POLO NAPOLETANO DEI TRASPORTI
Progetto per la nuova sede direzionale della Compagnia di Trasporti Pubblici della Provincia di Napoli
Situato nella parte orientale di Napoli, l’intervento in questione ha previsto due orientamenti diversi; da una parte il restauro ed il risanamento conservativo dell’edificio fronte strada dell’ex Italgas e dall’altra la demolizione e sostituzione edilizia.
Il fine primo del progetto è stato quello di creare un nuovo polo dei trasporti unificando in un solo luogo fisico tre società quali Metronapoli, C.T.P. e NapoliPark, trasferendo qui sia la parte dirigenziale-manageriale che quella tecnico-operativa.
Il progetto di riqualificazione dell’ex complesso Italgas nella zona orientale di Napoli si configura come una sofisticata operazione di rigenerazione urbana, capace di far convivere il rigore del restauro conservativo con l’audacia della sostituzione edilizia. L’intervento nasce dalla necessità di centralizzare in un unico polo direzionale e operativo le principali società di trasporto e mobilità cittadine, quali Metronapoli, C.T.P. e NapoliPark. La sfida architettonica ha dunque riguardato la creazione di un organismo complesso, in grado di armonizzare l’eredità storica del manufatto fronte strada con un nuovo volume contemporaneo, definendo un dialogo costante mediato da un sistema di aree esterne e percorsi verdi che fungono da connettore spaziale e sociale.
Il nuovo edificio, un volume compatto di quattro piani, organizza la propria morfologia attorno a una corte interna quadrangolare, vero cuore pulsante del progetto e dispositivo di regolazione bioclimatica e luminosa. È proprio questo vuoto centrale a dettare il ritmo della distribuzione interna, ospitando i due sistemi di collegamento verticale lasciati aperti per esaltare la permeabilità degli spazi. All’interno, la pianta libera favorisce la creazione di ampi ambienti open-space, pensati per garantire la massima flessibilità operativa richiesta da una moderna struttura manageriale.
L’involucro esterno si distingue per una precisa scomposizione materica: la trasparenza delle superfici vetrate che affacciano sulla corte interna contrasta con il carattere scultoreo del coronamento aggettante. Quest’ultimo, rivestito da un carter metallico, definisce il profilo dell’edificio nel panorama urbano e si raccorda idealmente alla pensilina d’ingresso. La “pelle” metallica non è intesa come un semplice rivestimento, ma come un nastro architettonico che, partendo dall’esterno, penetra nell’atrio e prosegue fino al cortile, annullando il confine tra dentro e fuori. Questa continuità materica accompagna il visitatore in un percorso fluido che lo conduce dalla scala urbana al baricentro del progetto, trasformando un’area di archeologia industriale in un polo infrastrutturale d’avanguardia, dove la memoria del passato e l’efficienza del futuro trovano un punto di sintesi formale e funzionale.
INFO
| sup. totale di progetto | 5.380 MQ |
|---|---|
| importo lavori | € 4.600.000,00 |
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srl Servizi Integrati srl Tesys srl |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PP, PD, PE |
| gruppo di lavoro Od'A | Arch. Fabrizia Costa Cimino Arch. Marialuisa Guerra Garcia Arch. Alejandro Fernández Palicio Arch. Isabel Cano Ariño |
| sup. utile | 4.048 MQ |
| sup. coperta | 1.520 MQ |
| volume | 9.676 MC |




