PARCO DELLO SPORT
Progetto di un parco sportivo nell'ex sito industriale di Bagnoli
Il progetto esecutivo del Parco dello Sport traduce la visione definitiva in dettaglio costruttivo, focalizzandosi sul micro-paesaggio. Le opere a verde sono ingegnerizzate secondo precise consociazioni botaniche e filtri vegetali protettivi per l’area campeggio.
Al centro del complesso, la pista di pattinaggio riceve un landmark fluttuante: una copertura rimovibile a tensostruttura. Progettata con l’artista Salvatore Palladino, l’opera unisce ingegneria e arte, definendo la plastica dei piloni portanti e la grafica della membrana tessile, trasformando l’elemento infrastrutturale in segno territoriale.
Il passaggio dalla fase definitiva alla redazione del progetto esecutivo del Parco dello Sport rappresenta un momento cruciale di sintesi architettonica, in cui la visione strategica si traduce in dettaglio costruttivo e fattibilità reale. L’intervento non si limita a perfezionare le scelte programmatiche pregresse, ma eleva la qualità formale dell’opera attraverso un approfondito studio micro-paesaggistico e tettonico. Il concept si fonda sulla volontà di cucire le diverse funzioni sportive e ricreative in un unico ordito ambientale, dove la natura non funge da mero decoro, bensì da vero e proprio dispositivo spaziale e regolatore climatico. Questa sensibilità si traduce in una progettazione millimetrica delle opere a verde, condotta analizzando le caratteristiche botaniche, la cinetica di crescita e le consociazioni delle diverse essenze vegetali selezionate.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla risoluzione dei nodi di transizione, ridefinendo il tema dei margini e dei confini del parco. In quest’ottica, l’area destinata al campeggio viene integrata nel tessuto circostante mediante l’introduzione di sofisticati schermi verdi, concepiti come filtri visivi e acustici capaci di garantire la necessaria privacy senza generare barriere opache o fratture nel paesaggio. Il fulcro geometrico e programmatico dell’intero complesso coincide con la pista di pattinaggio, posizionata strategicamente al centro dell’area.
Per questo specifico elemento, il progetto esecutivo introduce un Landmark dal forte impatto espressivo: una complessa copertura rimovibile a tensostruttura. L’opera nasce da una profonda sinergia transdisciplinare tra l’ingegneria strutturale e la ricerca visiva, grazie alla consulenza artistica di Salvatore Palladino. L’artista ha collaborato attivamente alla configurazione plastica dei piloni di sostegno, trasformandoli in sculture tettoniche, e ha impresso la sua cifra stilistica sulla superficie del grande telo di copertura. Questa grande membrana tessile non solo protegge l’invaso della pista dalle intemperie e dall’irraggiamento solare, ma si configura come un’opera d’arte a scala territoriale, un segnale visivo fluttuante che qualifica l’orizzonte del parco e ne sancisce l’identità contemporanea.
INFO
| sup. totale di progetto | 210.000 mq |
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| importo lavori | € 13.882.356,66 |
| Progettisti | Od’A-Officina d’Architettura srl SIT – Studio impianti tecnologici prof. ing. V. Mangoni ing. D. Mascolo S.T.I.GE. srl – Studio Tecnico di Ingegneria Generale ing. A. De Maria ing. F. Cavuoto Dott.ssa C. Loffredo C.G. Associati G. Provasi ed E. Martin (Provasi & Martinassociati)
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| gruppo di lavoro Od'A | arch. Giovanni Travaglione arch. Francesco Rossini arch. Arturo Melisi arch. Maria Scognamiglio |
| impresa | DECA s.r.l A & I della Morte S.P.A. Iter Gestione e Appalti S.P.A |




