzioni in una sequenza rigorosa.

L’acqua agisce come elemento regolatore del flusso, trasformando la staticità della ceramica in una traiettoria continua dove l’interazione diretta con la mano costituisce il punto di convergenza tra forma e funzione d’uso. Il risultato finale è un micro-manufatto ad alta integrazione formale, in cui lo studio del gesto, la purezza della materia e la trasformazione del cibo convergono in un’architettura d’oggetto organica, solida e perfettamente proporzionata.

INFO

Gruppo di lavoro/crediti

Valentino Palmisano

Giovanni Aurino

Viviana Di Blasi

Antonella Rossi

Francesco Rossini

 

Ringraziamenti: Aaron Berman, Ristorante La Locanda di Kyoto, The Ritz-Carlton Kyoto, Takayoshi Kumagai, Kotaro Nishibori, Ottavia Curcuraci