PARCO ARCHEOLOGICO DEI CAMPI FLEGREI
Progetto di miglioramento dell'accessibilità fisica, cognitiva e culturale dei 26 siti del PaFleg
Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei rappresenta un patrimonio culturale straordinario che riunisce 26 siti distribuiti in un’area di eccezionale rilevanza storica e archeologica. Questi luoghi offrono un panorama unico di testimonianze del passato, con monumenti, musei, aree archeologiche e paesaggi marini che richiamano visitatori e studiosi da tutto il mondo.
L’obiettivo di questo progetto è migliorare l’accessibilità fisica e cognitiva a tali siti, garantendo un’esperienza inclusiva e partecipativa a tutti i visitatori, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1, Componente 3, Investimento 1.2.
Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei si configura come un immenso palinsesto storico-naturale che abbraccia 26 siti distribuiti tra Pozzuoli, Bacoli e Giugliano, rappresentando un’area di eccezionale valore per la memoria collettiva. In questo contesto unico, il progetto di accessibilità e valorizzazione finanziato dal PNRR non si limita a un semplice adeguamento normativo, ma si propone come una vera e propria operazione di rigenerazione urbana a base culturale. L’obiettivo centrale è trasformare il patrimonio monumentale in un organismo inclusivo, capace di abbattere le barriere fisiche e cognitive per instaurare un sistema di relazioni virtuose con le comunità locali e i visitatori internazionali.
L’architettura dell’intervento agisce su due fronti complementari attraverso un linguaggio coerente e rispettoso delle preesistenze. Per quanto riguarda la componente strutturale, nei poli nevralgici come il Castello di Baia e l’Anfiteatro Flavio, il progetto introduce dispositivi tecnologici discreti ma funzionali, quali passerelle, piattaforme elevatrici e ascensori panoramici, che garantiscono la riconquista dello spazio ai soggetti con mobilità ridotta. Parallelamente, il concept progettuale si focalizza sulla creazione di un’identità visiva e sensoriale coordinata, sintetizzata in un abaco di sei elementi di arredo urbano. Questi oggetti nascono da un’affascinante operazione di geometrizzazione: l’immagine archeologica e il logo del Parco vengono fusi in un modulo cubico primordiale, che attraverso compressioni e decompressioni degli spigoli dà vita a sedute, pannelli informativi e pensiline fotovoltaiche.
La scelta materica del calcestruzzo armato sottolinea la volontà di durabilità e integrazione materica, giocando con finiture duali che alternano la levigatezza del piano di seduta alla texture bocciardata dei volumi verticali. Ogni elemento è pensato per accogliere esigenze diverse, dalle sedute ischiatiche per anziani ai supporti tattili per ipovedenti, integrando il logo in bassorilievo e accenti cromatici che dialogano con l’ambiente circostante. La collocazione di questi moduli non è standardizzata, ma segue la morfologia specifica di ogni sito, creando nuovi spazi di sosta e aggregazione lungo i percorsi di visita.
INFO
| importo lavori | € 889.690,95 |
|---|---|
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srl Vitruvius Engineering sas DML Impianti |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PEBA, PFTE, PE |
| gruppo di lavoro Od'A | Arch. Francesca Tufano Arch. Domenico Guida Arch. Raffaele Nocerino Arch. Silvia Trampetti Arch. Francesca Campanile |
| Foto | MARIO FERRARA |












