RESIDENZA SCHIPA
Riqualificazione di un immobile dismesso in via Schipa
Affacciato tra via Michelangelo Schipa e vico Santa Maria della Neve, nel cuore del tessuto collinare napoletano, l’edificio residenziale dei primi del Novecento torna a nuova vita attraverso un intervento che ne recupera l’identità storica e ne ridefinisce il ruolo abitativo.
Partendo da una condizione di forte degrado, il progetto ricostruisce relazioni spaziali, percorsi e funzioni, trasformando un organismo edilizio ormai compromesso in una struttura efficiente e contemporanea, capace di valorizzare le qualità originarie dell’architettura esistente senza alterarne il carattere.
Nel tessuto collinare di Napoli, tra via Michelangelo Schipa e vico Santa Maria della Neve, un edificio residenziale dei primi del Novecento torna a essere protagonista di un processo di recupero che coniuga conservazione, rifunzionalizzazione e adeguamento alle esigenze dell’abitare contemporaneo. Il progetto interviene su un fabbricato in tufo completato presumibilmente nel 1901, giunto fino a oggi in condizioni di grave degrado: solai intermedi quasi totalmente crollati, collegamenti verticali perduti, prospetti segnati dall’abbandono e una vasta corte interna invasa dalla vegetazione spontanea. Nonostante lo stato di rudere, l’edificio conserva ancora i caratteri essenziali della propria identità architettonica, leggibili nella struttura muraria originaria, nel rapporto tra pieni e vuoti delle facciate e nei dettagli superstiti del prospetto storico affacciato su vico Santa Maria della Neve.
L’intervento si sviluppa a partire da questa memoria costruita, scegliendo di non alterare volumetrie, sagoma e configurazione dei prospetti, ma di lavorare sull’organizzazione interna e sull’accessibilità dell’immobile. La strategia progettuale prevede il prolungamento della scala condominiale fino al livello seminterrato e una nuova articolazione degli spazi residenziali, capace di adattare il complesso a forme di abitazione più flessibili e coerenti con le esigenze contemporanee.
Il ridisegno distributivo trasforma infatti le unità esistenti in un sistema abitativo più articolato, incrementando il numero degli alloggi senza consumo di nuovo suolo e senza ampliamenti edilizi. Gli spazi al piano terra e quelli seminterrati vengono reinterpretati attraverso un attento lavoro di frazionamento e riordino funzionale, mantenendo inalterata la destinazione d’uso e valorizzando la complessa relazione tra i diversi livelli dell’edificio, modellati dalla naturale pendenza del sito.
Accanto al recupero architettonico, il progetto prevede il completo adeguamento impiantistico ed energetico, con l’obiettivo di restituire efficienza, comfort e sicurezza a un organismo edilizio storico. Il risultato è un intervento che trasforma una condizione di abbandono in una nuova opportunità abitativa, riaffermando il valore del patrimonio esistente come risorsa per la città contemporanea.
INFO
| sup. totale di progetto | 965 MQ |
|---|---|
| importo lavori | € 2.037.000,50 |
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srl arch. Elena Di Grazia |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PFTE, PD, PE, DL |
| gruppo di lavoro Od'A | arch. Orazio Nicodemo |
| 3d e rendering | arch. Roberto Hao Hao Chen |
| sup. coperta | 820 MQ |


