RESIDENZE VICO TOFA
Progetto di ricostruzione di un edificio nel centro storico di Napoli
Il progetto prevede la ricostruzione di un edificio demolito dopo il sisma del 1980 in vico Tofa, Napoli, rinunciando al ripristino filologico per adeguarsi alle norme vigenti.
Sfruttando l’orografia del lotto, l’immobile integra un garage seminterrato meccanizzato da 26 posti auto, locali commerciali a livello stradale e sei piani residenziali culminanti in una copertura a tetto giardino bioclimatico. Il volume stereometrico si smaterializza verso l’alto passando dal basamento in pietra a intonaci chiaroscurali stratificati, con bucature arretrate e balconi d’angolo che mitigano l’impatto visivo nel tessuto storico.
Il progetto di ricostruzione in vico Tofa, nel cuore del centro storico di Napoli, consiste in un intervento di sostituzione edilizia e ricucitura tipo-morfologica all’interno di un tessuto urbano densamente stratificato. L’edificio sorge sul sedime liberato da un volume demolito a seguito del sisma del 1980 e sperimenta un approccio critico superando l’impossibilità di un ripristino filologico a causa della natura frammentaria e contraddittoria delle fonti documentarie preesistenti. Il concept abbandona la meccanica riproposizione del passato, impraticabile per i severi vincoli igienico-sanitari e di accessibilità vigenti, per abbracciare l’orizzonte della progettazione ambientale e del linguaggio contemporaneo, riconfigurando il lotto secondo il modello originario di occupazione del suolo e i limiti di altezza dei fabbricati contigui.
L’organismo architettonico si attesta su una volumetria di 6300 metri cubi e risolve il forte dislivello orografico tra vico Lungo Gelso e vico Canale attraverso un volume parzialmente interrato destinato a garage pertinenziale meccanizzato da ventisei posti auto. Sopra questo basamento strutturale in pietra grigia si elevano sei piani fuori terra che accolgono locali commerciali con pensiline aggettanti al piano stradale e appartamenti nei livelli superiori, serviti da un nucleo di collegamento verticale con ascensore e scala illuminata da un lucernario zenitale.
Il rigore stereometrico del volume si dissolve in facciata grazie a una ricercata strategia di smaterializzazione dell’involucro. La transizione tettonica si manifesta attraverso una pelle muraria che si sfalda progressivamente verso l’alto, alternando il basamento lapideo a intonaci chiaroscurali dai lievi scarti di spessore e aperture arretrate che reinterpretano le cornici tradizionali. Il coronamento dell’edificio si flette con appartamenti arretrati dotati di terrazzi a livello e si conclude con una copertura sperimentale a tetto giardino, concepita come dispositivo bioclimatico per l’isolamento termico. L’opera dimostra come il superamento del vincolo filologico possa generare un’architettura che dialoga con la memoria dei luoghi, traducendo la complessità normativa in qualità dello spazio contemporaneo.
INFO
| sup. totale di progetto | 2.200 mq |
|---|---|
| importo lavori | € 2.698.500,00 |
| Progettisti | od’a – officina d’architettura |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PFTE, PD, PE |
| sup. utile | 2.008 mq |
| sup. coperta | 280 mq |
| volume | 6.300 mc |





