PARCO DEL POGGIO
Progetto di riqualificazione in parco urbano dell'ex cava di tufo dello Scudillo
Il progetto trasforma l’ex cava di tufo dello Scudillo a Napoli in un parco urbano di 37.000 mq, risolvendo il dissesto idrogeologico del declivio. Il layout si articola su un asse longitudinale che connette un’area didattico-ricreativa, un bacino idrico centrale ipogeo con funzioni di teatro all’aperto e terrazze belvedere terminali.
La strategia costruttiva adotta volumi interrati e murature in tufo in continuità con il banco geologico. Nonostante le varianti in fase esecutiva sui terrazzamenti e sulla tavolozza botanica, l’intervento stabilizza le scarpate e dota il quartiere di un’infrastruttura verde collettiva.
Nel panorama della transizione ecologica e del recupero dei vuoti urbani, il Parco del Poggio a Napoli rappresenta un emblematico caso di studio su come un’ex cava di tufo e successivo campo container possa mutare in infrastruttura verde di scala urbana. Adagiato sul declivio che da Viale del Poggio scende verso la Tangenziale, lungo la storica salita dello Scudillo, l’intervento di trentasette mila metri quadrati si inserisce nel sedime ottocentesco della villa del marchese del Gallo, originariamente firmata da Antonio Niccolini. Il concept architettonico elaborato per questo brano di collina flegrea scardina l’archeologia industriale del sito per massimizzarne la straordinaria attitudine panoramica, proiettando visivamente lo spazio pubblico direttamente sul Golfo di Napoli.
La spina dorsale del layout distributivo si formalizza in un asse longitudinale che organizza e connette tre distinte macro-aree funzionali e programmatiche. In corrispondenza del portale d’accesso si attesta un hub dedicato ai bambini, specchiato a un orto botanico didattico originariamente concepito secondo una sequenza evoluzionistica a cerchi concentrici. Procedendo lungo la pendenza, il baricentro del parco è occupato da un grande bacino idrico artificiale ricavato nell’invaso della vecchia cava, incorniciato da un imponente fronte tufaceo. L’elemento liquido, articolato in un sistema geometrico di vasche e cascate artificiali, rinfresca l’ambiente e funge da teatro all’aperto, dove una pedana galleggiante diventa palcoscenico per le gradinate prospicienti. Nella porzione inferiore, il percorso si fa puramente belvedere: un sentiero ritmato da pergolati rampicanti si snoda verso tre terrazze panoramiche che evocano idealmente la Reggia di Capodimonte, la Certosa di San Martino e il mare.
La dialettica tettonica oscilla tra mimesi e artificio. I volumi ipogei sfruttano i dislivelli per azzerare l’impatto visivo, mentre l’uso preminente del tufo stabilisce una continuità materica con il banco geologico circostante. Sebbene la successiva fase esecutiva abbia in parte alterato il disegno originario attraverso una massiccia terrazzazione e semplificato la varietà della palette botanica, lo sviluppo naturale delle alberature ha sanato i conflitti della direzione lavori. Oggi l’opera si offre alla comunità come una fortunata cerniera ecologica e un vibrante spazio collettivo contemporaneo.
INFO
| sup. totale di progetto | 37.000 mq |
|---|---|
| importo lavori | € 1.200.000,00 |
| Progettisti | od’a – officina d’architettura srl arch. M.Mellucci (Assessorato alla manutenzione urbana del Comune di Napoli D.A.T.) ing. M.Capretti (Assessorato alla manutenzione urbana del Comune di Napoli D.A.T.) dott. A. Di Vaia (Servizio giardini del Comune di Napoli) dott. E. Ferrante (Servizio giardini del Comune di Napoli) |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PE |



